Alice Mina interviene in Commissione d’Inchiesta: l’intervento completo

Alice Mina interviene in Commissione d’Inchiesta: l’intervento completo

Ottobre 29, 2020 Lavori consigliari Mina Alice News 0

Eccellenze,

Colleghi Consiglieri,

La relazione conclusiva della Commissione di Inchiesta su presunte responsabilità politiche o amministrative che hanno coinvolto la società Credito Industriale Sammarinese Banca CIS ha messo in evidenza uno scenario a dir poco sconvolgente in cui Politica, Magistratura, ambienti affaristici privati interni ed esterni, Finanza e Organismi di controllo hanno avuto un intreccio e una commistione tale da portare il nostro Paese ad essere in balia di un vero e proprio potentato che agiva a solo ed esclusivo beneficio personale.

La Commissione ha avuto il difficile compito, non ancora terminato in quanto manca da esaminare la parte relativa alle altre crisi bancarie, di far emergere tutte le distorsioni di un sistema “malato”, di “far luce su alcuni dei passaggi più oscuri e controversi degli ultimi quindici anni”.

Il nostro Paese è stato letteralmente aggredito, messo in pericolo; le sue Istituzioni, i suoi organi di controllo sono stati colonizzati da personaggi senza alcuno scrupolo i quali hanno agito senza alcuna limitazione.

Ogni qualvolta funzionari responsabili, che semplicemente cercavano di svolgere correttamente il loro lavoro nell’ambito delle proprie mansioni con l’unico intento di mettere in luce le diverse criticità di tante operazioni, venivano sistematicamente allontanati, venivano spostati dalle loro funzioni e venivano aperti fascicoli nei loro confronti.

Questa era la prassi comune adottata.

Ho ascoltato la lettura della relazione, e ci sono passaggi, tanti passaggi di quel documento che fanno male, che alimentano una visione della politica ben lontana da quello che  dovrebbe essere il suo vero intendimento, una politica che dovrebbe essere volta al perseguimento del bene comune e non del bene individuale, una politica che deve essere impegno diretto alla costruzione della società, impegno verso gli altri e verso il proprio Stato, politica come SERVIZIO e non come lobby affaristica spregiudicata.

Si tratta di una ricostruzione che non può non colpire le coscienze di un’intera classe politica che si pone come fine ultimo il bene del Paese.

E sapete qual è la cosa che più mi colpisce e mi fa male, da cittadina sammarinese, da cittadina di un Paese che già troppe volte è stato ferito?

Il fatto che le tante circostanze messe nero su bianco siano potute accadere anche perché uomini e donne cittadini di questa Repubblica lo hanno permesso, lo hanno favorito, lo hanno sostenuto in maniera del tutto consapevole e connivente in totale spregio delle regole, del rispetto e della riconoscenza verso un Paese che ha sempre dato loro tutto, che li ha sempre saputi accogliere e tutelare.

Questo per me è inaccettabile.

Io non ero in Consiglio Grande e Generale nella precedente legislatura e non ho pertanto vissuto in maniera diretta le battaglie e le denunce di alcuni dei miei attuali colleghi, ma con loro, che non hanno mai mancato di comunicare con chi era fuori dall’aula, ho condiviso le tante insofferenze dettate da un sistema politico incapace di ascoltare e di guardare alla verità dei fatti.

Oggi la relazione mette nero su bianco le tante circostanze che le opposizioni di allora cercavano di far emergere già dal 2017. Le costanti distorsioni, i conflitti di interesse, giudicati allarmanti.

Venivano già allora ipotizzati rapporti con  operatori di società lussemburghesi riconducibili al gruppo Confuorti.

Si sottolineavano già i timori che i vertici di Banca Centrale, attraverso una impostazione ispettiva molto rigorosa, cercassero in tutti i modi di indebolire artatamente  il sistema perché poi investitori esterni avessero la possibilità di comprare attività economiche sammarinesi  a prezzo di realizzo.

Si denunciava l’allora Dirigenza BCSM per l’aver predisposto ed eseguito l’acquisto di titoli privi di rating da Banca CIS al di fuori dei poteri conferiti, al di fuori del mandato ricevuto mettendo a rischio i fondi pensione dei lavoratori sammarinesi.

Si arrivò persino al deposito in Tribunale dell’esposto presentato dal PDCS con lo scopo di accertate le responsabilità di ognuno,  di fare chiarezza sui soggetti e sulle dinamiche che avevano  pesantemente influenzato il sistema bancario e con l’intento ultimo di bloccarne una deriva nefasta.

Ma nessun approfondimento fu fatto.

Dal commissariamento, prima, e la liquidazione coatta, poi, di Asset Banca, lo stop al progetto di costituzione della centrale rischi, l’avvio del AQR, le pesanti svalutazioni dei crediti di Delta, l’assorbimento di Asset Banca in Carisp.

Tutto era eseguito con una cronologia perfetta, scandita da accadimenti puntuali doviziosamente ricostruiti dalla relazione che portano a confermare come vi fosse un piano preordinato contro l’interesse del Paese.

E di fronte alle continue manifestazioni di pericoli per la tenuta del sistema e di fronte alle denunce qual era l’atteggiamento dell’allora maggioranza e del governo?

Non solo non davanola dovuta considerazione ma addirittura i colleghi di allora venivano accusati di dossieraggio e di voler destabilizzare il sistema, la loro azione veniva definita “inutile e strumentale”.

Oggi il dipinto sembra essere molto più chiaro e tante risposte finalmente giungono.

Ma ora viene da porsi un interrogativo:

Quale capacità ha la politica di produrre anticorpi che la mettano al riparo da ingerenze esterne”?

La relazione mette a disposizione diversi spunti su come l’Aula potrebbe cercare di cambiare il quadro normativo e per impostare una cultura di gestione della cosa pubblica diversa da quella che abbiamo conosciuto leggendo le pagine della relazione.

E’ necessario cambiare il rapporto fra le istituzioni e in questo senso anche il Greco nel suo rapporto sul quarto ciclo di valutazione con a tema la “Prevenzione della corruzione nei confronti di parlamentari, giudici e pubblici ministeri” raccomanda elementi su cui porre l’accento, che dovranno essere oggetto di interventi e su cui siamo chiamati a lavorare.

Le risultanze della Commissione d’Inchiesta devono insegnare alla politica a non distrarsi.

Troppo spesso si è speso tempo a litigare per mantenere posizioni non curandosi di quello che stava accadendo intorno a sé nelle istituzioni e nel sistema bancario e finanziario.

Dobbiamo dimostrare la capacità di voler affermare la verità sempre.

Giustizia deve essere fatta per tutti coloro che hanno subito le conseguenze di tutto quanto evidenziato e hanno avuto la forza di non piegarsi a quelle logiche.

Facciamo sì, una volta per tutte, che la nostra azione sia guidata dalla coerenza, dalla trasparenza, dalla responsabilità.

Responsabilità che non è altro che la “consapevolezza di dover rispondere degli effetti di azioni proprie o altrui.

La condizione di dovere rendere conto di atti, avvenimenti e situazioni in cui si ha un ruolo determinante.

 Nella vita, come in politica, non si può prescindere dal vedere che le azioni che compiamo hanno un effetto pratico nella realtà che ci circonda; chi agisce deve essere consapevole delle proprie responsabilità, deve avere ben chiaro gli effetti che le sue azioni possono avere sulla collettività.

E forse questo più di una persona se lo è dimenticato!!

Credo che mai come oggi San Marino abbia bisogno di Uomini e Donne capaci di riscoprire un’idea di responsabilità e di impegno come valori in sé, scevri dal calcolo del successo e del profitto.

Uomini e Donne che sappiano indicare la strada giusta per il vero cambio di passo di cui necessita la nostra Repubblica; che sappiano dire bene e chiaro ciò che intendono svolgere e che siano in grado trasformare in azioni le loro parole.

Uomini e Donne di speranza, di fiducia, di ottimismo, capaci di restare sempre onesti e in grado di non cedere al compromesso morale.

Un cambiamento e una trasformazione che potrà effettivamente avvenire solo se vi sarà una presa di posizione ferma e decisa nel dire basta con comportamenti e pratiche decisamente poco trasparenti che hanno permesso l’insinuarsi di lobby affaristiche senza scrupoli nelle nostre banche, e più in generale nel nostro sistema.

Faccio mia la dichiarazione del Presidente della Commissione Gerardo Giovagnoli: “Ciò che è importante è non perdere questa occasione, vale a dire quale lezione apprendiamo dalle disfunzioni evidenziate e come sviluppare nuovamente un sistema bancario e finanziario ridotto ai minimi termini”.

In conclusione Eccellenze un ringraziamento ai commissari componenti della Commissione di Inchiesta per il lavoro profuso e per la redazione di una relazione unitaria di maggioranza e opposizione, una relazione organica, dettagliata e lucida.

 Da che parte sto? Dalla parte del Paese e dei suoi cittadini.

 Chiedo solo che la verità possa emergere in via definitiva e che giustizia sia fatta.