Intervento di Gian Carlo Venturini in C.G.G. sulla legge IVG 29-8-2022

30/08/2022

Il progetto di legge “Regolamentazione dell’interruzione volontaria di gravidanza”, che oggi è in discussione in seconda lettura in quest’aula, è stato predisposto dal Governo a seguito del referendum propositivo del 26 settembre 2021, dove la risposta affermativa al quesito ha ottenuto un dato, la maggioranza dei voti validamente espressi (77,30% sì, 22,70% NO).

Pertanto la politica è stata chiamata a svolgere un lavoro importante e con grande senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio, l’obbiettivo comune è stato quello di migliorare la legge presentata dal Governo, che si è limitato a recepire il quesito referendario ed ottenere l’approvazione del Collegio Garante come prevedono le norme vigenti.

Questo è certamente un tema molto delicato, che tocca la coscienza e le sensibilità di ciascuno di noi, che sicuramente sono diverse e tutte rispettose di attenzione.

Attenzione che il collega Zanotti non ha avuto in questa occasione, pertanto non posso che ritenere inqualificabile la relazione di minoranza, a firma del collega Guerrino Zanotti, ho utilizzato lo stesso termine che il collega ha usato nella relazione, in quanto la ritengo fuori luogo ed irrispettosa e va oltre la normale dialettica politica, fra l’altro non è neppure rispondente a quanto avvenuto in commissione e per certi versi non è neppure, a mio avviso del tutto corretta, la ricostruzione storica su certi temi, dove ha attribuito impropriamente delle responsabilità alla Democrazia Cristiana.

Voglio brevemente ricordare alcuni fatti, dove la Democrazia Cristiana ha svolto un ruolo propositivo ed attivo nell’introduzione di certe norme in tema di diritti che sono tuttora alla base del nostro ordinamento e che non hanno trovato una sua definizione ed approvazione neppure quando la Democrazia Cristiana non era forza di Governo, come nei 10 anni di governo social-comunista del dopo guerra, oppure gli 8 anni di Governo social-comunista degli anni 80, ed ancora nei tre anni del Governo di Adesso.sm della scorsa legislatura, voglio ricordare solo alcune norme dove la Democrazia Cristiana ha dato il suo importante contributo:

-Legge sull’introduzione del diritto di voto attivo alle donne dicembre 1958, ed entrata in vigore il 1 gennaio 1960, questo ad esempio non è avvenuto negli anni precedenti quando c’era un governo social-comunista e poteva riconoscere quel diritto

– Legge sull’introduzione del voto passivo alle donne nel 1973

– Legge che istituisce La Carta dei Diritti che ancor oggi sancisce in modo chiaro e preciso i diritti ed i doveri di tutti cittadini, nel 1974

– La legge sul diritto di Famiglia del 1986 che ha trovato un accordo fra l’allora PCS e la DC

– La legge del 2000 che disciplina la materia della Cittadinanza in particolare la materlinearità

– La legge sulla Naturalizzazione del 2016, che ha introdotto l’automatismo per ottenerla dopo un certo numero di anni di residenza, certo dovrà essere ancora migliorata in alcuni aspetti, quale ad esempio il tema della rinuncia, che il precedente Governo nonostante i numerosi proclami non ha risolto.

Queste sono solo alcune delle leggi alle le quali gli uomini e le donne della Democrazia Cristiana hanno dato il loro contributo e sostegno, e quando parliamo di affermazione dei diritti delle donne credo che sia giusto ricordare oltre a Fausta Morganti ed Emma Rossi, anche Miriam Michelotti per l’importante lavoro svolto per il riconoscimento di questi diritti e per il suo importante contributo all’interno del Movimento Femminile del PDCS, poi il lavoro di Rosaria Masi, Clara Boscaglia, Antonietta Bonelli e tante altre amiche che si sono battute con tutte se stesse per l’affermazione dei diritti delle donne.

Tornado al progetto di legge oggetto di discussione, nelle giornate del 22, 25 e 26 luglio u.s. il progetto di legge è stato esaminato ed emendato in Commissione Consiliare IV.

Un confronto non facile che ha visto posizioni differenti anche all’interno delle stesse forze di maggioranza e di opposizione, ma che dopo alcune schermaglie nei primi articoli si è riusciti a lavorare in un clima costruttivo e propositivo da parte di tutti i componenti della commissione.

Un tema molto delicato che coinvolge le singole coscienze. La posizione del PDCS è chiara, siamo l’unico partito ad avere espresso posizione contraria al referendum.

Proprio in coerenza con questa posizione ci siamo impegnati a migliorare, per quello che era possibile, la proposta di legge formulata dal Governo in adempimento all’esito referendario. Abbiamo agito con piena responsabilità anche se per la DC non era certo la legge più facile da discutere. Molti sono gli articoli che siamo riusciti a migliorare, spesso con ampia condivisione di tutte le forze consiliari, alle quali va il mio ringraziamento e rivolgo un ringraziamento particolare al Presidente per la sua disponibilità che sicuramente a ha favorito il dibattito.

Una legge che era carente e lacunosa in molte parti, a questo proposito è stato introdotto il Consultorio, è stato disciplinato il tema dell’obbiezione di coscienza, molti altri elementi che certamente hanno contribuito a migliorare la legge pur riconoscendo alla donna la possibilità di poter fare una scelta libera, consapevole, difficile per la stessa donna; a questo proposito devono essere forniti alla donna tutti gli strumenti utili per fare nel modo più consapevole possibile questa difficile scelta.

Per noi è indubbio che rimane fondamentale la tutela della vita, tuttavia con senso di responsabilità anche in questo caso abbiamo dato il nostro contributo.

Il PDCS non può immaginare un bene per il Paese che non abbia come fondamento di ogni ulteriore diritto il riconoscimento del diritto primario di nascere e di tutela e di accoglienza della vita.

In funzione di ciò ci siamo adoperati, unitamente ad altre forze politiche, per portare in quest’aula il progetto di legge relativo alle misure di sostegno a favore della famiglia, che ricomprende tutte le tutele già previste dall’ordinamento sammarinese ed alcune novità volte alla tutela della genitorialità ed al sostegno delle famiglie.

La famiglia rappresenta il nucleo fondante della società e per il suo pieno sviluppo è necessario adeguarne la tutela sociale, giuridica ed economica.

Concludo ribadendo che su questi temi etici non si dovrebbero fare sterili polemiche o strumentalizzazioni di parte per ricercare il semplice consenso politico, in questo senso poteva essere accolta la proposta del Consigliere Zafferani che aveva proposto una relazione unica, visto come sono andati i lavori della commissione IV, che ha visto l’apporto costruttivo del contributo di tutti i componenti della commissione.

Serve il contributo di tutti, pur nel rispetto delle proprie idee, per svolgere il difficile compito che oggi viene richiesto alla politica e stia serena la collega Daniela Giannoni, la Democrazia Cristiana ha già detto chiaramente alla gente il proprio pensiero e voterà secondo coscienza come ha fatto in commissione e si assumerà le proprie responsabilità anche di fronte ai cittadini.