Maria Cristina Albertini interviene sull’Istanza d’Arengo Scuola Elementare 18.05.21

18 Mag 2021

Grazie Eccellenza, Ci troviamo oggi a dibattere circa la proposta maturata in seno alla Segreteria di Stato alla Pubblica Istruzione e Cultura, di assegnare all’istituto musicale finalmente una sede che consenta ad insegnanti ed allievi l’acquisizione di una loro dovuta identità tramite la destinazione definitiva di un luogo di musica nel quale coltivare e maturare […]

Grazie Eccellenza,

Ci troviamo oggi a dibattere circa la proposta maturata in seno alla Segreteria di Stato alla Pubblica Istruzione e Cultura, di assegnare all’istituto musicale finalmente una sede che consenta ad insegnanti ed allievi l’acquisizione di una loro dovuta identità tramite la destinazione definitiva di un luogo di musica nel quale coltivare e maturare progressivamente una arricchente cultura musicale possibile grazie alla scoperta ed all’educazione dei nostri giovani talenti.

Tale necessità viene presa in considerazione in un preciso momento storico che sembra non poter più prescindere da scelte rivolte proprio ad un più ampio progetto di riorganizzazione dell’edilizia scolastica presente oggi sul nostro territorio.

È ormai cosa nota a tutti il calo demografico iniziato già dal 2012 e divenuto più marcato a partire dal 2014 che sta interessando la nostra repubblica ed in particolar modo quei castelli che non si trovano sull’asse della superstrada; una riduzione notevole di nascite che unita probabilmente a preferenze residenziali e personali delle famiglie contribuisce all’importate calo in tali zone della popolazione scolastica.

Già da diversi anni il problema era finito sui tavoli della politica ed a tal scopo era stato costituito appositamente un tavolo di lavoro costituito da dirigenti ed operatori della scuola nel quale si era ampiamente riflettuto e dibattuto al fine di individuare un modello di scuola sostenibile ed efficace anche in quelle piccole realtà nelle quali il numero degli alunni risultava piuttosto ridotto ed inevitabilmente in virtu’ dei numeri anche il personale docente incaricato era diminuito, compromettendo la regolare organizzazione del plesso scolastico.

Il risultato della dettagliata relazione proponeva un progetto sperimentale per plessi con più classi aventi un numero di alunni inferiore al minimo, modalità il più possibile efficaci a livello didattico ed educativo attuabili all’epoca nel solo plesso nel quale gli alunni frequentanti non raggiungevano le unità previste dalla normativa scolastica.

Tale trend era chiaro come rendesse necessario un ripensamento generale dell’organizzazione della scuola elementare sammarinese, anche da punto di vista edilizio.

Era emerso come tale fenomeno avrebbe provocato nell’arco di qualche anno un forte sbilanciamento nella distribuzione degli alunni residenti nella loro area di pertinenza pertanto già si ipotizzava come alcuni edifici, per la loro capienza, sarebbero stati sottoutilizzati.

Sì menzionava inoltre già la possibilità, in un prossimo futuro, sempre alla luce dei numeri delle nascite, di procedere all’accorpamento delle realtà scolastiche più vicine territorialmente.

Più dettagliatamente la relazione recitava: – dall’anno scolastico 2022 – 2023, se non perfino dall’anno precedente, tutte le classi prime che si formeranno nelle scuole elementari di san marino e murata, plessi dello stesso castello e a distanza di 2 km, potrebbe avere un numero di alunni inferiore o uguale a 10. il quadro illustrato, suggerirebbe, per un impiego razionale delle risorse, l’opportunità di utilizzare una sola delle due strutture.  in questo caso, il plesso più adatto sarebbe quello di murata, vista la presenza di numerose battere architettoniche in quello di san marino (nessuna aula è accessibile senza percorrere gradini) e la mancanza di una vera e propria area verde esterna di pertinenza della scuola”.

Entrambi gli edifici ritengo siano stati concepiti dal progettista in maniera encomiabile, sia per l’integrazione paesaggistica, quindi nello spazio verde circostante, sia per la molteplicità degli spazi che oggi più che mai si rendono necessari non solo per fare solo scuola ma per vivere la scuola che sempre più ha bisogno di affermare i sapere in funzione dei fini istruttivi ed educativi insieme, fini che saldino le conoscenze e competenze da far apprendere sullo sfondo di una scuola nuova , capace di tenere uniti  i fronti della cultura contemporanea. tali compiti vanno assolti in scuole che sono sempre più sistemi sociali complessi, vivi di relazioni ed esperienze che diventano apprendimenti grazie ad una didattica attiva, fondata su metodi che coinvolgano insegnanti ed allievi nell’avventura della conoscenza.

Sforziamoci tutti insieme ed operiamo scelte il più possibili condivise, cercando di oltrepassare quelle barriere che talvolta sono funzionali solo a noi adulti, a noi politici ma in verità non contemplano le reali esigenze dei nostri ragazzi che hanno diritto di compiere il loro corso di studi in un contesto il più possibile consono a tutte le esigenze del singolo e della collettività, in un ambiente di apprendimento fortemente rinnovato nelle possibilità espressive da offrire alle ragazze ed ai ragazzi.

Tengo in particolar modo ad esprimere una raccomandazione affinché’ qualsiasi trasferimento si intenda attuare possa essere effettuato in tempistiche piuttosto brevi, escludendo l’eventualità che alcuni gruppi classe si possano trovare a vivere la loro esperienza scolastica priva di quel costante e produttivo confronto con compagni di età diverse.

A tal proposito desidero condividere con i colleghi consiglieri una riflessione che a mio avviso si colloca alla base di una scuola inclusiva, formativa ed accogliente: nell’ambiente scolastico i ragazzi più grandi acquisiscono consapevolezza del loro percorso di crescita anche osservando i più piccoli ed inversamente i più piccini crescono grazie alla simulazione ed all’esempio che solo i più grandi sanno dare.

È per me, in qualità di insegnante,  anche pesantemente imbarazzante intervenire su questa tematica che giustamente coinvolge l’intera collettività, ma sento il dovere di affermare che, come al solito, la scuola sammarinese sarà in grado di garantire grandi opportunità e per i nostri ragazzi del castello di città, qualsiasi sia l ‘ubicazione, la professionalità e le competenze di coloro che in entrambe le strutture operano assicureranno l’attenzione necessaria alla costruzione di un processo formativo di inestimabile valore, perché stiamo parlando della nuova generazione di cittadini sammarinesi.

Grazie