CGG – Intervento Gian Carlo Venturini – Legge di bilancio di previsione 2019 e consuntivo 2017

CGG – Intervento Gian Carlo Venturini – Legge di bilancio di previsione 2019 e consuntivo 2017

Dicembre 13, 2018 Lavori consigliari Venturini Gian Carlo 0

Eccellenze, Colleghi Consiglieri,
in questi giorni stiamo discutendo una delle leggi più importanti per lo Stato, ossia il Bilancio di Previsione per il 2019 ed il pluriennale 2019 – 2021, ed il consuntivo del 2017, anche se non sembra interessare a molti viste le varie rinunce ad intervenire da parte di membri di governo e dei consiglieri di maggioranza.

Prima di entrare nel merito del bilancio previsionale 2019, voglio fare alcune considerazioni sul bilancio consuntivo 2017, anche se spesso passa piuttosto inosservato, perché credo si evidenziano dei dati a mio avviso piuttosto preoccupanti per l’andamento del bilancio dello Stato, infatti come si evince dal rendiconto generale dello stato il bilancio consuntivo 2017 chiude con un disavanzo d’amministrazione finanziario di 21.031.587 milioni di €, a fronte di un disavanzo di circa 4.543.395 del consuntivo 2016.
Mentre il bilancio economico-patrimoniale per l’esercizio 2017 registra un disavanzo pari a 108.581.236 a fronte di un disavanzo di 9.147.892 per l’esercizio 2016.

Ed ancora se andiamo ad analizzare alcuni dati sulla spesa corrente per il 2017 è aumentata di circa 10 milioni di euro (+ 2.16%) passando da 496.135.367 milioni del 2016 a 506.849.072 milioni del 2017, di cui una parte importante riguarda il personale in attività il cui costo continua ad aumentare.

A questo proposito lo scorso anno ed anche nei primi mesi del 2018 non era forse questo governo che aveva enfatizzato che in tre anni voleva ridurre la spesa corrente del 10%, purtroppo da questi dati mi sembra si evinca il contrario visto che è aumentata del 2,16% in un anno.

Obbiettivo, quello della riduzione della spesa corrente, da conseguirsi per mezzo di una razionalizzazione delle uscite che, tuttavia, non dovrà assolutamente pregiudicare la qualità dei servizi erogati dallo Stato ai cittadini ed il necessario percorso di modernizzazione del Paese.

Questi dati come ho già detto sono molto preoccupanti perché c’è un incremento significativo del disavanzo che dopo un trend di stabilità del bilancio dello Stato che ha visto un consuntivo 2014 e 2015 chiudere in lieve attivo ed un 2016 con un lieve passivo di circa 4,5 milioni dovuto alla crisi politica del 2016 che ha portato alle elezioni anticipate, non riuscendo così ad attuare tutti quegli interventi utili per raggiungere il pareggio di bilancio.

Cari signori del governo e della maggioranza, anche in questi giorni qualcuno è in vena di autoproclami, questi dati invece stanno ad indicare il fallimento dell’azione di governo fatta solo di proclami e che ancor oggi ha fatto ben poco – un po’ in tutti i settori – cercando di gestire al meglio il quotidiano e, fra l’altro, anche con scarsi risultati.

Ma veniamo alla legge di bilancio per il 2019, che oggi è in discussione in quest’aula. Su questo fondamentale provvedimento legislativo si è sviluppato, anche in questi giorni, un notevole dibattito fra le organizzazioni imprenditoriali, le forze sociali e le forze politiche di questo Paese.

E’ emerso un po’ da tutti un giudizio negativo su questa proposta di legge.
Gli imprenditori la definiscono una legge finanziaria che pecca di veri intenti programmatici, che non risolve i problemi più urgenti del Paese e non si intravedono neppure piani di investimento in sintonia con le esigenze di sviluppo del paese e le istanze di modernizzazione provenienti dalle imprese”.

Giudizi, questi, piuttosto pesanti e significativi, tanto più se questi provengono dal mondo imprenditoriale che rappresenta il volano per l’economia del paese.

Ed ancora si registrano ritardi sul fronte della riforma pensionistica.
Veniva richiesto di dare avvio alla riforma fin dal 2017, dopo le proposte presentate dal gruppo tecnico appositamente incaricato nella precedente legislatura, che ha ulteriormente aggiornato i dati in questi ultimi mesi e presentati anche ai gruppi consigliari e questo è certamente positivo, ma a tutt’oggi non vi è ancora una proposta di legge sulla quale avviare un confronto concreto su questa tematica con tutti i soggetti interessati, forze politiche e sociali ed imprenditoriali, ma il tutto è rimandato al prossimo anno, perdendo quindi altro tempo utile.

A mio avviso, con questa legge di bilancio stiamo tornando indietro di alcuni anni perché è una legge che non presenta proposte di prospettiva per il rilancio del Paese.
Direi che, più che una legge di bilancio, è una legge di annunci rinviando al prossimo anno cose che erano previste già per il 2018 ( riforma pensioni, lavori pubblici, spending review, riforma IGR, piano di sviluppo ecc), per il resto non è altro che un “rendiconto contabile” – ove si registrano solo le entrate e le uscite, neppure tutte come spiegherò meglio in seguito, si aumenta significativamente la tassazione e non si va ad incidere sugli sprechi.
Manca di interventi strutturali che possano garantire un consolidamento del bilancio e dei conti dello stato per il futuro, mancano sia gli indirizzi politici che le previsioni di spesa e le indicazioni dei capitoli per sostenerli.

Manca a mio avviso, ma come anche ribadito in questi giorni da tutte le associazioni di categoria, una parte importante sullo sviluppo dell’economia del Paese in quanto nel progetto di legge presentato è totalmente assente, che diventa in questo modo debole, poco efficace e incapace di dare impulso e fiducia all’economia del paese.

Gli unici investimenti infrastrutturali previsti vengono dirottati ad interventi che, seppur utili, non determinano sviluppo economico del Paese.
In una situazione di ristrettezza economica, diventa importante fissare e condividere delle priorità finalizzate alla crescita, a questo proposito in fase di discussione della legge presenteremo vari emendamenti cercando di recepire anche alcuni gridi di allarme lanciati dalle associazioni di categoria.
Una legge che non dà corso alle tanto sbandierate promesse ed affermazioni che sono state ventilate un anno fa proprio in quest’aula, sempre in occasione della discussione della legge di bilancio previsionale 2018, dove il governo e molti consiglieri della maggioranza si affannavano a dire che avrebbero presentato proposte di interventi e nuove idee atte a rilanciare l’economia del Paese e dare una prospettiva al Paese stesso.

Ebbene, cari colleghi della maggioranza, non c’è traccia di tutto questo né nelle due legge di assestamento di bilancio approvate nei mesi scorsi, né in questa legge di bilancio che in questi giorni stiamo discutendo.
Anzi, come riportato nella relazione della Commissione di Controllo della finanza pubblica a pagina 24, 25 e 26 “il debito pubblico segna un preoccupante trend crescente, che passa dai circa 262 milioni al 31/12/2016 agli 888 milioni al 31/12/2017 con un’incremento di oltre 626 milioni in un anno ed ovviamente non possono essere imputabili tutti alla vicenda Cassa di Risparmio (circa 500 milioni), portando il rapporto debito/PIL al valore spaventoso del 61.28% ed un rapporto deficit/PIL del 4,47% valore molto al disopra dei parametri europei. Ebbene, cari colleghi, queste cose devono fare riflettere tutti quanti.

Poco fa ricordavo che con questa legge di bilancio si torna indietro di alcuni anni, perché l’unica cosa che viene prevista è l’aumento della tassazione in generale e vengono introdotte imposte straordinarie rastrellando a destra ed a manca tutto quello che è possibile per cercare di raggiungere l’obbiettivo del pareggio di bilancio, all’insegna di slogan quali equità e sostenibilità, che purtroppo è solo a parole.

L’obbiettivo del pareggio di bilancio è stato ribadito anche nell’intervento di ieri dal segretario alle Finanze Eva Guidi, ma che io ritengo sia solo un obbiettivo fittizio in quanto viene SI, previsto in fase di previsione l’accensione di un mutuo a pareggio di circa 12.118.716 milioni di euro, ma che nel bilancio reale dovrebbe essere molto più alto in quanto dovremmo aggiungere i 19 milioni dei fondi pensione (anche se risultano essere di più) che per legge dovremmo versare al fondo pensioni, come pure dovremmo conteggiare le perdite di Cassa di Risparmio (quantomeno i 10 milioni di Cassa Risparmio del 5ter di competenza 2019 e le possibili perdite di esercizio 2019 della stessa Cassa di Risparmio ), pertanto solo riportando questi dati seppur prudenziali, mi porta a dire che il disavanzo previsionale per il 2019 è ben più alto dei 12 milioni previsti ma che potrebbe aggirarsi sui 50 milioni come in realtà circa un mese fa aveva affermato in una dichiarazione pubblica lo stesso segretario alle finanze.

A questo proposito voglio ricordare che come ho già detto nella seduta consigliare del mese scorso non è accettabile la formulazione dell’articolo 11 del presente testo di legge, in particolare il coma 3 dove con un artifizio contabile si spostano tutte le perdite di cassa di risparmio del 2019 alla legge di assestamento del 2020, quando eventualmente in quella sede si dovrebbero solo aggiustare le previsioni già contemplate nel bilancio previsionale 2019.

Questo cari signori è un fatto molto grave perché così facendo si potrebbe configurare un falso in bilancio, per cui invito il Segretario competente ed i consiglieri a riflettere su questo fatto a mio avviso molto grave.
Inoltre come ho già detto, in questa legge di bilancio non sono previsti significativi interventi sulle infrastrutture necessarie per il Paese, alcuni di queste vengono demandate alla finanza di progetto per non caricarle sul bilancio dello Stato, ma non sarà semplice trovare chi tirerà fuori svariati milioni senza avere qualcosa in cambio.

Allo stesso modo non sono previsti interventi significativi per il comparto turistico-commerciale che attraversa momenti di grande difficoltà, che ha necessita di interventi concreti per essere risollevato.
Il Governo deve responsabilmente cercare di mettere in atto interventi per sostenere e promuovere la ripresa ed incentivare gli investimenti degli imprenditori favorendo l’occupazione e, più in generale, l’adozione di provvedimenti orientati a rendere più competitivo il sistema sammarinese.

Un’ultima considerazione sull’ISS, giustamente come è stato ribadito dal Segretario e da alcuni interventi dei consiglieri di maggioranza, non sono statti attuati tagli alla spesa sanitaria e questo è sicuramente positivo, ma dobbiamo essere consapevoli che se non si avvia una seria riflessione sull’Istituto Sicurezza Sociale individuando possibili aree di spreco, dovremo continuare ad aumentare tutti gli anni i trasferimenti dello Stato per garantire l’attuale welfare e stato sociale, perché purtroppo queste maggiori risorse elargite dallo Stato sono servite prevalentemente per coprire l’incremento dei costi del personale e non sono state indirizzate per migliorare la qualità dei servizi erogati ai cittadini, ove alcuni servizi versano in situazioni di grande difficoltà.

Concludo affermando che, il Paese ha bisogno più che mai di dare attuazione a progetti concreti, sia in ambito economico che istituzionale.

Ritengo di poter affermare che il bilancio di previsione per il 2019, nel suo complesso risulta essere insufficiente e carente in diversi settori importanti per il Paese, come pure risulta carente sul piano degli interventi strutturali onde garantire anche per il futuro un consolidamento dei conti dello stato, in quanto è altresì necessario proseguire nel percorso di ammodernamento e razionalizzazione delle risorse intrapreso in questi anni, al fine di liberare ulteriori risorse da destinarsi negli investimenti per infrastrutture, nel sociale e negli interventi a sostegno dell’economia.

Credo – a questo proposito – che tutti quanti nei rispettivi ruoli, dovranno adoperarsi per approntare quegli strumenti e quegli interventi che saranno necessari, per affrontare queste situazioni con serietà, con competenza e nella consapevolezza che è in gioco il nostro futuro.

Se vogliamo realmente fare gli interessi di questo Paese dobbiamo anche assumerci tutti quanti le nostre responsabilità, pur nella diversità dei ruoli.