Intervento CGG Lorenzo Bugli 25.08.21

25 Ago 2021

Grazie Eccellenza,

Voglio prima di tutto ringraziare i Segretari intervenuti che finalmente hanno deciso di portare in quest’aula un idea di visione di quella che deve essere la nostra sanità e di conseguenza il progetto nel nostro ospedale del futuro.

Questo è chiaramente il corretto esempio di quello che dissi in comma comunicazione, ovvero la forza della condivisione che deve e può permettere a noi di esprimere un contributo a quanto fatto dai vostri tecnici.

Perché la politica deve parlare di sanità e parlare di sanità oggi, è e deve essere una priorità per due aspetti fondamentali: il welfare del nostro Paese e il fatto che costituisce una buona somma del nostro bilancio.

Oggi non voglio scendere sulle considerazioni che hanno spinto il DG alle dimissioni, ma vorrei utilizzare il tempo a me concesso per cercare di dare qualche spunto.

L’ISS ha compiuto enormi passi avanti dalla sua fondazione nel 1955, negli anni infatti è stato in grado di sopportare enormi trasformazioni adattandosi alle esigenze della popolazione, come ha ampiamente dimostrato durante l’emergenza COVID-19.

Nonostante le tante iniziative portate avanti negli anni, io, assieme ai nostri ragazzi del giovanile della dc, però abbiamo riscontrato delle tematiche che potrebbero garantire una miglior assistenza ai nostri cittadini e che in parte ritroviamo con piacere nel piano socio-sanitario.

Il primo aspetto da tener in considerazione è il rapporto ISS e cittadino. Il nostro servizio deve mettere la persona al centro e costruire su di essa un’assistenza qualificata e personalizzata.

Oggi un’affermazione così vorrebbe poter dire ulteriori somme da destinare alla nostra Sanità, ed in parte è vero, ma ricordiamoci qualche mese addietro le segnalazioni degli ingenti sprechi che tutt’ora abbiamo, ottimizzare quindi è la parola chiave, e richiede un esercizio che non guardi al taglio del servizio ma alla molteplicità di utilizzo del medesimo.

Partirei in questo umile ragionamento da un punto che deve essere la bussola della vera attività che noi come ISS dobbiamo svolgere ovvero la prevenzione. Veniamo da oltre un anno e mezzo di covid19 che ci ha visto costretti ad alternanza a chiudere l’ospedale per curare l’emergenza, ma questa chiusura che è stata necessaria per quelle tragiche fasi, ha causato un innumerevole numero di mancati controlli, sui quali mi vorrei concentrare particolarmente, perché tra i primi fattori di morte, malattie cardiovascolari e tumori. I mancati controlli di quel periodo hanno portato al complicarsi di certi quadri clinici di malati di cuore fino nel peggiore dei casi alla morte, idem per tema dei tumori, soprattutto quelli al seno,  che hanno necessità di un potenziamento degli screening che superi l’attuale. Stessa cosa riguarda lo screening della tiroide, e aimè tanti altri.

Prevenzione vuol dire impostare un programma che impedisca la malattia, ovvero un educazione al cittadino sano, e qui abbiamo ancora una volta bisogno di campagne forte e mirate contro: l’obesità infantile che continua ad aumentare nonostante il programma okkio alla salute dell’OMS che seguiamo da anni,  una campagna contro il fumo, e così via.

Sviluppando dunque una serie di incontri e laboratori per incentivare l’Health Literacy nella popolazione, che dunque non solo prevengano la cura, ma che anche nella presenza di essa, ti possano fornire dati e sostegno affinché si prevengano i danni delle patologie degenerative.

Poi vi sono i potenziamenti che devono essere messi immediatamente in campo e che necessitano di coraggio ora più che mai:

Il potenziamento della medicina di base, ora stiamo assistendo in molti centri sanitari ad una fuga verso il privato del cittadino, vi deve essere un potenziamento di ogni condotta, che si sono dimostrate il vero anticorpo al covid e non solo. Quindi ancora il potenziamento dei servizi interni e un programma di telemedicina che aiuti il paziente ad avere informazioni utili ad evitare il sovraffollamento dei centri stessi. Un servizio annesso domiciliare capace di rispondere alle esigenze del malato a trecentosessanta gradi.

Tanti sono i punti che vorrei toccare, ma ognuno avrebbe la necessità di un onesto approfondimento quindi mi sono permesso di specificare quelli che stanno maggiormente a cuore ai nostri ragazzi in questa fase.

Concludo dicendo la figura del care-giver, ormai non più rinviabile, sostegno familiare ma anche opportunità di lavoro nel quadro della silver economy. da tempo, troppo tempo ne parliamo, ora è necessario dare una risposta.

Spero che questo contributo sia utile al Segretario anche nel trasferirlo al futuro DG e allo staff che formerà per dare quelle risposte di cui oggi abbiamo bisogno.

Grazie