La Democrazia cristiana sceglierà oggi la sua nuova guida. Al Kursaal andrà in scena l’apice del 20° congresso con l’elezione del segretario. Ieri hanno presentato ufficialmente la candidatura i due contendenti già dichiarati: Teodoro Lonfernini e Gian Carlo Venturini.


Ieri invece la giornata di lavori è stata occupata prima dalle modifiche allo statuto e poi dagli interventi dei delegati. Sul primo punto sono state accolte le proposte del gruppo giovanile di estendere la partecipazione ai simpatizzanti senza obbligo di tesseramento, per avvicinarsi alla gente. Gli interventi hanno invece portato alla luce il malessere di molti democristiani, delusi per le scelte adottate dal partito negli ultimi anni che hanno portato alla confitta elettorale. Dalla sezione di Dogana-Falciano ad esempio il segretario Massimo Maiani ha attaccato la governance del partito rea di essersi allontanata dagli ideali indicati nello statuto. Non sono mancate le proposte, come quella di Edda Ceccoli di Faetano che al posto dell’indebitamento estero ha invitato i suoi a chiedere uno “scudo fiscale sammarinese”. Tra le posizioni più forti, seppur espresse con pacatezza, ci sono state quelle di Gianluigi Giardinieri, tesserato e dirigente della Cdls. Innanzitutto ha invitato il partito ad una autocritica sulle leggi che hanno istituito incentivi per le assunzioni alla luce della crisi del One Gallery. “Si è creata – ha detto – la strada maestra per far utilizzare ai furbetti le preziose risorse pubbliche. Non si possono dare incentivi a pioggia alle imprese esterne senza garanzie”. Il sindacalista ha quindi auspicato una modifica della legge che ponga su due piani diversi gli imprenditori nostrani da quelli stranieri. “Un imprenditore sammarinese ha un nome – ha detto – una residenza e prima di creare problemi ci pensa bene. Invece chi viene da fuori sa bene come fare per usare i benefici e uscire dal paese senza pagare alcunché”.
Passando quindi alla crisi del settore bancario, Giardinieri ha lanciato dure critiche ai vertici di Banca centrale denunciando l’allontanamento di un nuovo funzionario. “Si sta verificando una pulizia etnica di alte professionalità sammarinesi a fronte di assunzioni di personale esterno. Che bisogno c’è di andare fuori quando abbiamo personalità elevatissime?” ha arringato. Dito puntato poi sulla “mancanza di indirizzi” sul futuro del comparto. “È drammatica e crea problemi enormi al paese – ha aggiunto – perché la gente su certe cose ragiona con la pancia e non con la testa”.
Quindi il finale bomba. “Parlando con gli addetti ai lavori sta emergendo che la riforma delle pensioni in cantiere sarà lacrime e sangue. Allora la Dc deve fare il partito di opposizione, mettersi il vestito della festa e portare la gente in piazza”. Un’affermazione condita da uno scroscio di applausi.
Durante i lavori di ieri ha portato i suoi saluti anche il deputato riminese del Pd Tiziano Arlotti che ha auspicato una maggiore collaborazione tra i due territori.

La Tribuna

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