CGG – Intervento Mariella Mularoni comma comunicazioni giugno 2018

CGG – Intervento Mariella Mularoni comma comunicazioni giugno 2018

Giugno 14, 2018 Interpellanze Lavori consigliari Mularoni Mariella 0

Grazie Eccellenza, colleghi Consiglieri,
E’ avvilente e demotivante iniziare una nuova sessione consigliare elencando nuovamente le cose che non vanno, le cose che non vengono fatte….come ha detto un collega qualche giorno fa siamo qui per continuare a rimarcare che alle “belle parole del Governo non seguono i fatti”. Avrei voluto fare un intervento diverso, costruttivo e propositivo, ma la realtà è ben diversa.

Il copione è sempre lo stesso, ancora una volta in comma comunicazioni si svilupperà il dibattito politico, perché è l’unico ambito in cui le opposizioni possono sollevare problematiche che diversamente la maggioranza non vuole affrontare, fino a quando non sarà approvato il nuovo regolamento consigliare, ATTENZIONE un regolamento all’interno del quale si prevede una riduzione dei tempi del comma comunicazioni per chiudere la bocca alle opposizioni!

Come due settimane fa oggi parleremo di banche, del dissesto finanziario, del Report di Fitch che ha retrocesso San Marino al rating BBB- con Outlook negativo, di tasse, del caso titoli e di Confuorti, del diniego della tutela legale ad un rappresentante nelle Istituzioni, di Cassa di Risparmio, di NPL, di docenti sul piede di guerra che chiedono di essere ascoltati, di persone che abbandonano San Marino, dei nostri giovani costretti a costruirsi un futuro all’estero per carenza occupazionale in Repubblica, e si parlerà anche di Sanità!

Non cambia nulla !!!Abbiamo un Governo sordo alle problematiche del Paese che nonostante si riempia la bocca di parole come “condivisione”, “collaborazione”,”responsabilità” e manifesti buoni propositi, anche per rassicurare la cittadinanza, poi regolarmente si sottrae al confronto; un Governo che evita il dibattito in Consiglio Grande e Generale su temi importanti per il Paese, che da 18 mesi attua solamente politiche regressive e di protezione di lobby affaristiche, che non ha ancora capito che è necessaria un’inversione di marcia per ripartire e non finire a picco, un Governo che prima lascia il timone e meglio è!

Mi chiedo perché negare un comma dedicato alle problematiche sanitarie? Poteva essere un’occasione, non una strumentalizzazione, come molti di voi hanno pensato, per fare delle valutazioni approfondite e proposte per contrastare le emergenze sanitarie nel Paese, per dare risposte agli utenti.

La Sanità ha da sempre rappresentato per la comunità sammarinese un bene inestimabile che va salvaguardato, un fiore all’occhiello purtroppo appassito e fino a qualche anno fa un vanto da mostrare all’esterno di cui tutti ne andavamo orgogliosi, ma che ora ahimè mostra carenze molto gravi.

Il welfare, le prestazioni sanitarie sono servizi primari che un governo è tenuto a garantire anche in momenti di difficoltà economica, e la politica ha la responsabilità di preoccuparsi di questo.

Evidentemente non ne ravvedete l’urgenza o non avete ad oggi risposte pronte.

Ci rammarica per questo il NO della maggioranza che non ha accolto la richiesta di confronto ed ancora una volta siamo costretti a parlare di temi importanti in comma comunicazioni.

La continua emorragia di medici, la lettera sottoscritta dai Dirigenti dell’ASMO, in cui manifestano preoccupazione per lo stato in cui versa la sanità sammarinese, la perdita di qualità nell’erogazione dei servizi, non giustificano la richiesta di un confronto??

Assistiamo ormai da mesi ad una allarmante esodo di professionisti dal nostro Ospedale, medici che vanno via in cerca di trattamenti migliori perché dalla politica non sono arrivate soluzioni chiare e concrete per continuare ad operare sul nostro territorio, in merito soprattutto al rapporto di lavoro. Sono tanti i fattori che hanno scatenato questa emorragia che sta portando all’implosione dell’ISS : il precariato, l’esercizio della libera professione, l’impossibilità di svolgere l’attività lavorativa anche ai pensionati senza revoca della pensione, le disparità retributive e normative nell’offerta delle diverse tipologie di lavoro che penalizza chi esercita un lavoro a tempo pieno, la valorizzazione del ruolo, del merito, certezze sulla gestione dei riposi e dei turni, sono queste le problematiche a cui la politica è tenuta a dare delle risposte.

Questi sono purtroppo i risultati anche del referendum sul tetto degli stipendi ed il Decreto Delegato n.45 del 30 aprile 2018 completerà l’opera di allontanamento dei più competenti e ci dovremo accontentare di pensionati italiani, demotivati, ingaggiati a suon di convenzioni da 10-12 mila euro al mese, con contratti mordi e fuggi che non portano nulla di buono all’ISS, se non un costo altissimo e che denotano la mancanza di una progettualità e l’incapacità di chi dirige.

A questo proposito la Democrazia Cristiana ha in diverse occasioni avanzato proposte per cercare di risolvere il problema legato alla fuga di medici e frenare l’implosione dell’ISS, che non sono state tenute in considerazione: tra queste ,la stabilizzazione dei rapporti di lavoro per i medici già in servizio, l’attivazione di accordi di prestito di medici in forza presso altri nosocomi, l’attivazione degli accordi sottoscritti dai Segretari precedenti per riservare posti a studenti sammarinesi interessati a seguire il corso di laurea in medicina o specializzazione per avviare una pianificazione del futuro della nostra sanità, regolamentare in maniera chiara la libera professione per offrire condizioni concorrenziali con quanto già avviene negli altri Paesi.

Oggi non ci possiamo arrendere all’incompetenza di chi ci Governa e di chi Dirige l’ISS, che per altro sembra più interessato alle trasferte oltre confine che alle problematiche sanitarie interne.

E’ grave infatti che il Comitato Esecutivo sia quasi settimanalmente in trasferta ( due membri su tre), spesso anche per motivi non necessariamente legati al ruolo da loro ricoperto; il Direttore alle Attività Sanitarie e Socio-sanitarie Dottoressa Rolli è anche valutatore esterno delle strutture sanitarie per il programma nazionale italiano di accreditamento, ed è assente talvolta per motivi extra professionali, oltre ad accompagnare il Direttore Generale Dottor Gualtieri ad incontri istituzionali dell’OMS, unitamente al Direttore dell’Authority Sanitaria Dott. Rinaldi; in queste occasioni settori strategici della sanità, a cui competono talvolta anche autorizzazioni e decisioni tempestive, restano scoperti creando difficoltà e disservizi all’utenza ed agli operatori sanitari.

La routine quotidiana è fatta di tante cose e la dirigenza deve garantire l’operatività dei servizi o delegare, il governo dell’Istituto non può essere lasciato ad un solo membro del Comitato Esecutivo, come pure alcuni servizi non possono attendere e le decisioni rinviate al rientro del Dirigente perché la nave in balia dei venti prima o poi affonda! Inoltre il posto di Direttore del Dipartimento Ospedaliero e dei Servizi Specialistici da un anno è vacante, al momento ricoperto anche questo dalla Dottoressa Rolli, come il posto di Direttore del Dipartimento di Prevenzione –ex ufficio d’Igiene- ricoperto provvisoriamente dal Dottor Gualtieri, dopo il pensionamento del Dott. Renzi. Quando pensate di emettere un bando di selezione?

Non possiamo continuare a lasciare scoperti ruoli strategici della sanità con il rischio di un tracollo dei servizi.

Su queste criticità e sul fallimento della pianificazione sanitaria la Democrazia Cristiana ha oggi presentato una interpellanza per sapere dal Governo quali siano le motivazioni che hanno condotto l’esecutivo a queste decisioni, da cui attendiamo una risposta.

Si insegue quotidianamente l’emergenza legata alla fuga dei medici e le scelte effettuate confermano l’assenza di un progetto sanitario e politico capace di invertire il declino in atto.

Manca ad oggi una programmazione sanitaria in grado di invertire il declino. Il Dottor Gualtieri ha detto in una intervista che il 18 giugno prossimo sarà portato all’approvazione il Piano del Budget.

Uno strumento essenziale che sta alla base di una politica sanitaria seria, che definisce gli obiettivi da percorrere ma deve essere fissato all’inizio dell’anno e non a giugno quando ormai gli investimenti dovrebbero essere già partiti.

Le uniche soluzioni avanzate dalla Segreteria di Stato e dal Comitato Esecutivo sembrano essere le convenzioni assai esose per l’Istituto ed a tariffe spropositate superiori ai medici in organico e l’emissione dei Bandi internazionali per l’assunzione di personale come previsto dal Decreto n.26 del 12 marzo 2018.

I bandi internazionali non sono una risposta alle carenze di organico, in quanto limitano l’autonomia dell’ISS di scegliersi i propri professionisti! Un bravo professionista non lo farà mai!

Stabilizziamo prima i medici che già operano nell’Ospedale ed assicuriamo loro un rapporto di lavoro continuativo prima che cerchino altre soluzioni professionali, una stabilizzazione che ci dia la garanzia di una continuità di servizi e le reperibilità.

Non vogliamo arrivare alla chiusura di servizi o reparti e favorire strutture dell’area vasta dell’Emilia Romagna che potranno beneficiare delle entrate per le prestazioni ai nostri cittadini, anziché investire nelle nostre risorse, nella formazione dei giovani…favorendo anche corsie preferenziali per l’accesso al Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia o corsi di specializzazione.

Combatteremo anche qualsiasi tentativo del Governo di voler trasferire servizi essenziali erogati oggi dall’ISS presso strutture private sorte di recente in Repubblica, perché il pubblico non è in grado di dare risposte alle esigenze della cittadinanza e faremo di tutto affinché le criticità che stanno avanzando non compromettano la sopravvivenza dell’Istituto a discapito di tutti i sammarinesi e della quantità e qualità dei servizi.

Oggi ritengo che le soluzioni si possono trovare, ma bisogna avere approcci ed atteggiamenti diversi per accogliere i suggerimenti; rigettare continuamente le proposte che arrivano dalle opposizioni non porta vantaggi, soprattutto non porta benefici al Paese e non favorisce l’attrattività del sistema, un obiettivo su cui oggi occorre puntare in un’ottica di internazionalizzazione, e la sanità potrebbe rappresentare un ambito su cui investire risorse per rendere competitivo il sistema paese.

Grazie