The Consequences of the Pandemic for the European Coheison – Intervento Lorenzo Bugli

20 Nov 2021

In rappresentanza dei Giovani Democratico Cristiani, l'intervento nel panel “The Consequences of the Pandemic for the European Coheison” nel contesto dell'evento organizzato dagli amici della Fondazione Konrad Adenauer denominato “Workshop on European Issues“.

Cari amici della Fondazione Adenauer,

È con immenso piacere che intervengo qui oggi, in rappresentanza dei Giovani Democratico Cristiani, a questo panel dal titolo “The Consequences of the Pandemic for the European Coheison”

Vorrei nuovamente ringraziare gli organizzatori per avermi concesso questa opportunità di farvi pervenire la mia esperienza di parlamentare e amico.

Vorrei inoltre ringraziare nuovamente l’amico Nino Galetti per la grande amicizia e collaborazione che abbiamo intrapreso a partire dal 2020 nel strutturare insieme la prima grande Scuola di Formazione Politica a San Marino e aver organizzato sempre in Repubblica il primo grande Council Meeting dello YEPP in presenza.

Queste sono alcune delle tante iniziative, che sono sicuro, faremo insieme, per ricostruire una corretta cultura della politica che era il fondamento dei Padri Fondatori del UE, come appunto Adenauer, e che spero possa ritornare attiva nel nostro agire quotidiano.

Prima di tutto vorrei partire con una analisi che va a ripercorrere la risposta alla pandemia che tutt’ora ci colpisce come Repubblica di San Marino per poi passare a una breve e spero efficace considerazione su quello che la pandemia ci ha insegnato per un rinnovato modello Europeo

Partiamo dall’inizio. Era il 27 dicembre del 2020 e l’Italia come tanti paesi europei iniziava il suo V-Day, Vaccination Day, un momento unico che sanciva l’inizio di una ripresa sanitaria dopo mesi di chiusura e distanziamento sociale. Un momento quello che doveva essere uguale per tutti e purtroppo così non è stato. Infatti San Marino come altri piccoli stati, si è trovata in quel periodo isolata, priva di risposte da parte della Commissione Europea, che purtroppo attenendosi ai tanti cavilli burocratici, ci collocava sì nel continente Europeo, riconoscendo sì i tanti trattati di collaborazione, ma non poteva assicurarci nessuna fornitura. Attenzione: è bene precisare che si parla di fornitura, poiché come tutti gli Stati noi eravamo disposti a pagare qualsiasi cifra per i vaccini. Eppure così non è stato, a febbraio 2021 eravamo rimasti l’unico Paese ancora a non avere dei vaccini, costretti anche dai tanti ritardi dell’Italia che anch’essa in estrema difficoltà. In questa totale confusione vane sono state le nostre richieste di chiedere direttamente alle case farmaceutiche.

Incertezza, paura e rabbia stavano crescendo nella popolazione, che vedeva al 28 di febbraio 2021 una media di 4 nuovi positivi al giorno, 27 ricoverati di cui 8 in terapia intensiva, 369 positivi attivi e 74 decessi. Ricordo a tutti che sono dati enormi per una popolazione che ha un ospedale di stato con massimo 6 posti letto di intensiva, e che in quella fase ha dovuto come nei vostri paesi chiudere tutto e rivedere i reparti per l’emergenza.

Come ne siamo usciti?

San Marino, come insegna la sua storia, è sempre stato un paese di diplomatici, di persone impegnate in prima linea nel tessere relazioni, mantenendo una certa equidistanza da tutti e allo stesso buoni rapporti con tutti i soggetti, questo ci ha permesso negli anni di essere amici di paesi che andavano dagli storici alleati come UE e America con i quali abbiamo un’alta percentuale di accordi, sino alla Russia e alla Cina. Creando un crocevia di relazioni che hanno visto più volte alternarsi in Repubblica la bellezza di giornate dedicate alla amicizia e integrazione Europea a quelle di 50 anni di relazioni con la Cina. Proprio in questa fase di totale abbandono e con i morti che crescevano, la Russia ha accolto la nostra richiesta di aiuto fornendoci la prima di una lunga serie di spedizioni di SPUTNIK V che valutazioni compiute dal nostro comitato scientifico assieme all’università di Bologna e lo Spallanzani hanno certificato essere di ottima qualità. Così facendo siamo arrivati il 1 Marzo 2021 al nostro primo V-day e da lì a poco siamo riusciti in pochi mesi a immunizzare il 75% della popolazione con Sputnik e Pfizer che successivamente siamo riusciti ad ottenere attraverso l’Italia. Oggi noi possiamo contare una situazione di cautela si, ma anche di serenità con un centinaio di positivi attivi di cui solo 3 sono in osservazione in medicina, e non in terapia intensiva. Da due settimane abbiamo iniziato con le terze dosi eterologhe Pfizer e con la possibilità anche di scelta con Sputnik Light la terza dose del siero russo. I dati ci confortano poiché siamo già a circa oltre le 500 somministrazioni per i cosiddetti cittadini fragili come anziani e immune depressi.

Oggi Sputnik V non è stato ancora riconosciuto come vaccino, nonostante una grandissima parte della popolazione mondiale + 60 paesi lo hanno somministrato alla loro popolazione.

Bene, oggi non sono qui a cercarvi di pubblicizzare lo Sputnik V e la scelta che ha dovuto, e sottolineo dovuto, intraprendere il nostro Governo nel quale la Dc il mio partito conta la maggioranza relativa. Non ho le competenze scientifiche per farlo, e credo anche che la politica debba limitare il giudicare la scienza e la medicina, la politica deve uscire dallo stereotipo di confronti ‘modello talkshow’ e limitarsi a gestire una situazione non semplice, poiché l’assenza di autorevolezza viziata anche da una stampa che alimenta il gossip, fa cresce nella gente dubbi nei quali aleggia il populismo.

Perciò amici miei, questo in maniera semplice è quello che ha dovuto affrontare la Repubblica, ritardi dall’approvvigionamento italiano, impossibilità di partecipare agli approvvigionamenti perché paese non UE, e nonostante tutto siamo riusciti da piccoli quali siamo, a cavarcela.

Perché San Marino non è ancora un Paese UE o Associato alla UE? La Repubblica di San Marino, insieme al Principato di Monaco e Andorra, ha intrapreso nel marzo del 2015 un percorso per addivenire ad un accordo di associazione con l’Unione Europea. Un percorso tutt’altro che semplice, che purtroppo negli ultimi anni, nonostante la volontà di portarlo a compimento da parte del nostro Paese, ha subito varie interruzioni e rallentamenti, dovuti a vari fattori, tra i quali la pandemia di Covid, la Brexit e le elezioni europee. Anche se il lavoro da compiere per portare a termine il percorso è ancora tanto, va riconosciuto a questo Governo e all’intero Paese un decisivo cambio di passo e di approccio rispetto alla delicata partita dei rapporti con l’Unione Europea. Un cambio di passo che a mio modo di vedere si manifesta, in maniera spontanea, nella ripresa e nel rafforzamento di quelle relazioni di amicizia come ad esempio l’istituzione di un Gruppo di amicizia UE-SAN MARINO, che ha già dato i suoi frutti facendo approvare in parlamento un emendamento che ci ha permesso di superare l’empasse dell’approvvigionamento vaccinale e farmaceutico aprendo anche a San Marino, Monaco, Andorra e Vaticano, oltre a dotarci della tecnologia green pass. ad esempio.

Rapporti di amicizia fondamentali per una Repubblica come la nostra, che attraverso le relazioni ha così la possibilità di far arrivare la propria voce all’interno dei più importanti consessi europei. Ma allo stesso tempo la ripresa di queste relazioni di amicizia hanno dimostrato anche agli altri Paesi cosa San Marino può fare per loro, l’apporto che un’antica democrazia come la nostra è in grado oggi di offrire nello scacchiere internazionale. Ho parlato di rapporti di amicizia, e qui vorrei ricordare alcuni momenti importanti che ci hanno visto protagonisti come GDC. Ricordiamo come nel corso di quest’anno, San Marino ha avuto l’opportunità di ospitare nel proprio territorio la più grande organizzazione politica giovanile europea, lo Youth of European People’s Party (YEPP), nell’ambito della Conferenza avvenuta lo scorso 21 – 24 ottobre al Palace Hotel. Un evento promosso dai GDC (full member di tale organizzazione) e che ha visto l’approvazione del white paper, un documento in cui proprio i GDC hanno espresso la volontà di accelerare il processo di conclusione delle negoziazioni relative all’Accordo di Associazione di San Marino all’Unione Europea. Sempre nell’anno corrente si è tenuta l’organizzazione, nuovamente assieme alla Fondazione Adenauer del secondo SKILLS TRAINING della European Democrat Students confermando come San Marino possa essere meta di formazione per gli studenti europei.

Ecco. Sono questi i momenti che dovremmo tenere come punto di riferimento anche negli anni complessi che ci aspettano. Vorrei chiudere il mio intervento con un auspicio. Il nostro auspicio, come giovani, è che le occasioni di confronto e dialogo possano continuare e anche intensificarsi, andando a cementare e consolidare amicizie già esistenti oppure gettando le basi per nuove. Momenti di incontro e dialogo in grado anche di dare centralità ad un modello di Unione Europea unita, solidale, attenta alla dimensione umana e alle esigenze dei singoli uomini, com’era nello spirito originale dei nostri padri fondatori.

Da questa pandemia e concludo si deve uscire con un modello di Unione Europea che riscopra i propri valori e metta al centro l’uomo.

Vi ringrazio nuovamente per l’attenzione che avete voluto accordarmi e spero che questo mio intervento possa essere d’aiuto e di ispirazione e possa umilmente stimolare il dibattito di oggi