S.d.S. Stefano Canti – Intervento sulle attività Protezione Civile messe in atto per l’emergenza sanitaria Covid19

S.d.S. Stefano Canti – Intervento sulle attività Protezione Civile messe in atto per l’emergenza sanitaria Covid19

Aprile 24, 2020 Canti Stefano Lavori consigliari News 0

Intervengo in questo dibattito quale Responsabile della Protezione Civile e prima di passare all’analisi delle attività svolte dalla stessa nel corso dell’emergenza sanitaria, vorrei fare una breve premessa sul contesto operativo.

La distanza geografica unita alle differenze culturali, sociali e geopolitiche non hanno permesso all’Occidente di comprendere subito la gravità dell’epidemia Covid che a fine 2019 stava già pesantemente colpendo la città di Wuhan capoluogo della provincia di Hubei nella Repubblica Popolare Cinese.

La comunicazione ufficiale e istituzionale inizialmente non è risultata del tutto chiara e coerente, sia da parte degli organismi internazionali, come l’OMS, sia dalle istituzioni nazionali o comunitarie di vario ordine e grado, contribuendo ad alimentare disorientamento e ritardi nell’ attivazione delle misure di contrasto.

L’ OMS ha dichiarato formalmente lo stato di pandemia planetaria solo l’11 marzo quando già in molti Paesi erano esplosi focolai del virus.

In tale contesto ritengo doveroso affermare che, nonostante la complessità e vastità del fenomeno, la Repubblica di San Marino ha reagito prontamente all’emergenza sanitaria.

Mi sento in dovere di esprimere sentimenti di vicinanza a tutte le persone colpite dalla malattia, a coloro che si trovano in disagio dovuto anche a lunghi periodi di isolamento o quarantena e soprattutto alle famiglie che hanno perso i loro cari.

Ora è importante consolidare le strategie di lotta attiva e contenimento dell’epidemia e valutare il graduale allentamento del lockdown per una progressiva riapertura delle attività ed un graduale ritorno alla normalità.

Mi sento di affermare che, il Governo, non appena gli è stato possibile, ha aperto il confronto con tutte le componenti politiche e sociali. Oltre all’emergenza sanitaria ha focalizzato il tema della grave crisi economica indotta dal Covid, situazione economica già aggravata precedentemente che vedeva alcuni importanti settori del sistema economico sammarinese in forte recessione.

In riferimento al Gruppo per le Emergenze Sanitarie, non è mia intenzione sviluppare un articolato riferimento, apro solo alcune riflessioni collegate per lo più all’attività del Servizio di Protezione Civile in seno a tale organismo.

La nomina del Commissario Straordinario a capo del Gruppo delle emergenze ha introdotto notevoli cambiamenti, adottando gli opportuni provvedimenti atti ad assicurare alla collettività le misure necessarie a contenere la pandemia e predisporre gli interventi per contenere ogni possibile rischio per i sammarinesi.

La Protezione Civile da sempre fa parte delle unità di crisi per le emergenze sanitarie e svolge un ruolo attivo all’interno del Gruppo di Coordinamento, in base alle proprie competenze per supportare e favorire il lavoro della componente sanitaria.

Ha messo a sistema il Piano Nazionale di Protezione Civile adattandolo all’emergenza Covid19, ha attivato il Centro Operativo Sammarinese, coordinando le relative strutture operative: Corpi di polizia che svolgono un ruolo chiave nella gestione dei controlli,  del presidio dei confini e della sicurezza; Ufficio Progettazione e Azienda Autonoma per i Lavori Pubblici per tutti gli interventi sulla viabilità e gli accessi di confine ed il supporto per i lavori di adeguamento dell’ospedale; Azienda Autonoma per i Servizi Pubblici per gli interventi di sanificazione e disinfezione e raccolta rifiuti; Guardie Ecologiche per i controlli dei parchi e percorsi naturalistici; Militi volontari; Croce Rossa e tutto il volontariato.

Tengo a precisare che, il Gruppo di Coordinamento ha saputo interpretare al meglio le esigenze collegate alla crisi sanitaria, spesso anticipando soluzioni, mi riferisco ad esempio alla gestione dei primi rientri di cittadini o residenti provenienti da luoghi a rischio Covid, predisponendo e gestendo al meglio i controlli ed accertamenti come disposto dalle Organizzazioni internazionali, fornendo adeguata assistenza sanitaria e logistica a tutte le famiglie coinvolte, approntando un primo modulo di assistenza alla popolazione.

Cito inoltre alcune delle attività svolte: tutta la riorganizzazione del servizio sanitario sia ospedaliero che territoriale, l’adeguamento continuo e funzionale della struttura ospedaliera in maniera plastica e adattandola di volta in volta alle nuove esigenze covid, con lavori eseguiti in tempi record, per il pre-triage del pronto soccorso, i nuovi reparti di accettazione ed isolamento, l’ampliamento della terapia intensiva, i presidi e filtri d’ingresso alla struttura ospedaliera,  all’ installazione della tenda pneumatica per le prime attività di pre-triage ed oggi per l’indagine intensiva sugli indicatori ematici e tamponi, ecc…

Significativo e strategico è stato disporre di un certo numero di immobili da adibire alle esigenze Covid, per il personale sanitario ma soprattutto per le persone in quarantena che non disponevano di adeguate soluzioni abitative.

A questo proposito, nell’ambito del Piano di Protezione Civile, è stato effettuato il censimento degli immobili di proprietà pubblica aventi i requisiti idonei ad ospitare soggetti in isolamento precauzionale.

Nel centro storico di Montegiardino, in collaborazione col Capitano di Castello, si sono resi disponibili piccoli appartamenti di proprietà pubblica, per ospitare persone in quarantena, che non avevano possibilità di reperire alloggio alternativo per motivi familiari, difficoltà economiche o per altre problematiche sociali.

Si sono altresì individuati appartamenti di edilizia sociale in località Fiorentino e Faetano, attualmente non utilizzati; si è lavorato ad una bozza di accordo con l’Ordine dei Frati Minori per l’utilizzo della Casa San Giuseppe, che presenta caratteristiche peculiari sia per la propria consistenza immobiliare che per la vicinanza all’Ospedale di Stato; altre soluzioni perseguite per casi temporanei o per il personale sanitario sono state quelle con le strutture recettive e residence, previo accordo con i gestori e l’implementazione delle necessarie disposizioni di sicurezza Covid.

In merito ai rapporti con istituzioni e strutture esterne, credo non sfugga a nessuno l’importanza di disporre di ottime relazioni e consolidati rapporti esterni specie in corso di emergenza, come quella in atto, che ha messo in difficoltà paesi ben più grandi e strutturati del nostro.

E’ da sempre una peculiarità del nostro Paese ricercare e coltivare relazioni esterne ed anche in questa difficile contingenza il Governo, ed in particolare il Segretario di Stato per gli Affari Esteri ed il Segretario di Stato alla Sanità, si sono adoperati in tal senso, sviluppando e sottoscrivendo apposita intesa con il Ministero della Salute italiano per la gestione dell’emergenza.

Parallelamente la Protezione Civile, nel suo ambito di azione, ha dato prova di grande capacità relazionale sia con le omologhe strutture italiane sia con le relative istituzioni, a livello provinciale, regionale e nazionale, diventando spesso punto di riferimento anche per altri settori sammarinesi meno introdotti. Come si dice spesso, tutto poggia sulle gambe delle persone, ed indubbiamente il Dott. Fabio Berardi ha saputo interpretare al meglio tale funzione, godendo oggi della considerazione e stima dei suoi omologhi e delle relative istituzioni italiane, creando con gli stessi un solido rapporto sia di collaborazione che personale.

Tutto questo ci ha portato indubbi vantaggi nel mettere a sistema le varie strategie di contrasto all’epidemia, per concordare modalità e tempistiche per l’attuazione delle misure restrittive, in stretta collaborazione, travalicando confini e peculiarità istituzionali, ma sempre nel rispetto della nostra autonomia e sovranità e con l’intento di perseguire obiettivi di difesa e salvezza delle rispettive comunità.

Credo risulti ormai scontato, anche perché i media ne danno spesso debito riscontro, riferire del consolidato rapporto con l’Agenzia Regionale che da subito ci ha fornito la tenda pneumatica, tuttora ampiamente utilizzata all’ ingresso dell’ospedale e così con il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, con i cui vertici il Dott. Berardi mantiene contatti quotidiani.

Il proficuo rapporto  con il Commissario per l’emergenza nonché capo dipartimento protezione civile nazionale Angelo Borrelli, che si è oggi allargato anche alla collaborazione con il Commissario Straordinario Domenico Arcuri, consente di accedere ad aiuti ed approvvigionamenti che riguardano la fornitura per il nostro ospedale da parte della Protezione Civile Italiana di: mascherine, DPI, respiratori per la ventilazione assistita, farmaci, tamponi oltre agli aiuti per sbloccare le pratiche doganali ed altro.

Fra le varie attività messe in campo dalla Protezione Civile, il Piano di assistenza alla popolazione, è indubbiamente quella più nota e apprezzata dall’intera cittadinanza, formulato per far fronte alle principali calamità e nella condizione specifica è stato riformulato e adattato alla crisi epidemica e sanitaria in atto.

Il Piano ha rappresentato la vicinanza del nostro Servizio di Protezione Civile alla popolazione in quanto ha risposto alle esigenze di quella fascia di popolazione colpita da Covid, assegnata al vincolo di domiciliazione e che per età, difficoltà economiche, disagio sociale, assenza di un’adeguata rete parentale, si trova nell’impossibilità di soddisfare determinati bisogni.

I progetti all’attivo o recentemente conclusi sono numerosi e diversi, fra questi ritengo utile ricordare l’esperienza della colletta alimentare.

Sono state stimate circa 5 tonnellate di generi alimentari raccolti e destinati alle famiglie più bisognose che hanno fatto e faranno richiesta presso le associazioni deputate quali Caritas ed Associazione Papa Giovanni XXIII delle sedi sammarinesi, estendendo così l’assistenza anche a quelle famiglie bisognose oltre confine che ne fanno richiesta.

In tale contesto un ragionamento meritevole riguarda il volontariato di Protezione Civile, che conta su un attivo di circa 262 persone e che con la sua straordinaria e incondizionata disponibilità ha reso possibile l’attuazione del Piano.

In qualità di Segretario, mi rivolgo al personale del Servizio di Protezione Civile impegnato nel piano di assistenza e ai volontari: il mio più sincero e vivo ringraziamento per tutto quello che fate con abnegazione, sacrificio e disponibilità al servizio dell’intera comunità sammarinese, senza nulla pretendere e nulla chiedere in cambio.

Dopo aver evidenziato la grande disponibilità e mobilitazione dei volontari, mi corre l’obbligo ed il dovere di dar giusto risalto ad un altro importante fenomeno di generosità e solidarietà manifestato dalla nostra comunità e mi riferisco nello specifico alle numerose donazioni sottoscritte.

La Protezione Civile ha attivato sin dal mese di marzo un conto corrente finalizzato alla raccolta di donazioni, dove è ancora possibile effettuare versamenti destinati all’Emergenza Coronavirus.

La risposta da parte della società civile non si è fatta attendere e in poco tempo ha assunto dimensioni straordinarie e inaspettate, dai singoli cittadini fino alle grandi aziende ed imprese, associazioni, fondazioni. Molti donatori hanno chiesto di adottare il profilo di riservatezza per valorizzare al meglio l’atto di sincera generosità.

Alle donazioni di tipo economico si sono aggiunte le innumerevoli donazioni di materiali e beni di prima necessità, quali attrezzature sanitarie di tipo ospedaliero, dispositivi di protezione individuale, mascherine, beni strumentali (automobili, personal computer, laser scanner per il rilevamento della temperatura corporea, etc.) fino ai prodotti alimentari e per l’igiene della casa e della persona.

A tal proposito rilevante è stato il contributo tecnico ed operativo del sistema bancario sammarinese, a partire dalla Cassa di Risparmio, da sempre capofila con la nostra Protezione Civile, in ambito di tali iniziative, ma subito affiancata dall’ABS e da tutte le altre banche che settimanalmente riversano le sottoscrizioni raccolte presso le loro filiali sul Conto Corrente Unico della Protezione Civile presso Carisp e che, alla data del 20 aprile scorso, ammonta a complessivi €. 794.090,70.

Nella maggior parte dei casi la provenienza di questa straordinaria generosità è di ambito territoriale, ma con altrettanta sorpresa non mancano e sono altrettanto frequenti e numerose le donazioni che pervengono anche da fuori territorio, collegate sia alla comunità sammarinese all’estero, ad associazioni, operatori economici, ambiti diplomatici o Stati esteri amici, grazie anche all’azione proattiva messa in campo a tal proposito dalla Segreteria per gli Affari Esteri, che a tal fine ha attivato tutta la nostra rete diplomatica.

A partire dal primo decreto, ovvero il n.51, il Servizio Protezione Civile è competente, esclusivamente per motivi di necessità ed urgenza, del rilascio delle autorizzazioni in deroga ai disposti dell’art.2, relativo alla sospensione delle attività economiche, artigianali e di servizio per il contenimento della diffusione del virus.

Sono state rilasciate un numero complessivo che supera le 1500 autorizzazioni.

La Protezione Civile, nonostante l’Ufficio preposto alle attività di controllo, monitora quelle attività economiche, ovvero la possibilità di continuare nel processo lavorativo a pieno organico senza la riduzione del 50% del personale richiesta dalla norma di riferimento sopra indicata.

Lo spirito dei controlli è innanzitutto non repressivo seppur fermo e di collaborazione con gli operatori economici. La verifica in azienda delle disposizioni messe in atto al fine di contrastare il contagio è al contempo stesso una sorta di consulenza per meglio affinare le strategie a disposizione contro l’epidemia in atto e garantire i più alti standard di sicurezza per i lavoratori, sempre certamente rimanendo vigili ad eventuali realtà aziendali che possano prendere con superficialità la situazione in atto e pertanto passibili di ammonimenti e sanzioni, come è già capitato.

Sono state effettuate più 300 ispezioni riscontrando, in linea generale, una buona risposta del mondo lavorativo all’emergenza COVID19, con la messa in atto delle disposizioni indicate dalla norma e riassetto delle procedure aziendali, nell’obiettivo di una efficace prevenzione e riduzione del contagio.

Il Servizio Protezione Civile si è potenziato nella fase Covid, si è prodigato, fin dal primo giorno dell’emergenza, in un’attività eccezionale e straordinaria, attività per lo più affidata al senso di responsabilità, sacrificio e generosità del proprio personale e senza nessuna corrispondente e adeguata copertura remunerativa, con l’ausilio di altre Unità Organizzative del Dipartimento Territorio e Ambiente.

Intendo ricordare inoltre l’attività di sanificazione degli edifici, disinfezione del territorio e raccolta rifiuti per soggetti sottoposti a quarantena che ha visto in prima linea il Servizio Igiene Urbana dell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici coadiuvati dal personale dell’Ufficio Gestione Risorse Agricole e Ambientali.

Vista l’importanza strategica della cosiddetta fase 2, ovvero della ripresa per il ritorno alla normalità, ho l’intenzione ed il piacere di fornire il mio contributo.

La questione non si può dire risolta e il confronto all’interno dell’Esecutivo è ancora aperto ed esteso alle parti sociali e politiche del Paese nonché riferito alle autorevoli indicazioni che ci pervengono dal Gruppo per le Emergenze Sanitarie.

E’ chiaro a tutti che serve una forte consapevolezza del momento per evitare di fare errori fatali e soprattutto per non vanificare tutti i sacrifici che ciascuno di noi ha dovuto sopportare sino ad oggi.

Ormai la percezione è che ci si stia avvicinando a tappe verso una progressiva normalità, ma non si possono rincorrere soluzioni frettolose. Difficilmente potrà esser stabilita una data in cui riaprire tutte le attività o dichiarare “liberi tutti”.

Aprire tutto subito sarebbe un atto irresponsabile.

E’ verosimile che la ripresa debba essere graduale e progressiva con una fase intermedia, con misure di contenimento sempre meno restrittive e con un progressivo e costante allentamento del lockdown.

E’ inoltre forte in tutti noi la consapevolezza che non vi può essere un ritorno alla normalità al di fuori della sicurezza e che senza la sicurezza la ripresa economica sarà breve.

La linea da seguire rimane quella della cautela, con riaperture di alcune attività e servizi in maniera graduale e scaglionata nel pieno rispetto delle disposizioni di carattere igienico-sanitario, distanziamento ed uso delle mascherine, per garantire la salute dei lavoratori e dei cittadini nell’ottica di un periodo di convivenza con il virus, almeno sino a quando non ci saranno cure specifiche o vaccino.

Andranno valutate le priorità o le esigenze strategiche sia nel settore pubblico che nel privato, con impiego di personale ridotto o in turni in modo da evitare pericolose concentrazioni.

“Sarà oltremodo utile favorire l’impiego delle nuove tecnologie e strumenti informatici fra cui ad esempio le termocamere per la verifica della temperatura corporea o l’adesione ed attivazione degli applicativi per smartphone che ci aiutano a verificare in forma anonima se vicino a noi ed a quale distanza, si possono trovare persone positive al covid o in quarantena obbligatoria al fine di poter attuare le conseguenti misure.”

Mi sento di affermare che l’emergenza ci ha permesso di riscoprire: una nuova umanità e un ritrovato senso di comunità; la predisposizione all’ascolto dei bisogni e all’aiuto verso gli altri; nuove sensibilità; meccanismi di resilienza e sussidiarietà; il senso di unità e collettività; il significato che nessuno può salvarsi da solo. La speranza è che, alla fine, saremo delle persone migliori.

Concludo definitivamente con un plauso a tutta la Pubblica Amministrazione ed in particolare alla struttura della Protezione Civile ed a tutto il comparto sanitario e socio-sanitario per il lavoro e il senso di responsabilità reso al servizio delle istituzioni e dell’intera comunità.

Il Dott. Fabio Berardi, Capo della Protezione Civile, ha dato prova in questi anni, di grande impegno e dedizione, di indiscussa capacità e passione, che conseguentemente hanno contagiato positivamente tutto il personale, il quale ha reso possibile il raggiungimento di ambiziosi obiettivi e di considerevoli risultati, che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Nella gestione dell’attuale emergenza, tutto il personale della Protezione Civile è diventato un punto di riferimento per la popolazione, per gli altri uffici, per il Gruppo dell’Emergenze Sanitarie, per le categorie economiche e sociali, ma soprattutto per le Istituzioni.

Nel corso degli anni la Protezione Civile ha acquisito una crescente autorevolezza e fiducia ed è riuscita ad interpretare e rispondere ai numerosi bisogni ed esigenze della popolazione, sia in emergenza che in tempo di pace.

Da sempre e anche per l’emergenza in corso, tutti i dipendenti del Servizio di Protezione Civile si adoperano con grande e smisurata dedizione e spirito di sevizio, con un impegno lavorativo che va ben oltre ai canonici orari di lavoro. Mi impegnerò personalmente, passata l’emergenza, ad approfondire e valutare onorevolmente questa situazione per individuare le soluzioni più eque al contesto lavorativo specifico del Servizio Protezione Civile.

 

 

Il Segretario di Stato

Stefano Canti