Gatti le dichiarazioni da Lei rilasciate mettono in discussione l’intervento sulla governance di Cassa di Risparmio. Per quali ragioni siete contrari?

Non siamo contrari a che i Consigli di Amministrazione siano rafforzati per garantire maggiori competenze, ma va fatto senza tradire i disposti e le dichiarazioni del FMI e di Banca Centrale e soprattutto tutelando il patrimonio della Cassa.
Mi spiego meglio.
Un’analisi seria di professionalità peculiari per le nuove prospettive della banca, in seguito alla scadenza del CdA, sarebbe stata certo positivamente accolta in quanto in linea con quanto auspicato da FMI.
La composizione dell’organo amministrativo non può prescindere da un’attenta valutazione del Consiglio nel suo complesso, quindi non limitandosi al solo curriculum dei singoli, affidato alla mera spartizione politica e nel segreto di ciascuno.
Purtroppo il Segretario Celli invece di concertare al meglio le nomine con tutte le parti in causa, ha concesso alle opposizioni l’indicazione di un solo membro da comunicare in 3 giorni, entro venerdì senza indicare alcun profilo professionale.
Questa modalità rende impossibile perseguire le disposizioni del FMI, che sono usate quale scusa per procedere in realtà ad una spartizione politica. Insomma siamo di fronte ad una forzatura finalizzata ad acquisire posizioni di puro potere senza alcuna attenzione a che sia almeno nominato un CdA che, nel suo complesso, risponda veramente ai requisiti di professionalità specifici sbandierati a gran voce.

Cosa intende quando dice tutelando il patrimonio della Cassa?

Costituisce tutela del patrimonio della Cassa, e quindi anche dello Stato che ne è azionista, assicurare che il progetto di Bilancio e gli esiti dell’AQR siano trattati e discussi dagli amministratori che hanno seguito tali adempimenti. Diversamente Cassa, a differenza di tutte le altre banche, non avrà la possibilità di trattare i dati con tutti gli elementi che occorrono a tutelarne il patrimonio e le sue possibili svalutazioni.

Però il Governo sostiene che il cambio dei vertici è funzionale alla trasparenza ed all’eliminazione dei conflitti di interesse?

Se questa è l’operazione di trasparenza e di eliminazione dei conflitti di interesse, sbandierata dal Governo, è pretestuosa ed inefficace. Di sicuro le attuali manovre su Cassa da parte del Governo assommano parecchie situazioni di conflitto generate dalla scelte dello stesso Governo.
Se si volesse trasparenza vera si sarebbe già avviata la Centrale Rischi e comunicati i nominativi dei Grandi Debitori delle Banche.
Solo così si raggiunge lo scopo. Però forse c’è chi non lo vuole raggiungere.

Altro esempio di mancata trasparenza e di conseguenze negative già prodotte.
La mancanza di regole comunicate preventivamente alla effettuazione dell’AQR ha prodotto l’evidenza dei primi danni a carico della Banca dello Stato.
Il Sole 24 Ore, pochi giorni fa, ha dato risalto a ciò che il Governo continua a far finta di ignorare, malgrado le continue segnalazioni di tutti gli addetti ai lavori, la DISPARITÀ DI VALUTAZIONE DEI VALORI IMMOBILIARI TRA CASSA DI RISPARMIO E CIS.
È successo che Banca Centrale ha contestato il valore di un singolo immobile (Silomolino), guarda caso di Cassa, periziato da periti sammarinesi ed italiani per garantire l’imparzialità con asseverazione in Tribunale; un bene che nel 2016 è stato addirittura dichiarato dalla Commissione Monumenti di alto valore storico e culturale.
A quale fine?
È il tentativo, ormai non più nascosto, di svilire il valore dei cespiti della Cassa e conseguentemente del suo patrimonio e costringere lo Stato su due soluzioni:
- vendere la Cassa o cedere i suoi asset per pochi euro;
oppure
- ricapitalizzare con un forte debito estero.
Mentre tale discutibile e presunto rigore non risulta applicato per gli immobili di altre banche, seppure a bilancio per importi 10 volte tanto maggiori.




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