Maria Cristina Albertini interviene sulla regolamentazione del servizio diplomatico e consolare della repubblica di san marino

24 Mag 2022

Grazie eccellenza, Signori consiglieri il progetto di legge oggi in aula, già oggetto di analisi in commissione affari esteri, nasce da una impellente necessità di adeguare, implementare e riorganizzare il servizio diplomatico alla luce delle nuove necessità emergenti e dal ruolo che la nostra repubblica riveste nell’ambito del contesto internazionale. La funzione tradizionale della diplomazia […]

Grazie eccellenza,
Signori consiglieri il progetto di legge oggi in aula, già oggetto di analisi in commissione affari esteri, nasce da una impellente necessità di adeguare, implementare e riorganizzare il servizio diplomatico alla luce delle nuove necessità emergenti e dal ruolo che la nostra repubblica riveste nell’ambito del contesto internazionale.
La funzione tradizionale della diplomazia è quella di condurre le relazioni internazionali del paese di appartenenza rafforzata ulteriormente dall’esigenza di fornire servizi ai cittadini residenti in patria oppure all’estero.
La gestione delle relazioni internazionali, l’individuazione e la definizione degli interessi nazionali, siano essi di carattere economico, politico, culturale e sociale, la negoziazione e la difesa degli interessi nazionali, sono solo alcune delle funzioni che caratterizzano quotidianamente il lavoro svolto dal corpo diplomatico.

Senza dubbio la carriera del diplomatico si presenta molto attraente e multiforme ed è comunque indispensabile che, il modus operandi di coloro che si avviano a tale carriera sia improntato alla interdisciplinarietà, alla rapidità e ad una spiccata capacità comunicativa e negoziale, oltre ad una spiccata duttilità nel saper leggere il mondo circostante, il senso degli eventi e degli avvenimenti che quotidianamente cambiano gli scenari internazionali , con importanti ripercussioni sulla vita dei cittadini.
Come già il nostro segretario di stato ha avuto modo di affermare, fondamentale per la nostra repubblica è da sempre il ruolo della politica estera, primordialmente incentrata su rapporti bilaterali ed in seguito con l’evoluzione ed il cambiamento degli avvenimenti internazionali, ci vedono sempre più protagonisti anche in ambito multilaterale, con la conseguente necessità di avere funzionari diplomatici in grado di diffondere sempre meglio l’immagine e le peculiarità del nostro sistema statuale e, allo stesso tempo, di coprire le accresciute necessità anche presso i nuovi organismi di più recente adesione.
Ed è proprio per garantire una maggior rappresentatività all’interno degli organismi internazionali, con particolare riguardo al percorso in atto per giungere al perfezionamento di un accordo di associazione con l’unione europea, senza tralasciare la dimensione del bilaterale, nonché’ per offrire una regolamentazione ammodernata e al passo con i tempi che si è strutturata tale nuovo regolamentazione, che va a rivedere la legge n. 105 del 16 settembre 1993, la legge 19 aprile 179 n. N.13 e la legge 30 luglio 2012 n.10, fornendo un nuovo quadro normativo maggiormente rispondente agli scenari attuali.
Il progetto di legge in questione si compone di tre parti:

– Nella prima parte viene definito lo status giuridico dei funzionari di carriera diplomatica e dei dirigenti del dipartimento affari esteri, normando quindi i requisiti per accedervi, le modalità di progressione nell’ambito della carriera stessa stabilendo quindi i criteri di merito in base alle capacità operative.

– La seconda parte riguarda essenzialmente la struttura stessa del dipartimento affari esteri nonché’ le sedi diplomatiche e consolari all’estero contemplando le specifiche funzioni, le modalità di nomina degli agenti diplomatici e consolari, le modalità di assegnazione delle sedi all’estero fino alla loro revoca.
Un’attenzione particolare merita la regolamentazione del ruolo degli agenti consolari, andando a definirne dettagliatamente modalità di nomina e di revoca.
Tale servizio resta di primaria importanza per la nostra repubblica, andando ad aggiungersi ai funzionari di carriera, laddove lo stato non può garantire una loro presenza nei tanti paesi con i quali ha relazioni diplomatiche; in tal modo si rivela la significativa azione di coloro che, per lo più a titolo gratuito, mettono a disposizione sedi e risorse, non incompatibili con la loro sfera professionale, offrendo un prezioso servizio al paese.

– Infine il terzo capo riguarda e norma tutte quelle disposizioni transitorie per favorire un armonioso avvicendamento fra i vecchi e nuovi gradi della carriera diplomatica ed un dovuto riconoscimento di inserimento in tale carriera di tutti coloro che si sono distinti per aver accumulato professionalità in tanti anni di servizio sia all’interno del dipartimento affari esteri sia in sedi all’estero.

Tale nuovo impianto normativo rappresenta un significativo passo in avanti nella proiezione internazionale della repubblica e va a colmare un gap normativo accumulato da anni.
Ancora una volta richiamo quanto le relazioni, bilaterali e multilaterali siano accresciute, i funzionari diplomatici pure, il nostro paese abbia conquistato ruoli e funzioni prima inimmaginabili, intrattenendo oggi relazioni paritarie con i più grandi della terra; per sostenere questo accresciuto status, il nostro paese deve poter confidare su una rete di funzionari diplomatici e agenti consolari garantiti e strutturati in conformità ai parametri internazionali pur nelle sfaccettature particolari che la segreteria di stato per gli affari esteri intende mantenere quali prerogative di un servizio esclusivo che offre un prezioso supporto all’azione di politica estera che oggi rappresenta il miglior viatico per raggiungere le condizioni di effettivo rilancio e dimostrando alla comunità internazionale il volto più moderno e competitivo dei nostri cittadini.

Grazie eccellenza.