Intervista di Repubblica.sm a Marco Gatti, Consigliere PDCS

Intervista di Repubblica.sm a Marco Gatti, Consigliere PDCS

Luglio 4, 2019 Gatti Marco 0

Non ci sono ormai più dubbi, la coalizione Adesso.sm è entrata in modalità campagna elettorale.

E, consci di non essere mai stati in vetta ai consensi elettorali, cercano ora di sedurre i cittadini proponendo una serie di interventi spot che lasciano però intravedere la mancanza di un progetto serio e soprattutto di prospettiva per San Marino.

Ne abbiamo parlato con il consigliere della DC Marco Gatti.

Consigliere, la sensazione per chi guarda da fuori è quella di un Paese immobile, quali scenari potrebbero aprirsi?

“Nessun nuovo scenario a mio avviso la sensazione è che siamo giunti alle svendite di fine stagione oltre alla conferma che questo governo non è assolutamente in grado di elaborare soluzioni utili e di prospettiva per il Paese. Prendiamo il caso Banca Cis su tutti.

Il Governo è in attesa che BCSM faccia uscire il coniglio dal cilindro confidando esclusivamente nella risoluzione tecnica ma è completamente incapace di presentare un piano complessivo di sostenibilità e rilancio del sistema.

Purtroppo sono trascorsi oltre due anni in cui il Governo ha ampiamente dimostrato la sua incapacità progettuale inizialmente con l’appiattimento su Grais e Savorelli, poi su di un investitore del quale si era favoleggiato potesse cambiare i connotati a San Marino ed oggi correndo in giro per il mondo ad elemosinare qualche euro”.

Sulla legge sulle risoluzioni delle crisi bancarie maggioranza e opposizione hanno lavorato assieme

“Solo perché c’è stato un lavoro delle opposizioni, e mi permetta della DC, su un tema così cruciale la maggioranza non può pensare che questo significhi che il Governo possa continuare con le proprie azioni.

Sono certo che il bilancio previsionale, ed ancor prima quello di assestamento, elaborato dall’attuale Governo non aiuteranno il Paese a crescere così come è escluso che l’opposizione possa offrire ulteriori sponde ad un esecutivo incapace e non più credibile a cui resta solo di andare a casa”.

Il provvedimento che liberalizza il mercato immobiliare potrebbe avere un impatto positivo?

“Quel provvedimento si colloca nel solco di una serie di altri provvedimenti che danno chiaramente la misura di come sia iniziata la campagna elettorale. Confermano inoltre come questo Governo abbia sempre navigato a vista, senza un progetto strutturato, alla ricerca di un colpo di fortuna.

Il Governo spera che con interventi di questo tipo possa arrivare qualche investitore. La realtà è purtroppo un’altra. Il Paese deve prima recuperare la fiducia che grazie all’attuale esecutivo è andata persa.

Gli investitori seri investono quando hanno certezza di stabilità economica e finanziaria del Paese, cosa che in questo momento e senza un progetto credibile qui non è. Il Paese ha perso ogni residua credibilità e questo esecutivo ha dimostrato di non essere in grado di generarne di nuova.

Provvedimenti di questo genere, non collocati in un disegno più amplio, sono la prova della disperazione”.

La scorsa settimana ha partecipato ad una missione in Consiglio d’Europa, quali sono stati i temi più rilevanti che avete affrontato?

“Prima di tutto c’è stata la riammissione dei parlamentari Russi al Consiglio d’Europa.

Si è poi dibattuto sul bilancio del Consiglio con una proposta in particolare che penalizza i piccoli Stati a cui abbiamo espresso forte contrarietà e su cui torneremo anche in futuro”.

Qual è la percezione di San Marino nella cornice del Consiglio d’Europa?

“C’è preoccupazione per come San Marino sta affrontando il particolare momento di difficoltà.

Siamo percepiti come poco trasparenti e disposti a tutto pur di superare lo stallo. Anche la gestione dei rapporti internazionali contribuisce a rafforzare la suddetta percezione”.

In effetti il Greco nel suo rapporto annuale non ha fatto sconti alla Repubblica.

“No, infatti. E poi credo che ancora non abbia preso in esame le ultime norme che demandano a società, come la San Marino Innovation, compiti propri dell’amministrazione pubblica.

Per non parlare poi delle norme sulla blockchain in cui il Governo ha scelto di preferire la velocità legislativa allo studio ed all’approfondimento di un tema complesso arrivando sino ad escludere i presidi di controllo e di vigilanza.

Con i risultati di questi due anni e mezzo al Governo non resta che una strada: quella di andare a casa subito senza ulteriori danni al Paese, subito dopo la modifica della legge elettorale che mi aspetto sia parte dell’OdG del Consiglio di luglio.

Sono certo che ci sarà chi farà carte false per tirare a campare ma è chiaro che per il Paese questo Governo già non esiste più”.