CGG – SdS VENTURINI SULLA SPENDING REVIEW

31 Lug 2013

Ecc.mi Capitani Reggenti, preg.mi Consiglieri, innanzitutto mi associo a quanti mi hanno preceduto e mi congratulo con i membri del Gruppo Tecnico di revisione della spesa pubblica per il notevole lavoro svolto in un arco temporale di soli 82 giorni. Come si può evincere dalla documentazione prodotta e posta agli atti è stata effettuata un’analisi […]

Ecc.mi Capitani Reggenti,

preg.mi Consiglieri, innanzitutto mi associo a quanti mi hanno preceduto e mi congratulo con i membri del Gruppo Tecnico di revisione della spesa pubblica per il notevole lavoro svolto in un arco temporale di soli 82 giorni.

Come si può evincere dalla documentazione prodotta e posta agli atti è stata effettuata un’analisi approfondita e compiuta su un contesto ampio ed articolato: la Pubblica Amministrazione e gli Enti del Settore pubblico allargato.

Il processo di revisione della spesa pubblica è, tuttavia, complesso ed articolato specie in relazione all’esigenza – al di là di quella, pur non rinviabile, di ottenere immediate economie di spesa – di introdurre modifiche strutturali che consentano una duratura riduzione della spesa corrente allo scopo di generare una più equilibrata composizione di entrate e spese e di percorrere con convinzione il sentiero di risanamento che conduce al pareggio di bilancio.

In sostanza, affinché, il processo di revisione della spesa sia effettivo e produca risultati durevoli, occorre impostare ed avviare un profondo cambiamento culturale nella gestione dell’economia pubblica che veda nella definizione chiara di obiettivi e risultati da parte dell’Esecutivo, nella responsabilizzazione di dirigenti e funzionari, nel contrasto severo a fenomeni di scarsa efficienza e mancato rispetto dei doveri di assolvere in modo diligente e sollecito le mansioni in conformità all’interesse pubblico, nella convinzione e motivazione del lavoratore pubblico i presupposti per un reale mutamento organizzativo.

Le azioni prioritarie da attuarsi sono sia di natura strutturale, da attuarsi nel periodo breve e medio-breve, sia di natura prettamente economica.

La volontà del Governo, in linea con quanto evidenziato dal Gruppo Tecnico, è quella di intervenire sugli aspetti di maggiore e palese distorsione evitando di procedere, nell’ambito di questa prima fase del processo, ad un taglio lineare delle retribuzioni dei pubblici dipendenti.

In considerazione del fatto che all’interno del Settore Pubblico Allargato lo stesso Gruppo Tecnico ha apprezzato una marcata differenziazione delle situazioni e delle problematiche sia nell’ambito del Settore Pubblico Allargato fra Pubblica Amministrazione ed Enti Pubblici/Aziende Autonome di Stato sia all’interno della Pubblica Amministrazione fra i diversi settori della stessa, una azione equilibrata e corretta impone una differenziazione degli interventi.

La situazione economica e le difficoltà che affliggono il Bilancio Pubblico impongono una azione forte, precisa e condivisa non solo dal Governo e dalla Maggioranza ma dall’intero Consiglio Grande e Generale; l’esigenza di ridurre in maniera significativa il deficit del Bilancio Pubblico impone anzitutto una assunzione di consapevolezza e responsabilità da cui consegua una azione coerente da parte delle Forze Politiche volta a correggere le distorsioni, ad eliminare le spese superflue e le inefficienze che la finanza pubblica non è più in grado più sostenere, a rivedere alcuni trattamenti retributivi, a intervenire con decisione sulle aree di spreco e privilegio, a richiedere un maggiore rigore nella gestione dei pubblici dipendenti.

Nella gestione del personale pubblico, in particolare, va impostato un sistema maggiormente meritocratico e con meno progressioni automatiche organizzato in termini di fabbisogno, budget e costi standard in ogni singolo settore, dando la responsabilità alla dirigenza di ottenere il risultato in base al programma stabilito con la messa a regime di un sistema premiante/penalizzante e valutando le performance della dirigenza medesima con una comparazione del costo dei servizi con i migliori esempi internazionali o almeno col valore medio cui tendere.

Il piano di azione del Governo deve avere, quindi, una visione generale, complessiva, strutturale e strutturata, che pur rispondendo all’impellente necessità di ridurre il deficit di Bilancio si ponga come obiettivo una razionalizzazione strutturale della spesa pubblica e l’ottimizzazione dei servizi qualificandone l’offerta e la risposta che gli stessi devono dare ai cittadini e alle imprese.

Dalla Relazione per la spending review si desume in primo luogo che, l’analisi fatta dalla Commissione Tecnica ha generato spontaneamente una riflessione sull’attuale modello organizzativo del sistema istituzionale, sulla scelta dell’intervento pubblico nell’esercizio della Funzione Pubblica: cioè quali servizi deve offrire lo Stato e a cosa lo Stato deve necessariamente provvedere.

Da ciò discende una probabile ridefinizione dei confini dell’intervento pubblico – sia esso un intervento diretto che si traduce nella produzione di servizi pubblici o un intervento indiretto che si concretizza nel finanziamento di attività svolte da altri enti o da operatori privati – ipotizzando una riduzione del suo ambito di intervento.

Quindi occorre ripensare ad un nuovo modello organizzativo dello Stato, mettendo in atto necessariamente riforme strutturali.

Nell’attuale contesto economico finanziario le risorse non sono più sufficienti per far fronte a tutti i possibili bisogni dei cittadini.

E’ necessario pertanto valutare l’esternalizzazione di alcuni servizi.

Ovviamente il processo di esternalizzazione dovrà essere gestito con estrema attenzione e con una preventiva analitica verifica della effettiva economicità del processo medesimo tenendo conto delle reali possibilità di riallocazione del personale in esubero, specie di quello a bassa scolarizzazione.

Tale valutazione – già avviata con delibera congressuale n.25 del 12 marzo 2013 – non potrà prescindere dall’esplorare l’eventualità che, al contrario, taluni servizi continuino, in parte, ad essere gestiti direttamente dallo Stato, anziché dati in concessione, riutilizzando – naturalmente “ad esaurimento” – il personale già dipendente con invalidità di cui alla Legge n.71/1991 ed al Decreto n.37/2006, personale questo che, comunque, in gran parte presenta difficoltà di ricollocazione nella P.A. se non, appunto, in mansioni di pulizia, piccole manutenzioni, sorveglianza presso le scuole.

Occorrerà, inoltre, proseguire nell’ampliamento di un sistema integrato pubblico/privato nei servizi alla persona (mense, servizi per la prima infanzia, servizi educativi e formativi, strutture per anziani, servizi medici e paramedici non strategici per l’ISS); tale percorso di valenza strutturale sarà proceduto da una fondamentale fase di analisi e scelta politica connotate da selettività delle azioni di governo relativa ad un ripensamento di quali debbano essere le attività necessariamente erogate dalla “macchina pubblica” dando applicazione al principio di sussidiarietà nei rapporti tra Stato e società.

Il processo consentirà di concentrare l’impiego delle risorse umane e finanziare sulle attività centrali e strategiche dell’Amministrazione o comunque a più alto valore aggiunto (controlli fiscali, sicurezza, servizi al cittadino, sanità, istruzione ecc…), fermo restando il permanere in capo all’Amministrazione della responsabilità di fronte alla collettività in ordine al servizio affidato in concessione.

L’analisi condotta dal Gruppo Tecnico evidenzia altresì che le categorie di spesa più rilevanti sono i trasferimenti correnti al settore pubblico allargato che incidono per il 37,22% e il personale in attività che incide per il 25,42%.

Il contributo dello Stato risulta necessario per la sopravvivenza degli Enti, con la sola eccezione dell’AASS e dell’Ente Giochi; si impone quindi una seria riflessione in ordine al rapporto fra lo Stato e gli Enti dallo stesso partecipati.

Il processo di revisione della spesa deve, quindi, sì essere volto a ridurre il complesso della spesa pubblica ma nel contempo anche a favorire una maggiore qualità della stessa in settori chiave e una allocazione più efficiente delle risorse, deve essere finalizzato a superare sia il criterio della “spesa storica” sia la logica dei ‘tagli lineari’ agli stanziamenti di bilancio e, in particolare, alle voci relative alle spese per il personale.

E’ ovviamente prerequisito fondamentale continuare a perseguire contemporaneamente la riduzione delle inefficienze, l’eliminazione degli sprechi, ad innovare l’organizzazione degli uffici in modo tale da gestire i servizi a costi minori e determinare risparmi di spesa Pertanto l’attività di controllo e riduzione della spesa pubblica dovrà innanzitutto essere finalizzata alla:

  1. revisione dei programmi di spesa e dei trasferimenti, verificandone l’attualità e l’efficacia ed eliminando le spese non indispensabili;
  2. alla razionalizzazione delle attività e dei servizi, finalizzata all’abbattimento dei costi e alla migliore distribuzione del personale, anche attraverso concentrazioni dell’offerta e dei relativi uffici;
  3. alla riduzione in termini monetari della spesa per acquisto di beni e servizi, anche mediante l’individuazione di responsabili unici della programmazione della spesa, nonché attraverso una più adeguata utilizzazione delle procedure espletate dalle centrali di acquisto ed una più efficiente gestione delle scorte; alla ricognizione degli immobili in uso alla pubblica amministrazione;
  4. alla riduzione della spesa per locazioni, assicurando il controllo di gestione dei contratti; ottimizzazione dell’utilizzo degli immobili di proprietà pubblica anche attraverso compattamenti di uffici e amministrazioni;

Nell’attuale situazione economica, risulta necessario un intervento di breve periodo volto alla riduzione della spesa pubblica; a mio avviso, la riduzione non deve essere lineare ma selettiva.

La stessa relazione del Gruppo Tecnico evidenzia come inopportuno il taglio lineare degli stipendi, essendo in contrasto con i criteri di merito nel perseguimento degli obiettivi assegnati; in particolare, il Gruppo rappresenta come i tagli lineari e riduzioni di orario indifferenziate siano misure che coniugano solo il contenimento del costo e la conservazione dei posti di lavoro, ma non entrano nel merito del lavoro effettuato e dei risultai raggiunti.

Gli interventi selettivi mirati al contenimento e alla progressiva riqualificazione della spesa pubblica da mettere in atto prioritariamente afferiscono all’eliminazione di sprechi ed eccessi di risorse impiegati, alla revisione dei programmi di spesa, al miglioramento delle attività di acquisto di beni e servizi e delle procedure di appalto, alla gestione razionale del patrimonio immobiliare pubblico, ad un riequilibrio della struttura della retribuzione dei pubblici dipendenti all’impostazione di un meccanismo efficace di verifica e controllo del grado di perseguimento da parte della Pubblica Amministrazione degli obiettivi fissati dall’Esecutivo.

Come emerge dalla relazione la revisione del modello organizzativo dello Stato può realizzarsi solo attraverso un percorso di RIFORME STRUTTURALI, che attengono sia al breve che al medio periodo. Nel breve periodo possono essere concretizzati con: a) la nomina della “cabina di regia”.

La Legge n.188/2011 prevede che la “cabina di regia” – che è unanimamente riconosciuta come strategica ed essenziale per l’avvio di una riorganizzazione strutturale della PA e del Settore Pubblico Allargato. b) gli accorpamenti previsti dalla Legge n.188/2011: il processo è in corso ed i Direttori di Dipartimento incaricati hanno già elaborato una proposta ai sensi della delibera congressuale n.25 del 12 marzo 2013 in relazione all’accorpamento dell’Ufficio del Turismo e dell’UASC e della Biblioteca e l’Archivio di Stato.

Da attuare la trasformazione dell’A.A.S.F.N. in ufficio ed il passaggio della gestione del Multieventi al CONS nel corso del corrente esercizio finanziario; c) attivare le nuove UO previste nella Legge n.188/2011 specie relativamente al Dipartimento Territorio e Ambiente. Mentre gli interventi strutturali nel medio periodo ricomprendono:

  1. i nuovi accorpamenti di UO: La Relazione suggerisce accorpamenti relative alle strutture amministrative (personale e stipendi) degli Enti con quelle della PA oltre che l’accorpamento delle funzioni di approvvigionamento in una CENTRALE UNICA ACQUISTI del Settore Pubblico Allargato; in questo senso (ovvero svolgimento delle funzioni di approvvigionamento per il Settore Pubblico Allargato) l’Ufficio Acquisti, Servizi Generali e Logistica diviene utile e strategico pur dovendosene rivedere funzioni e mission.
  2. valutare la riorganizzazione delle attività amministrative trasferite a uffici centralizzati (gestione del personale, utenze, servizi informatici, certificazioni, elaborazioni contabili del personale)
  3. affidamento delle mansioni amministrative a personale civile nelle Forze di Polizia per liberare risorse da utilizzare nel perseguimento delle finalità di tutela dell’ordine pubblico e repressione dei reati proprie dei Corpi
  4. introduzione delle cooperative di inserimento e integrazione lavorativa per garantire una occupazione produttiva alle persone con disabilità fisico psicologico anche in forza a contratti di fornitura privilegiata con la pubblica amministrazione.

In tal senso sono in corso contatti con l’unica Cooperativa Sociale per verificare i termini di una concessione di servizi ai sensi della delibera n.25 del 12 marzo 2013 La Relazione del Gruppo Tecnico di Revisione della Spesa Pubblica nominato ai sensi dell’articolo 15 della Legge 21 dicembre 2012 n.150, oltre a contenere l’analisi delle principali voci di spesa pubblica, ha evidenziato in maniera chiara e circostanziata una grave carenza nell’azione e nell’organizzazione del Settore Pubblico Allargato: l’assenza di un puntuale sistema di definizione e programmazione di obiettivi, di una considerazione sistematica dei costi dei servizi, di una gestione coerente dei processi, di una rilevazione dei dati mediante una razionale piattaforma informativa, di una verifica dei risultati di gestione tramite specifici indicatori.

In assenza di tale sistema, la “macchina pubblica” risulta difficilmente governabile secondo criteri di efficienza, riduzione degli sprechi, ottimale gestione delle risorse finanziarie ed umane e miglioramento dei servizi all’utenza; in sostanza, una riduzione strutturale della spesa pubblica non può avvenire in assenza di un efficiente sistema di pianificazione e controllo, dell’implementazione dell’innovazione tecnologica e della specifica attribuzione di responsabilità e poteri a soggetti che divengono coordinatori di progetto e che indirizzino, governino e controllino il processo avviato, secondo le direttive del decisore politico facendo divenire sistematica l’esperienza positivamente avviata in specifici ambiti con delibere congressuali n.23 del 7 febbraio 2013 relativa a progetti di miglioramento dell’attività amministrativa, n.24 del 4 giugno 2013 n.24 relativa alla razionalizzazione delle sedi istituzionali ed amministrative.

La razionalizzazione e il contenimento dei costi sono indispensabili per garantire, da un lato il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, dall’altro l’ammodernamento dello Stato e il rilancio dell’economia e dell’occupazione e gli interventi adottati e da adottarsi sono volti ad assicurare rapida esecuzione al programma di revisione della spesa, soprattutto in ragione delle straordinarie condizioni di necessità e urgenza che impongono un intervento deciso sull’economia e sulla revisione della spesa pubblica.

Sotto il profilo della gestione del personale sarà attuata la mobilità prevista dalle norme di Riforma allo scopo di ridurre al massimo il ricorso alle sostituzioni di personale nel rispetto di tassi di sostituzione differenziati per settori ed Enti/Aziende del Settore Pubblico allargato nel rispetto di un tasso complessivo massimo; sotto questo profilo, verrà ridefinito quanto stabilito nel “Capitolo II – Misure per il contenimento e la riduzione degli oneri retributivi” dell’Allegato Z alla Legge 22 dicembre 2011 n.200, tenendo conto delle esigenze dell’I.S.S. e del Settore Scuola.

Lo strumento della mobilità diverrà fondamentale per attuare una gestione più flessibile ed economica del personale e della stessa organizzazione: in particolare, attraverso questo strumento il personale in esubero facente capo a servizi o settori di attività esternalizzate o da esternalizzare – individuate in via indicativa nei settori di cui al “Capitolo II – Misure per il contenimento e la riduzione degli oneri retributivi” dell’Allegato Z alla Legge n.200/2011 – potrà essere riassegnato ai servizi con carenza di organico, previe le necessarie attività formative tese ad una riconversione professionale, conseguendo una generale riduzione del fabbisogno di personale.

In merito alla riorganizzazione dei servizi il processo di efficientamento della P.A. non sarà limitato alla mera riorganizzazione funzionale delle Unità Organizzative ma si concentrerà altresì sulla modifica degli orari di servizi e delle turnazioni anche attraverso la sperimentazione della nuova tipologia di lavoro part-time per i dipendenti pubblici a 30 ore settimanali con pianificazione della flessibilità di orario, già concordata fra Governo e OO.SS. nell’ultimo Accordo per il rinnovo del contratto di lavoro del pubblico impiego al fine di ampliare il servizio offerto al pubblico in ragione delle esigenze dell’utenza.

Il percorso di rimodulazione degli orari di sportello avverrà parallelamente al potenziamento dei servizi offerti dall’Amministrazione on line che, a regime, attenuerà notevolmente le criticità relative all’orario di apertura degli uffici. Innovazione Tecnologica e semplificazione del procedimenti Il percorso di riduzione della spesa non potrà, ai fini di una reale e duratura efficacia, prescindere da una importante azione di ripensamento e ammodernamento dei processi operativi del Settore Pubblico Allargato impostato sull’innovazione tecnologica e sulla semplificazione dei procedimenti che dovrà essere attuata perseguendo la riduzione delle incombenze per il cittadino secondo il principio di acquisizione d’ufficio di documenti su fatti, atti, stati e qualità personali che la P.A. è tenuta a certificare, il miglioramento della qualità dei provvedimenti e la partecipazione dei soggetti interessati, dando piena attuazione alla Legge 5 ottobre 2011 n.160 in ordine all’avvio, forma, responsabilità del procedimento amministrativo.

Attraverso la dematerializzazione dei documenti e la circolazione interna alla P.A. ed a ciascun Ente/Azienda Autonoma del Settore Pubblico Allargato di documenti digitali, secondo i Piani di Gestione Documentaria approvati ai sensi del D.D. 9 luglio 2013 n.81, sarà concretizzata –in linea con le indicazione del Gruppo Tecnico per la revisione della Spesa Pubblica – la riduzione dei costi di stampa, spedizione, duplicazione, la riduzione degli spazi per l’archiviazione, la diminuzione dei rischi di danneggiamento o smarrimento e l’ottimizzazione dei sistemi di ricerca e gestione documentale.

Fondamentale è il convinto perseguimento del percorso avviato con l’attivazione, per ora solo nella rete interna della Pubblica Amministrazione, del Portale dei Servizi che dovrà essere strutturato e implementato per interfacciarsi con i cittadini costituendo lo strumento di immissione nel sistema pubblico di gestione digitale dei documenti di istanze, documenti e dati da parte dell’utenza nonché di erogazione di servizi on line evitando l’esigenza di recarsi negli Uffici Pubblici con l’obiettivo di velocizzare i tempi di erogazione dei servizi e migliorarne il livello, ripensare in chiave maggiormente sinergica il rapporto fra la P.A. e l’utenza e liberare risorse umane all’interno delle UO, da assegnarsi ad altre mansioni.

Il progetto, avviato con delibera congressuale n.23 del 7 febbraio 2013 n.23 che concluderà la fase di sperimentazione nel settembre del corrente anno, sarà operativo nel prossimo anno su internet e riguarderà, nella prima fase, l’erogazione di servizi dell’Ufficio Industria, Artigianato e Commercio, dell’Ufficio Tecnico del Catasto e dell’Ufficio Urbanistica attraverso un Geoportale sviluppato nell’ambito del progetto ELA avviato lo scorso anno e di durata triennale, l’Unità Operativa Gestione Ambientale con il Catasto dei Rifiuti, alcuni servizi dell’ISS e l’introduzione della forma elettronica per i pagamenti da e verso la P.A.. Formazione Un ulteriore ambito strategico per attuare con successo la mobilità dei dipendenti e sfruttare al meglio le risorse umane esistenti, contenendo al massimo l’assunzione di nuovi dipendenti è rappresentato dall’impostazione di un sistema di continua e permanente professionalizzazione del personale allo scopo di gestire i processi di riconversione professionale sulla base delle mutate esigenze di competenze e saperi nell’ambito del Settore Pubblico Allargato in ragione delle variabili esigenze sociale ed economiche del Paese e del conseguente mutamento dei carichi di lavoro delle Unità Organizzative Costi per il Personale del settore Pubblico Allargato Fondamentale è l’avvio di un piano programmatico di turnover del personale pubblico i cui costi dovranno essere bilanciati da percorsi di pensionamento accelerati da attuarsi nel rispetto delle esigenze di equilibrio del sistema previdenziale e dei diritti del dipendente al fine di favorire attraverso nuove assunzioni l’avvicendamento generazionale secondo quanto previsto dal sopra richiamato Allegato Z. Il c.d. “blocco delle assunzioni” ha, infatti, determinato l’aumento del precariato, uno scarso, se non nullo (ad esclusione del Settore Scuola e dell’I.S.S. ove in considerazione della natura ed essenzialità dei servizi si è continuato a fare ricorso alle pubbliche graduatorie) avvicendamento generazionale fra dipendenti dell’Amministrazione, l’impossibilità per l’Amministrazione di disporre di personale dotato di specifiche elevate professionalità in settori nuovi e necessario per fare fronte alla maggiore complessità dei processi, della normativa e delle esigenze dell’utenza, una stretta dipendenza dei processi operativi e organizzativi dalle figure “veterane” e di esperienza con scarsa interscambiabilità delle mansioni.

Contratto collettivo di lavoro per il pubblico impiego La trattativa per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, che verrà avviata nei prossimi mesi e interesserà il biennio 2013-2014, sarà necessariamente improntata a criteri di forte riduzione della spesa del personale pubblico, di razionalizzazione e riordino delle indennità vigenti allo scopo di conseguire economie e di produrre importanti risparmi nel Settore Scuola.

Il Governo è, inoltre, impegnato a dare concretezza ad una serie di INTERVENTI CON IMMEDIATI EFFETTI ECONOMICI Gli interventi dovranno prioritariamente concentrarsi nei settori in relazione ai quali lo stesso Gruppo Tecnico ha evidenziato i maggiori oneri economici in relazione alle spese del personale ed in particolare agli elevati tassi di sostituzione.

Concludendo la relazione del Governo individua già alcune linee di intervento prioritarie cui in parte potrà essere data attuazione con specifiche delibere del Congresso di Stato ed in parte mediante provvedimenti normativi sulla base del grado di attuazione degli interventi delineati nella relazione del Governo e dell’andamento dei conti pubblici, l’Esecutivo potrà promuovere ulteriori iniziative per il contenimento della spesa e con la riforma fiscale che dovrà essere basata su criteri di equità, indirizzata a reperire risorse per lo sviluppo economico e quindi sostenibile.