CGG – Segretario Venturini relazione stato giustizia 2014

21/01/2016

Eccellenze, On.li Consiglieri,

sulla base di quanto disposto dall’articolo 6 della Legge Qualificata 30 ottobre 2003 n. 145 e successive modifiche, viene oggi qui discussa la relazione sullo stato della giustizia, comprensiva dei rilievi sul lavoro giudiziario svolto dai magistrati di ogni grado, elaborato dal Magistrato Dirigente per l’anno 2014:

un documento importante preordinato a consentire la valutazione dell’attività svolta nell’anno di riferimento ed a suggerire proposte per il miglior funzionamento dell’amministrazione della giustizia, ponendo alla Commissione Consigliare per gli Affari di Giustizia ed il Consiglio Grande e Generale in condizione di apprestare gli interventi ritenuti opportuni.

Per questa ragione esprimo un sincero ringraziamento ai Magistrati e a tutto il personale del Tribunale per il loro apporto al buon funzionamento della Giustizia, per la fattiva collaborazione prestata e per la disponibilità offerta nel risolvere le problematiche del sistema giudiziario.

Ho letto con attenzione la relazione sullo stato della Giustizia redatto, per l’anno 2014, dal Magistrato Dirigente, che non ha mancato di soffermarsi su elementi di interesse e di stimolo per una proficua riflessione su quanto già è stato fatto e quanto ancora occorre fare, fornendo – come sempre – il proprio alto e qualificato contributo di intelligenza, di impegno ed esperienza per migliorare la risposta di giustizia nei confronti del Paese.

L’attività del Tribunale della Repubblica di San Marino, ha subìto negli ultimi tempi un notevole incremento e una diversificazione di competenze; nuove disposizioni ed una conseguente nuova geografia giudiziaria, come si è già avuto modo di anticipare in sede di discussione della Relazione per l’anno 2013 si sono rese necessarie – unitamente ad alcuni correttivi rispetto alle direttive sulla distribuzione dei carichi di lavoro del 2 gennaio 2014 – a seguito di attento monitoraggio nonché di valutazioni sulle risorse necessarie al buon funzionamento dell’amministrazione della giustizia.

Nel 2014, hanno ottenuto la conferma a tempo indeterminato i Commissari della Legge Fabio Giovagnoli e Antonella Volpinari. Poi, come noto, nel 2015 sono stati confermati i Giudici per la Terza Istanza Lamberto Emiliani e Michele Sesta, nonché la Dott.ssa Valeria Pierfelici quale Magistrato Dirigente. Sono stati nominati il prof. Vitaliano Esposito, quale Giudice per i rimedi straordinari in materia penale, nonché il prof. Luigi Balestra e il Prof. Luca Barchiesi – rispettivamente effettivo e supplente – quali giudici di primo grado per la responsabilità civile dei Magistrati. Ed ancora hanno assunto l’incarico due nuovi Uditori Commissariali: la Dott.ssa Aurora Filippi e l’Avv. Manuela Albani.

I dati riportati nella Relazione delineano un quadro connotato da un lato dalla permanenza di alcune sofferenze e dal delinearsi di nuove emergenze ma, dall’altro lato, anche da qualche segnale di ripresa.
Emergenze permangono nel settore della giurisdizione amministrativa di primo grado, anche se si sono riscontrati segnali di ripresa, e della ex conciliazione.

La giurisdizione d’appello civile – come si è avuto modo di segnalare già in sede di esame della Relazione per l’anno 2013 – si caratterizza per la permanenza di gravi sacche di arretrato con un trend verso l’aumento progressivo. Detta situazione – sulla base di quanto emerge dalla relazione stessa – è ormai irreversibile e non può essere superata se non mediante provvedimenti straordinari, urgenti ed indilazionabili.

È da dirsi che, un primo passo, la Segreteria di Stato per gli Affari Interni e la Giustizia lo ha compiuto con l’elaborazione di uno specifico ed articolato progetto di legge – a suo tempo portato anche all’attenzione del Gruppo di lavoro per la riforma della procedura civile nominato con delibera del Congresso di Stato – con il precipuo intento di porre rimedio alle criticità appena enunciate.

Faccio ovviamente riferimento a quella che è divenuta la Legge 1 luglio 2015 n. 102 (“Disposizioni in materia di procedura e diritto civile e di procedura amministrativa”), con la quale si sono recepite molte delle richieste avanzate nelle Relazioni degli anni passati: riduzione del termine della prescrizione civile, recezione dei principi Unidroit sui contratti commerciali internazionali, modifiche alla procedura civile tra cui la provvisoria esecuzione delle sentenze di primo grado portanti la condanna al pagamento di somme di denaro (che sicuramente porterà ad un effetto deflattivo sugli appelli meramente dilatori), disposizioni volte alla eliminazione di ritardi nella definizione della causa.

Da segnalarsi anche che sempre la Segreteria di Stato per gli Affari Interni e la Giustizia ha elaborato la Legge Qualificata 22 dicembre 2015 n. 3 – “Disposizioni urgenti per l’appello civile”, che – come noto – detta disposizioni per il reclutamento in via urgente di un Giudice di Appello con l’incarico esclusivo di decidere le cause civili di appello in pro servato alla data del 31 dicembre 2014.

La durata dell’incarico di questo Magistrato – che deve possedere i requisiti previsti dall’articolo 5, terzo comma, della Legge Qualificata n. 145/2003 e successive modifiche e che verrà nominato dal Consiglio Giudiziario in seduta plenaria – è di tre anni non rinnovabili. Il pertinente avviso pubblico di vacanza è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Giudiziario in seduta plenaria in data 13 gennaio 2016 e quest’Aula consigliare ha deliberato, proprio qualche giorno fa, il relativo avvio della procedura di nomina.
Aumentano le sofferenze nella gestione delle cause civili di primo grado con un progressivo aumento dell’arretrato sia per il deposito delle sentenze sia per i provvedimenti istruttori.

Nell’istruttoria penale si sono constate alcune criticità.

Da una parte sono stati assorbiti e praticamente definiti i carichi di lavoro lasciati da Commissari della Legge che hanno cessato dall’incarico negli anni precedenti, dall’altro si sono resi necessari correttivi nella distribuzione del lavoro per rimediare a gravi ritardi, tali da compromettere la definizione di importanti procedimenti.

A tal proposito il Magistrato Dirigente ha richiesto agli interessati una programmazione/calendarizzazione per la definizione dei carichi di lavoro assegnato.

La decisione penale attualmente procede regolarmente.

La giurisdizione d’appello penale non presenta problemi e i dati confermano che non sussistono particolari emergenze, tenuto conto dell’andamento degli appelli e dei reclami (nel corso del tempo si dovrà comunque riflettere sull’aspetto pertinente i reclami in fase inquirente che vengano esaminati dai magistrati di appello civile e amministrativo).

Anche per la giurisdizione d’appello amministrativa non sussistono arretrati.

Il settore della giurisdizione civile, comprensivo della tutela dei minori e della famiglia e delle materie commerciali, si caratterizza per una ripresa consistente dell’arretrato, non più limitato alle cause poste pro servato all’atto del pensionamento dell’Avv. Fattori che assume un rilievo maggiore in considerazione anche della complessiva flessione del numero delle sentenze depositate.

Veramente significativi i dati relativi ai sequestri ed alle confische, che secondo gli standard internazionali devono essere divulgati per accrescere la consapevolezza degli sforzi verso la repressione della criminalità finanziaria.

Si cita testualmente quanto contenuto nella Relazione: risulta dalle statistiche predisposte dagli uffici di Cancelleria e dai singoli Giudici, che nel 2014 sono stati effettuati sequestri di somme pari ad € 20.057.611,11, oltre di n. 9 immobili (n. 8 a San Marino e n. 1 in Italia), preziosi e gioielli di valore non determinato per il reato di riciclaggio, mentre sono state disposte confische per € 6.091.061,08 di cui € 719.490,73 per equivalente, ed il restante di somme e di contratti di assicurazione, con i relativi importi liquidabili (per i quali vennero complessivamente versati € 900.000,00) già sottoposti a sequestro.

La confisca per equivalente impone al giudice dell’esecuzione di effettuare indagini al fine di individuare beni del condannato che possano essere espropriati e venduti, al fine di monetizzare il ricavato, ciò che può non risultare agevole o comunque di pronta realizzazione, soprattutto quando il condannato non ha beni nel territorio dello Stato, ed è residente all’estero, atteso che l’esecuzione della misura comporta il ricorso all’assistenza giudiziaria internazionale.

Non meno importante è stato, nel 2014, l’impegno profuso in ordine a vari provvedimenti normativi di notevole spessore.

Ne cito solo alcuni.

Il Regolamento 10 giugno 2014 n.4 – “Modalità tecniche di esecuzione delle intercettazioni”; il Decreto-Legge 16 giugno 2014 n.90 – “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione e contrasto ai reati di corruzione”; la Legge 5 settembre 2014 n.138 – “Disposizioni per la prevenzione e repressione del crimine di genocidio”; la Legge 5 settembre 2014 n.139 – Disposizioni per il potenziamento della sicurezza internazionale in materia di aviazione civile e di navigazione marittima; la Legge 5 settembre 2014 n. n. 140 – “Modifiche al Codice Penale e alla Legge 26 aprile 1986 n.49 “Riforma del diritto di famiglia”; la Legge 5 giugno 2015 n. 81 “Istituzione e disciplina dell’amministrazione di sostegno”.

Per quanto concerne quest’ultimo provvedimento normativo vorrei segnalare come lo stesso sia un importante strumento flessibile per adottare misure individualizzate per la disabilità con attenzione alla persona piuttosto che esclusivamente ai suoi interessi patrimoniali.

L’amministrazione di sostegno, infatti, non si applica soltanto nei confronti di persone che possono essere definite abitualmente inferme di mente ma anche nei confronti di persone soltanto deboli nel corpo o nella mente, per esempio in ragione dell’età o di una malattia, le quali per effetto di tale stato non sono nella condizione, anche in via temporanea, di curare da sole i propri interessi giuridici, economici, ed in genere, personali.

Uno strumento, dunque, che ha l’indubbio vantaggio di comportare la minore limitazione possibile della capacità di agire del soggetto beneficiario il quale, mediante l’impiego dell’istituto in esame, non si vede costretto a subire le ben più penetranti e rigide compressioni della propria capacità di agire derivanti dalla inabilitazione, ed, in grado ancora più elevato, le limitazioni che comportano l’incapacità assoluta di compiere qualsiasi atto giuridico per effetto dell’interdizione.

Ricordo, inoltre, la Legge 1 luglio 2015 n.101 (“Legge sulle Fondazioni”) cui farà seguito uno specifico progetto di legge disciplinante le associazioni, e la Legge 1 luglio 2015 n. 102 (“Disposizioni in materia di Procedura e Diritto Civile e di Procedura Amministrativa”) di cui ho già, in apertura di questo intervento, dato atto.

Sul versante normativo, certamente, il lavoro della Segreteria di Stato non si è fermato. Vari progetti di legge sono in fase di stesura e/o di avvio all’iter per l’adozione.

Continua l’impegno del Gruppo di lavoro costituito al fine di elaborare un progetto di legge di un nuovo codice di procedura penale tenendo conto dei progetti già elaborati (progetto Nobili e progetto Giostra). Lo stesso Gruppo ha, come noto, già elaborato le leggi sul decreto penale – che ha già manifestato i propri effetti positivi – e sull’estradizione.

Si dovrà riflettere circa l’introduzione di riti abbreviati al fine di riservare il rito ordinario solo ai processi per i reati più gravi con conseguente decongestione della decisione penale: una bozza di progetto di legge è in fase di stesura e sarà prossimamente portata all’esame del Gruppo di lavoro di cui sopra.

In tema di tutela penale contro gli illeciti informatici (cybercrimes), al fine di perseguire le nuove forme di criminalità che sono realizzate attraverso sistemi elettronici o informatici, è già a disposizione un progetto di legge, elaborato dal Prof. Lucio Monaco.

Un particolare impegno è stato dedicato anche nel settore penitenziario.

Per quanto concerne la struttura carceraria, sulla base delle raccomandazioni del Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani e degradanti (CPT) del Consiglio d’Europa – al fine di allineare il nostro Paese all’interno di parametri rispettosi degli standard internazionali – è da dire che il Dipartimento Affari Istituzionali e Giustizia ha provveduto ad inviare al Dipartimento Territorio e Ambiente una breve relazione – elaborata da funzionari della Segreteria di Stato per gli Affari Interni e Giustizia e del Dipartimento Affari Istituzionali e Giustizia – sugli spazi per un nuovo carcere contenente le specifiche tecniche per la progettazione di una nuova struttura penitenziaria.

Al fine poi di assicurare la presenza di personale addetto alla custodia qualificato, consapevole dei compiti e delle finalità delle misure è da dirsi che a breve sarà attivato un corso ad hoc, d’intesa con il Centro Universitario di Formazione sulla Sicurezza del Dipartimento di Economia, Scienze e Diritto dell’Università degli Studi (CUFS), specificatamente dedicato a tale formazione.

In questo contesto la Segreteria di Stato per gli Affari Interni e la Giustizia si è impegnata – e continuerà ad impegnarsi, assicurando il proprio supporto attraverso un lavoro condotto in sinergia con tutti gli attori interessati in materia – a produrre quei provvedimenti legislativi che si rendano necessari a completamento e aggiornamento di diversi istituti e delle varie materie.

Si ritiene più che doveroso fornire adeguati strumenti per rendere più agevole l’attività della Magistratura stessa: a tal proposito è da rammentare che si è già provveduto – con delibera del Congresso di Stato n. 62 del 17 novembre 2015 (“Studio di interventi volti alla razionalizzazione delle sedi istituzionali ed amministrative”) – ad assegnare al Tribunale anche gli spazi che erano nella disponibilità dell’Ufficio Gestione Personale PA e della Commissione di Controllo della Finanza Pubblica; in altre parole verrà, dunque, assegnato definitivamente tutto l’edificio al Tribunale: ciò consentirà chiaramente di migliorare la sicurezza stessa e l’incolumità dei magistrati e del personale del Tribunale.

Ci si è già presi l’impegno di definire anche le questioni concernenti l’informatizzazione e la dotazione di personale qualificato con la predisposizione di appositi percorsi di formazione a tutti i livelli.

Si ricordano gli accordi e le collaborazioni in essere con l’Università degli Studi di San Marino e l’Università degli Studi di Urbino nonché con la Scuola Superiore della Magistratura;quest’ultimo sottoscritto lo scorso anno.

In conclusione di questo intervento intendo rivolgere alla Magistratura – come ho già avuto modo di fare in più di un’occasione, ma che voglio ribadire con forza, in un particolare momento ove si è assistito ad esecrabili campagne mediatiche diffamatorie poste in atto al fine della delegittimazione di singoli magistrati e delle indagini che vanno svolgendo – la mia personale gratitudine nonché profonda stima per il coraggio, la professionalità ed il notevole impegno profuso.

A tal proposito richiamo alla mente l’Ordine del Giorno del 30 ottobre 2015, approvato all’unanimità del Consiglio Grande Generale, con il quale si esprimeva sostegno a quei giudici che, in ragione della conduzione delle indagini e dei processi ed in ragione dell’esercizio della funzione dirigente, si trovano più esposti, perfino a discredito e minaccia di azioni per atti processuali che devono essere valutati e/o che stanno per essere valutati nelle appropriate fasi processuali; Ordine del Giorno con il quale si esprimeva profondo biasimo per ogni vile manovra di denigrare l’integrità e la professionalità dei magistrati e per ogni meschino tentativo di esercitare indebite pressioni sul sereno e libero esercizio della funzione giudiziaria.
In questi anni molto è stato fatto anche se, certamente, ancora altro si può e deve fare: ciò è l’impegno e la strada che la Segreteria di Stato per gli Affari Interni e Giustizia intende continuare a percorrere.