CGG – Mariella Mularoni – Intervento Legge Elettorale luglio 2019

CGG – Mariella Mularoni – Intervento Legge Elettorale luglio 2019

Luglio 31, 2019 Mularoni Mariella 0

Modificare una legge elettorale non è mai un’impresa semplice perché è difficile trovare un accordo tra tutte le forze politiche, considerato che una parte di esse governano in virtù della legge vigente. A San Marino però la cittadinanza con il voto del 4 giugno scorso si è assunta la responsabilità di voler cambiare le cose, di dire basta a questo Governo che non è rappresentativo della volontà popolare ed ha imposto ai rappresentanti politici di rimettere mano alle regole della rappresentanza, per cercare di rimuovere quelle regole ingiuste che hanno favorito la formazione di un governo e di una maggioranza che non si sono basati sul consenso popolare.

Il referendum infatti, che come forze di opposizione abbiamo promosso nella Repubblica di San Marino, nasce da questa esigenza di cambiamento, per modificare l’attuale legge elettorale che ha rivelato gravi limiti. La legge qualificata 11 maggio 2007 n. 1 era stata progettata per un sistema bipolare adatto alle esigenze dell’allora momento politico, ma non più sostenibile con il proliferare di piccoli partiti che si sono creati nello scenario politico sammarinese degli ultimi anni. Il premio di stabilità, troppo ampio come nel caso dell’ultima tornata elettorale, ha creato un disequilibrio delle forze rappresentate a vantaggio di chi ha vinto il ballottaggio, venendo a ledere i principi fondamentali che devono caratterizzare un sistema elettorale democratico. Il quesito referendario del 4 giugno, che abbiamo fortemente sostenuto, ha voluto rafforzare i caratteri di democraticità del nostro ordinamento e di questo siamo pienamente soddisfatti. Non abbiamo in alcun modo voluto stravolgere il sistema elettorale vigente, ma perfezionarlo, rimediando ai difetti che si sono manifestati nella sua applicazione. Ad esempio, nella proposta presentata dai gruppi di opposizione, il ricorso al ballottaggio sarà solo un’eventualità di extrema ratio, a cui si ricorrerà soltanto se non sarà possibile raggiungere un accordo politico tra le forze politiche. Abbiamo visto infatti come il sistema di ballottaggio previsto dalla legge elettorale del 2007, abbia generato effetti deleteri in termini di rappresentatività, un effetto distorsivo palese sotto gli occhi di tutti, rendendo possibile che risultassero eletti in Consiglio Grande e Generale candidati che avevano racimolato al primo turno solo una manciata di voti, nella propria cerchia di amici o familiari.

Il progetto di legge che oggi discutiamo e sottoponiamo al Consiglio Grande e Generale intende superare i limiti della legge vigente e propone modifiche alla legge qualificata che riguardano il comma 4 dell’art. 19, (l’innalzamento della soglia di sbarramento), per evitare la frammentazione politica; modifiche che hanno un unico obiettivo circoscritto, favorire la formazione di coalizioni stabili e rendere solo un’eventualità rara l’effettuazione del ballottaggio.

Abbiamo visto che sulla legge elettorale nelle ultime settimane si è aperto un dibattito tra tutte le forze politiche per cercare di arrivare a delle soluzioni condivise e credibili per il Paese, perché il risultato del 4 giugno ha sancito in maniera chiara che il Governo non ha più una maggioranza nel Paese e che la gente non vuole più un Governo con premi di maggioranza. Dobbiamo dare atto che le persone non si riconoscono in un Governo eletto in quel modo, i cittadini vogliono Governi rappresentativi che abbiano un peso nel Paese. Siamo fortemente convinti che di fronte alla situazione critica che stiamo vivendo oggi, un Paese fermo ed in grande difficoltà, ci sia la necessità da parte di questo Governo di acquisire la consapevolezza di non essere più credibile; ogni giorno assistiamo a situazioni imbarazzanti da parte di qualche Segretario di Stato, che inviterei a farsi da parte perché non possiamo più pensare di essere rappresentati da chi non gode più di alcuna stima non solo nel Paese, ma anche al di fuori dei nostri confini territoriali. Rendetevi conto che se volete andare avanti lo farete contro la volontà dei cittadini che il 4 giugno hanno votato principalmente per mandarvi a casa.

Grazie