Assemblea programmatica GDC 2021 – Lorenzo Bugli: Pensioni, mercato del lavoro e silver economy

22 Lug 2021

Quando un giovane si trova a parlare di pensioni è inevitabile pensare a due fattori chiave, SOSTENIBILITÀ e ADEGUATEZZA, due parole che come Giovani Democratico Cristiani dobbiamo tenere bene a mente per non generare uno scontro generazionale tra giovani e anziani ma bensì mettendo al centro del dibattito politico la persona, e tutto quello che può ancora offrire.

Il motivo principale sul quale si concentra il dibattito politico sul tema delle pensioni non è semplice, in quanto ricercare il giusto equilibrio fra ammontare dei contributi versati e ammontare della pensione percepita significa ponderare valori collocati in momenti tra loro molto distanti, nell’incertezza rappresentata dalle tante variabili che possono nel tempo incidere sulla qualità della vita dei cittadini.

Essendo la pensione finanziata dai contributi della popolazione attiva a coloro che hanno terminato la loro carriera, l’invecchiamento della popolazione provoca una spesa previdenziale sempre più elevata. Quindi in un momento come quello che stiamo vivendo oggi, caratterizzato dalla diminuzione del PIL, diminuiscono le pensioni.

Abbiamo dunque parlato di due principi cardine che devono a nostro modo di vedere essere alla base della riforma, e questi sono:

SOSTENIBILITÀ, e quindi la capacità che tale riforma possa essere sostenibile economicamente, riducendo la forbice tra le iniezioni di liquidità dello stato e la capacità dei fondi di essere autofinanziati attraverso un aumento dell’occupazione, ma attenzione, a non trasformarla in una mera riforma contabile;

ADEGUATEZZA, ovvero una riforma che non faccia solamente pagare i pensionati o penda solamente dalle spalle delle nuove generazioni, ma che costituisca un vero e proprio patto generazionale.

Questi aspetti che abbiamo trattato pongono in noi una riflessione che diventa fondamentale per aprire un altro quesito: “Di cosa ha bisogno quindi un giovane per poter essere garantito nella sua pensione? Quali interventi dovrebbe fare lo Stato per ridare fiducia ai giovani su questo argomento?

La risposta, pare scontata, ma allo stesso tempo è correlata alla riforma delle pensioni, non possiamo parlare di pensioni, se non vi è un aumento dei posti lavoro, attraverso l’attrazione di nuove imprese. Quindi per un giovane diventa fondamentale avere certezza economica e quindi lavorativa, per poter scegliere di versare qui e non altrove. Per fare questo occorre impostare due ragionamenti paralleli.

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO, che guardi ad un ammodernamento dell’Ufficio del Lavoro, premiando la meritocrazia del candidato e l’essere proattivo, con una concreta analisi dei bisogni occupazionali, l’avvio di corsi di formazioni mirati alla copertura di settori specifici del nostro tessuto economico (facendo “MATCHARE” domanda e offerta) (vedi esempio metalmeccanica e altri), ampliamento del settore occasionale turistico;

SILVER ECONOMY, vedere il pensionato come una risorsa, impostando intorno a lui una serie di servizi utili alla sua quotidianità, e qui vediamo come, giovani e anziani, possano veramente stringere un patto generazionale, con l’individuazione di figure professionali come il Caregiver, consegne di farmaci e investendo sulla formazione medico sanitaria.

Queste iniziative diventano fondamentali per impostare parallelamente ad una riforma previdenziale il concetto di PERSONA AL CENTRO, basandosi su uno dei capisaldi del nostro agire politico, le persone, non sono numeri e basta, ma possono attraverso la solidarietà cooperare per far tornare il sistema SOSTENIBILE.