Libertà di Stampa e Diritti dell’informazione: l’intervento dei GDC

6 Dic 2021

Quella che consideriamo una questione non solo di forma ma anche di sostanza: il rispetto per i diversi ruoli che ciascuno di noi è chiamato a ricoprire all'interno della società civile.

Nel corso dei nostri interventi pubblici o in Consiglio Grande e Generale o, ancora, più recentemente all’interno degli organismi internazionali, ci siamo soffermati su quella che consideriamo una questione non solo di forma ma anche di sostanza: il rispetto per i diversi ruoli che ciascuno di noi è chiamato a ricoprire all’interno della società civile. Un discorso che vale in primo luogo per le parti sociali, ma a maggior ragione anche per i politici, che in passato hanno spesso disatteso a quello che dovrebbe essere un loro dovere primario.

La nostra Repubblica, in tal senso, si è sempre dimostrata all’avanguardia, grazie anche all’introduzione di leggi che, nel segno della trasparenza e della democrazia, avevano come principale obiettivo quello di separare determinate sfere di influenza ed evitare il più possibile forme di ingerenza. Una premessa, questa, fondamentale in quanto desideriamo collegarci alle polemiche che in questi giorni stanno imperversando sulla questione della libertà di stampa.

Di fatti, da una parte abbiamo assistito, con grande dispiacere, alle dimissioni in blocco dell’Autorità Garante per l’informazione, presieduta da Sonia Tura. Se una giornalista di comprovata professionalità ed esperienza come la Tura ha deciso di compiere un gesto tanto significativo, riteniamo che abbia avuto delle motivazioni profonde, che forse come politica dovremmo sforzarci di comprendere. Dall’altro lato, con una legge che riteniamo senza dubbio positiva e migliorativa per la libertà di stampa nel nostro Paese e per la quale abbiamo già avuto modo di complimentarci con il Segretario Lonfernini, si attribuiscono ad un organismo come l’Autorità Garante nuovi compiti importantissimi per quanto riguarda il tema della trasparenza.

Tuttavia, forse, non sono stati forniti a quell’organismo gli strumenti, materiali ma anche normativi, per poter espletare in maniera serena e funzionale l’incarico che è stato assegnato e il malumore sorto all’interno dell’Autorità Garante ne è la dimostrazione. Non intendiamo schierarci né a favore né contro una delle parti in questione, bensì auspichiamo l’apertura di un’ampia riflessione che permetta di superare l’empasse che si è venuto a creare. Quindi intendiamo rivolgerci in primo luogo al Segretario di Stato, Teodoro Lonfernini, rimarcando la necessità di garantire la separazione tra informazione e politica, evitando invasioni di campo tanto da una parte quanto dall’altra. Riteniamo perfettamente legittimo, e anche logico, che una testata giornalistica abbia una maggiore inclinazione per una parte politica piuttosto che per un’altra.

Questo fa parte del processo e anche del dibattito democratico. Ma risulta altrettanto importante che quella testata si muova all’interno di una legislazione chiara e che predispone organismi deputati al monitoraggio della qualità e dell’indipendenza dell’informazione. La priorità in questo momento, a nostro avviso, è quella di ripristinare celermente un clima di serenità all’interno del mondo dell’informazione sammarinese e nei suoi rapporti con la politica: obiettivo al quale la Segreteria di Stato competente sta già lavorando”.