Gian Carlo Venturini interviene al congresso Domani Motus Liberi

13/06/2022

Signor Presidente, amiche e amici tutti,

innanzitutto, vorrei esprimervi sincera gratitudine, a nome di tutto il Partito Democratico Cristiano Sammarinese, per l’invito a partecipare al primo Congresso della vostra forza politica, che alla prima esperienza politica nell’ultima tornata elettorale del 2019, in Coalizione con il Movimento Civico RETE, ha ottenuto un risultato certamente positivo.

Un risultato che ha portato Domani Motus Liberi ad essere parte dell’attuale Maggioranza, condividendo con questa Maggioranza un progetto e un programma di Governo volti a far uscire il Paese dall’emergenza, e a realizzare gli interventi necessari a dare prospettiva futura alla comunità sammarinese.

I valori di riferimento a cui si ispira la costituzione del vostro movimento politico, sono molto vicini a quelli che da oltre 70 anni hanno animato e animano l’azione politica della Democrazia Cristiana. Infatti diversi di voi, alcuni dei quali presenti in questa assemblea, in passato hanno militato nel PDCS, hanno sostenuto e condiviso, fino al recente passato, il percorso fatto con il PDCS, un percorso che ha visto il PDCS sempre presente nelle fasi più importanti della vita sociale politica di San Marino.
Tutto ciò, lascia ancora aperta la domanda su cosa abbia spinto ad una distinzione o impedito il proseguimento di questa condivisione e ci auguriamo che anche questo passaggio congressuale possa portare elementi di chiarimento.

Il titolo di questa assise, “Se non io, Chi… Se non ora, Quando?”, richiama alla profonda consapevolezza che il nostro Paese ha bisogno urgente di interventi e di riforme e nello stesso tempo, che ha bisogno di ciascuno di NOI perché possano essere realizzati: questo è ciò che ha cercato di motivare e indirizzare l’impegno e l’azione della Maggioranza in questi due anni e mezzo. Impegno e azione volti allo sviluppo e al rinnovamento, affinché San Marino diventi un Paese sostenibile, dal punto di vista economico e sociale, un luogo dove sia attrattivo vivere e lavorare.

E’ proprio grazie alla priorità data da tutta la maggioranza a questi obiettivi che, nonostante le divergenze emerse in alcune circostanze, derivanti da differenti punti di vista che ci hanno trovato anche in disaccordo su alcune questioni, siamo sempre riusciti a superare le difficoltà.

Stiamo vivendo un periodo veramente complesso e grave: l’attuale contesto politico e sociale, nazionale e internazionale, richiede equilibrio, capacità di condivisione e sintesi comune, attraverso un libero confronto di idee, con un sempre rinnovato spirito di studio e di ricerca, superando ogni stato d’animo personalistico e frazionistico.

Il Paese non può permettersi di perdere tempo, di indugiare, a causa delle divisioni che la politica può vivere al proprio interno, ma ha bisogno di unità e del coinvolgimento di tutti, a partire proprio dal considerare che lo slogan “se non io … chi” non significa ricercare una affermazione di sé individualistica, quanto piuttosto come servizio al bene comune, al consolidarsi della comunità come conseguenza di un rinnovato spirito di solidarietà.
Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese ha sempre cercato di mantenere alto i valori della persona e della solidarietà fra le persone e chiaro il senso dello Stato democratico come lo spazio in cui la persona e le sue espressioni possono trovare la loro realizzazione.

San Marino, per non può restare estraneo alle trasformazioni ed ai fermenti in atto, ma, al contrario, per dare concretezza ai cambiamenti richiesti, ha forte l’esigenza di una salda piattaforma di valori civili e politici. E questo sarà un percorso che non si esaurisce in questa legislatura, ma che richiederà alcuni anni e probabilmente diverse legislature.

Perciò, mi auguro che la comunità politica ma anche i cittadini, abbiano ben chiaro che un progetto di rilancio del Paese ha estremamente bisogno di continuità e non di rifare l’errore che è stato fatto in passato, di concepire cioè ogni legislatura in contrapposizione con le precedenti, col rischio di interrompere o di rinviare ogni vera riforma.

La Democrazia Cristiana ha da sempre mantenuto una vocazione collaborativa; la nostra, cioè è e resta una linea ed una piattaforma aperta alla più larga collaborazione democratica. Pertanto, mi auguro che si possa continuare un dialogo costruttivo, proficuo e più autentico possibile.

Concludo rivolgendovi ancora i migliori auspici per un buon lavoro.
Grazie