XVII Congresso GDC: l’intervento di Alice Mina

12/10/2020

Presidente del Congresso,
Presidente dei Giovani Democratico Cristiani,
Delegati,
Gentili Ospiti

In questi giorni di piena attività consigliare e in preparazione del nostro XVII Congresso ho riflettuto tanto su cosa hanno rappresentato per me/per noi questi anni di impegno nel Movimento Giovanile del Partito Democratico Cristiano Sammarinese…cosa ci hanno lasciato, cosa ci hanno trasmesso.

Volgere lo sguardo al passato, agli anni trascorsi spesso aiuta a capire COME siamo arrivati ad essere ciò che siamo oggi, a comprendere il PERCHE’ di tante scelte, a valutare se quelle scelte sono state giuste o sbagliate.

Mi sono iscritta al PDCS e al Movimento Giovanile nel 2010.
Il 2010 è stato un anno di ricostruzione vera e propria del Movimento Giovanile; da anni ormai era inattivo.

Mi iscrissi perché sentivo forte la volontà di condividere idee, proposte, progetti per il mio Paese; ero animata da tanta curiosità, ero desiderosa di capire i meccanismi della politica ancora a me sconosciuti; ero pronta a lavorare in squadra e a portare il mio contributo.

Erano gli anni in cui stava maturando sempre di più la necessità di un vero e proprio cambio di passo nel modo di condurre la politica; una maturazione che non era affatto isolata, ma condivisa da tanti coetanei; lo stimolo per lavorare insieme era massino e aveva delle fondamenta ben precise.

Iniziò così la mia esperienza nei Giovani Democratico Cristiani e vedere che oggi, dopo dieci anni, ancora c’è chi sente quella passione e quella spinta a fare tanto di buono per la nostra San Marino mi fa capire che quanto fatto non è stato vano e che i GDC sono attivi e volenterosi a portare avanti la storia disegnata da coloro che per primi fondarono il giovanile nel lontano 1954.
Il percorso intrapreso dai Giovani Democratico Cristiani ha visto il raggiungimento di importanti obiettivi e ha permesso a tutto il gruppo di crescere e formarsi, di impegnarsi nella vita sociale e politica del Paese.

Un gruppo, quello dei GDC, che ha supportato, in questi anni, ogni singola attività messa in campo dal Partito e ha dimostrato la capacità di saper lavorare in squadra e per la squadra.

Da sempre abbiamo inteso il Movimento Giovanile come un gruppo di ragazzi e ragazze che, animanti da un comune sentire, desiderano stringersi per condividere idee, fare proposte, crescere e formarsi senza mai dimenticare il sentimento di amicizia che li deve tenere uniti.

Abbiamo rigettato le classiche dinamiche politiche che contraddistinguono i partiti tradizionali; ci siamo sempre detti di voler guardare oltre, a qualcosa di più grande, che solo con gli occhi di un giovane si può ammirare, gli occhi della freschezza, della dinamicità, della critica libera da sovrastrutture e influenze.

I percorsi, nella vita, nel lavoro, in politica non sono mai lineari.
I percorsi sono pieni di curve, tornanti, ostacoli e questo è stata anche la nostra esperienza nel giovanile.

Non sempre è stato facile affermare le nostre idee.

Essere parte di un Partito grande, tradizionale che ha passato anni di difficoltà, momenti di grandi riflessioni, e sottoposto a forti richieste di cambiamento, è una sfida importante per un giovane.

E noi anche in questo contesto ci siamo inseriti perché non abbiamo mai voluto far venire a meno la nostra voce, la nostra voglia di vedere qualcosa di diverso nel modo di fare politica.

I nostri appelli al Partito sono stati tanti in questo senso; un Partito che ha saputo rispondere alle nostre richieste e che ci ha permesso nel tempo di crescere e di fare esperienza, anche e soprattutto a livello internazionale.

Il risultato evidente della capacità di lavorare insieme ed uniti è stato l’essere riusciti a formalizzare la nascita della Scuola di Formazione Politica “Essere per esserci. Conoscere per agire”, ad affermare la presenza all’estero dei GDC, ad esprimere diverse candidature di ragazzi e ragazze appartenenti ai GDC nella lista del PDCS alle elezioni politiche avvenute lo scorso dicembre e aver, infine, visto l’elezione di tre di essi in Consiglio Grande e Generale.

Un risultato che oggi ci da ancora più forza e stimolo per portare avanti quel lavoro iniziato anni fa.

Perché ripercorrere questi passaggi insieme a voi?

Beh perché i Congressi servono proprio a questo, a fare bilanci, a valutare cosa è stato fatto o non fatto negli anni di mandato appena trascorsi e soprattutto guardare avanti con proposte concrete.

E il guardare avanti è la cosa che mi preme di più.

Guardo voi Giovani DC che avete oggi la determinazione di mettervi in gioco e vedo la speranza che la nostra esperienza può davvero continuare a scrivere la sua storia.
Noi siamo il futuro del Partito, senza nuovi giovani che hanno la voglia di mettere il loro impegno a servizio del Paese questo non sarebbe possibile.

La situazione della nostra Repubblica oggi è complessa e la nostra partecipazione diviene ancor più impegnativa, ma piena di nuovi stimoli e possibilità di crescita.

ll tutto va affrontato con nuova consapevolezza, con piena responsabilità e lungimiranza in quanto la possibilità di portare un contributo è reale e noi non vogliamo perdere l’opportunità di aiutare il Paese ad affrontare le sfide che oggi si trova davanti.

In tempo di grandi cambiamenti come quello attuale il nostro impegno diviene ancor più necessario e va fatto senza avere paura, difendendo quello che pensiamo sia più giusto, cercando di costruire una vera comunità perché, come disse il Presidente Sergio Mattarella, “l’io da solo non è autosufficiente, l’io ha bisogno del tu come dell’aria per respirare. L’io contiene l’esigenza di diventare un noi proprio per raggiungere quei traguardi che è stato capace di immaginare. Perché il noi è la comunità. Il noi è anche la storia. Il noi è la democrazia”.

Siamo coscienti che ogni singola decisione presa oggi ha risvolti per le generazioni future, per quei giovani che tanto si dice di voler proteggere e tutelare; ecco allora una delle sfide che abbiamo noi giovani Consiglieri e non: essere gli interpreti delle esigenze che giungono dal mondo giovanile, considerare e dare rappresentanza a quei temi che davvero possono cambiare le sorti delle nuove generazioni.

Per questo diviene necessario promuovere costantemente la partecipazione dei giovani nella vita democratica con il fine ultimo di sostenere e garantire l’impegno sociale e civico, e in questo è cruciale mantenere un dialogo costante con le Istituzioni.

In questo tempo di incertezze e di difficoltà a causa di una pandemia che ha stravolto il mondo, dobbiamo trovare la nostra strada e non possiamo lasciare ad altri le decisioni che riguardano il nostro presente e il nostro futuro.

“L’attitudine dei giovani a diventare protagonisti della propria storia costituisce l’energia vitale di un Paese. Questa spinta vale più di qualunque indice economico o di borsa”.
Più che mai, questo è il nostro momento.

Permettetemi in conclusione di rivolgere un sincero ringraziamento al Presidente Lorenzo Bugli per il grande lavoro svolto in questi tre anni di attività, un lavoro fatto di passione, impegno e volontà di crescita.
Un ringraziamento a tutti gli ospiti intervenuti e augurio per un proficuo lavoro al nuovo Gruppo di Coordinamento e al nuovo Presidente.