Comunicato Stampa

Contemplare l'inedito scontro fra istituzioni che sta svuotando la coesione sociale sammarinese è, nel contempo, triste ed istruttivo.

Senza anticipare gli esiti delle indagini che la Magistratura dovrà svolgere in merito alla questione ASSET, un dato ci appare tuttavia macroscopico: la sottovalutazione del ruolo eversivo che il debito pubblico ha nei confronti dell'indipendenza di ogni Stato: regola a cui il Piccolo Stato è doppiamente sottoposto, a causa delle proprie dimensioni.
Libertas est nemini teneri. Se non avessimo ritegno a coltivare la saggezza di coloro che hanno costruito la libertà di San Marino, ci spaventeremmo mortalmente di fronte a notizie che andranno certamente verificate, ma che concordemente e da settimane annunciano la "presa in carico" da parte dello Stato sammarinese, tramite Cassa di Risparmio, di "tutte le posizioni dei risparmiatori, dei depositanti e degli investitori, ivi compresi i detentori di obbligazioni e di certificati di deposito" della Banca sottoposta ad una quantomeno controversa liquiazione coatta.

Libertas est nemini teneri. Tradotto questo concetto in termini di responsabilità politica, significa che lo Stato di San Marino, oltre ad essersi già fatto carico del peso finanziario delle vicissitudini di Cassa di Risparmio, è disponibile a fare lo stesso con Banca Asset. Questo, nelle intenzioni pubblicamente espresse, al fine di "salvare il sistema bancario sammarinese". Questo al prezzo di caricare lo stato di alcune (non si sa bene quante) centinaia di milioni di euro di debito ulteriore. Ma siamo certi che dopo la "presa in carico" del debito, con lentezza la sua entità si manifesterà in termini non inferiori alle peggiori anticipazioni.
Libertas est nemini teneri. Già nel nostro Comunicato Stampa precedente, ricordando i casi di Cipro ed Islanda, abbiamo messo in guardia dal trasformare i buchi delle banche in debito pubblico: perché una Banca, che è ente privato, può permettersi di fallire, ma uno Stato è costretto a rivolgersi a prestatori di denaro, incatenandosi per sempre alla gogna del meccanismo del debito internazionale che sta finendo di uccidere la Grecia, un pezzo per volta.
Indebitarsi è persino facile: come vendere l'anima al diavolo. Ma non risolve nessun problema, e lo trasferisce, come una maledizione, sulle spalle di ogni cittadino, dei suoi figli e dei suoi nipoti, per intere generazioni. La soluzione appare semplice: pregare qualche Ente, privato o pubblico, o il potente Stato vicino, che ci faccia la carità di concederci un prestito: il peso degli interessi sul debito, in quasi tutti i casi mondiali a noi noti, in breve tempo diviene ancor più greve del debito originario. Come in Grecia il governo deve chiedere ulteriori prestiti per pagare gli interessi sui prestiti, e così via...
Ma chi paga tutto sono sempre e comunque i cittadini: per pagare il debito si tagliano le pensioni, si tagliano i servizi, si aggredisce il tenore di vita di tutti. E se non lo si vuol fare si viene obbligati a farlo dall'Ente creditore, che per concedere nuovi prestiti esige mutamenti della politica finanziaria dello Stato debitore che alla fine pagano sempre e solo i cittadini. Guardate di nuovo a quello che sta accadendo in Grecia, e NON tramite la lente deformante di un'informazione di proprietà degli stessi Enti che tengono per il collo gli stati con la garrota del debito.
Libertas est nemini teneri. San Marino ha ancora molto benessere diffuso da trasferire nelle cassaforti dell'usura, e il coro monotono del Corriere della Sera ci ricorda per contrasto cosa sta accadendo in Veneto, ove le banche in crisi vengono acquistate da altre banche, vedi il caso milanesi, al valore... di un Euro. E miliardi di euro vengono trasferiti nel debito pubblico. Quando la politica non è in grado di affermare il proprio dominio sull'economia e sulla finanza, si apre sotto i piedi dei cittadini l'inferno greco. Guai al ceto politico che, come disse anni fa un grande economista come Giacinto Auriti, si riduce ad essere il maggiordomo dei banchieri!

Libertas est nemini teneri.La politica a San Marino controlla o è controllata dalla Banca? In questi giorni si gioca l'indipendenza della Repubblica come mai dai tempi della 2° guerra mondiale. Ricordiamoci il fecondo esempio dei nostri amici islandesi, che hanno saputo uscire dalla trappola! La libertà oggi significa in primo luogo libertà dal debito. Chiunque possa dare un contributo in questa direzione, è chiamato alle armi per una battaglia di libertà per noi sammarinesi forse inedita, ma che in Europa si è combattuta sulla carne di molti popoli. Che, perdendola, non ci hanno guadagnato affatto.

Il Movimento Paneuropeo Sammarinese

San Marino, 24 giugno 2017

Ultima modifica il Martedì, 27 Giugno 2017

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