Mariella Mularoni: intervento PPE 17/03 – l’esperienza della Repubblica di San Marino in risposta al Covid-19

17 Mar 2021

Sono membro del Consigli Grande e Generale della Repubblica di San Marino, il nostro Parlamento, dal 2012, e oggi è un grande onore essere qui e avere l’opportunità di discutere le sfide che anche San Marino sta affrontando per combattere la pandemia da Covid-19.

Vorrei brevemente condividere con voi l’esperienza della Repubblica di San Marino in risposta al Covid-19. San Marino ha scelto diverse strade per gestire la pandemia. Mentre durante la prima ondata nella primavera 2020, immediatamente abbiamo adottato il lockdown nazionale, durante la seconda abbiamo optato una soluzione meno drastica, il coprifuoco serale che ha dato risultati positivi, e le nuove restrizioni sono state ampiamente rispettate dai 30 mila cittadini sammarinesi e dai 5 mila frontalieri italiani che ogni giorno accogliamo in Repubblica.

Al momento, pur dovendo affrontare la terza ondata, abbiamo deciso di non intraprendere la strada della chiusura totale; gestire una pandemia significa anche trovare un equilibrio non facile, e mantenerlo, tra la salvaguardia di una sanità pubblica, che dobbiamo continuare a garantire alla cittadinanza, e l’economia del Paese. La nostra economia che è stata fortemente indebolita dalla pandemia, non potrebbe sopportare le conseguenze di un altro blocco. Per questo motivo, abbiamo aggiunto ulteriori misure restrittive al coprifuoco, tra queste l’obbligo di indossare le mascherine all’interno dei luoghi pubblici, nelle scuole e limitare l’orario di chiusura dei ristoranti e bar alle 18:00. Vorrei sottolineare come anche in questa fase la scuola sammarinese è riuscita, tranne qualche eccezione, a garantire un servizio in presenza, anche durante questa terza ondata e consentire ai nostri studenti di proseguire il loro percorso educativo e di socializzazione.

Essere un piccolo Paese, con tutti i limiti che possiamo avere anche in termini di sostenibilità finanziaria, ci consente di essere più flessibili e veloci nelle decisioni da intraprendere, e di adottare le restrizioni e le misure alle diverse situazioni che si modificano continuamente. Infatti, la struttura sanitaria pubblica fino ad oggi ha risposto positivamente alla pandemia ed anche in maniera sostenibile ed ora abbiamo avviato una capillare campagna vaccinale a cui auspichiamo ci sia un’ampia adesione da parte della cittadinanza. Nelle ultime settimane, a partire dal 26 febbraio- VDay_ siamo arrivati a vaccinare oltre 6000 persone, che rappresenta circa il 20% della cittadinanza che noi stimiamo aderirà alla campagna di vaccinazione.

Tuttavia, ora stiamo affrontando una sfida importante ed urgente: l’approvvigionamento dei vaccini. San Marino ha già ricevuto i primi approvvigionamenti di Sputnik e Pfizer e nelle prossime settimane saranno completate le forniture, grazie al prezioso ed importante contributo della Segreteria Affari Esteri, nella persona del Ministro Luca Beccari e della Segreteria competente.

Siamo allo stesso tempo consapevoli che questo sforzo non sarà sufficiente a soddisfare tutte le necessità e per questo motivo ci rivolgiamo a voi per un sostegno. Tutti sappiamo bene che molti Paesi, anche al di fuori dell’Europa, e lo apprendiamo dalle notizie quotidianamente, sono in grande difficoltà per assicurarsi scorte di vaccini necessarie per mettere in sicurezza la cittadinanza.

Poiché il processo di associazione all’Unione Europea non è ancora concluso San Marino ha incontrato numerose difficoltà nell’approvvigionamento dei vaccini, accesso riservato a Stati membri, dell’EFTA e Paesi candidati all’adesione. E’ così che qualche settimana fa questa questione è approdata anche in Parlamento Europeo, attraverso l’interrogazione presentata da alcuni parlamentari del gruppo Identità e Democrazia, sull’accesso di San Marino ai meccanismi di approvvigionamento.

Affrontare la sfida della distribuzione dei vaccini è qualcosa che dovremmo tutti affrontare come parlamentari con l’obiettivo principale di una distribuzione democratica ed equa dei vaccini in tutto il mondo senza discriminazioni di razza, ricchezza e posizione geografica. E’ qualcosa che dobbiamo affrontare ora e nessuno dovrebbe essere lasciato indietro! C’è un ruolo per tutti e dobbiamo unirci, parlare con una sola voce e influenzare il monda per fare meglio. La voce dei piccoli Paesi deve essere ascoltata e noi, come uno di loro, vi ringraziamo per averci ascoltati oggi.

Il tempo stringe e non possiamo permetterci di aspettare oltre. Stiamo finalmente vedendo l’aurora di questo anno terribile grazie alla campagna di vaccinazione avviata dal Governo e dalle autorità sanitarie.

Inoltre, nei prossimi mesi, in quanto membri di un Parlamento, dovremo fare una riflessione se approvare o meno l’utilizzo dei certificati vaccinali digitali, che potrebbero essere richiesti in futuro come prova di vaccinazione effettuata, in linea con quanto sta avvenendo già in molti paesi dell’Unione. La Grecia ad esempio è stato il primo paese a lanciare questa sfida di richiedere il certificato di vaccinazione digitale a tutti coloro che hanno ricevuto le due dosi di vaccino o a coloro che hanno già manifestato la malattia e hanno la copertura anticorpale. Una decisione che dovremo valutare con molta attenzione, per non creare discriminazioni e su cui auspico si possa aprire un confronto tra le forze politiche. Il certificato vaccinale potrebbe facilitare la mobilità della cittadinanza tra un paese e l’altro, gli spostamenti per lavoro o turismo, i viaggi, e permetterebbe di ottimizzare i tempi di attesa alle dogane. Tuttavia potrebbe allo stresso tempo anche aumentare le differenze sociali e le disuguaglianze, soprattutto nel caso in cui i vaccini non siano equamente distribuiti all’interno ed all’esterno dell’Unione Europea. Una sfida che merita attenzione ed una riflessione da parte nostra. A questo proposito mi sorge una domanda… I vaccini saranno richiesti per entrare nei Paesi dell’UE? Diventeranno un prerequisito per ottenere i Visti di ingresso nei Paesi stranieri?

In conclusione, vorrei condividere e portare la vostra attenzione su un aspetto fondamentale che è emerso dalla pandemia: la necessità di un multilateralismo più forte tra i Governi in materia di salute pubblica e l’esigenza forte di dare vita a sinergie proattive tra attori nazionali e internazionali; da questa esperienza che ancora stiamo vivendo e che impatta negativamente su tutta la popolazione mondiale,  così dura per tutti noi, emerge palesemente che nessuno riesce ad affrontare da solo la pandemia, ma solo l’attivazione di collaborazioni e sinergie potranno portare buoni frutti.