Grazie Eccellenza,
non pensavo di chiedere la parola, ma sono stata sollecitata dalla collega Mimma Zavoli. Spiace ascoltare interventi forti come quello che ho appena accennato, di cui non ne comprendo le motivazioni ed i toni.

Non credo infatti che nel semestre appena concluso in cui per la prima volta la Repubblica di San Marino ha voluto due donne a ricoprire la Suprema Carica dello Stato e che ci ha riempiti di orgoglio, si sia svilito il ruolo che le donne a fatica hanno acquisito in tanti anni di battaglie politiche e che si siano “rottamati”, -per citare le sue parole - i risultati conseguiti dalle donne sammarinesi in anni di battaglie. Nell’intervento la collega ha più volte rimarcato i comportamenti delle donne dell’opposizione erroneamente; non mi ritrovo assolutamente negli atteggiamenti da lei sottolineati ... non le ritengo osservazioni accettabili.
Spiace cara collega, che l’azione condotta dalle donne della minoranza nel semestre appena concluso sia stata interpretata in questo modo, non era nostro obiettivo svilire il ruolo reggenziale come per altro non credo che le donne dell’opposizione abbiano fallito nell’azione politica. Non è con questi interventi che si compattano le donne! Come ha dichiarato il consigliere Bronzetti, siamo stupite. Mi chiedo, perchè nel 2017 le donne debbano ancora alimentare le differenze di genere? Come donna non mi ritrovo in tutto questo!
Ci dobbiamo distinguere nella nostra azione politica non perché donne o uomini, ma per le battaglie che portiamo avanti per il Paese e per la cittadinanza che ci ha delegato a rappresentarli attraverso il mandato ricevuto.
L’azione svolta dalle donne dell’opposizione nel semestre è stata male interpretata e non era assolutamente indirizzata a mettere in difficoltà la Reggenza, ma a rimuovere quelle opacità ed aspetti nebulosi sulle scelte adottate nelle sedi istituzionali e sulle decisioni del Governo che a nostro avviso non hanno avuto il requisito della trasparenza e della chiarezza. Il nostro esposto alle Loro Eccellenze come pure la nostra richiesta di Commissione di inchiesta, non è stato un atto irrispettoso e pretestuoso, ma sono stati motivati dalla necessità di fare chiarezza sulle dinamiche che in questi mesi hanno pesantemente influenzato il sistema bancario, che oggi acquista maggior valore a seguito dell’indagine aperta dalla Magistratura e dell’acquisizione di atti di Banca Cis, a seguito a quanto pare di denunce fatte dal Collegio Sindacale di BCSM e dal vice-direttore di BCSM. La maggioranza bloccando la commissione d’inchiesta si è assunta una grande responsabilità che avrà ripercussioni importanti e danni gravi per tutto il sistema bancario. La Democrazia Cristiana continuerà comunque la propria azione in questo senso per fare emergere le responsabilità e fare chiarezza anche in altre sedi.
Vorrei a questo punto fare un brevissimo riferimento sui lavori della 137 Commissione Interparlamentare a cui ho partecipato i giorni scorsi a San Pietroburgo.
Personalmente ho avuto l’onore di portare il mio contributo in assemblea plenaria, esprimendo alcune riflessioni sul dialogo interreligioso ed interculturale per la promozione della pace. Un’opportunità importante per la Repubblica di San Marino, che si è trovata al centro del dialogo e di un aperto confronto fra culture, fedi, diversità per la promozione della pace.
Non è possibile che gli uomini solo perché diversi tra di loro siano nemici. Il mondo della politica ha la responsabilità di costruire un futuro ideale, promuovere la conoscenza degli aspetti fondamentali della cultura politica, umanistica e religiosa, per costruire ponti di amore, di giustizia, di perdono. Non dobbiamo avere paura del dialogo. Quando prevale la volontà di dialogo tra le religioni, essa può portare un eccezionale contributo ad appianare i contrasti, operare per finalità pacifiche, realizzare una pace stabile tra gli Stati e tra i popoli, anche laddove si aveva una storia di guerre e di conflitti. Giustamente Papa Francesco ha detto “Desideriamo che donne e uomini di religioni differenti, ovunque si riuniscano creino concordia, specie dove ci sono i conflitti. Il nostro futuro è vivere insieme”.
Dobbiamo allora dialogare con la diversità, vista non come “minaccia” della propria identità, ma intesa come un valore, una risorsa che ci può solamente arricchire. Il dialogo è l’unica via per costruire il futuro, perché non c’è futuro se si esclude il confronto con l’altro; un dialogo vero, senza pregiudizi, tra le religioni non fa perdere ciò che è loro proprio, ma aiuta a riscoprire e a valorizzare ciò che unisce, pur mantenendo le diversità e le peculiarità.
San Marino attraverso l’azione profusa in seno anche al Consiglio d’Europa di cui è membro attivo, ed alle Nazioni Unite, per sua natura, da sempre ha aperto le porte al dialogo con forte determinazione, rifiutando guerre e violenze.
La Repubblica crede fermamente che ai muri possano essere contrapposti solo ponti di dialogo e di confronto per unire le pluralità delle differenze alla ricerca di soluzioni di pace, di serena convivenza, di pratiche di integrazione e inclusione e contribuire, in questo modo, anche al dibattito internazionale, per essere mediatori tra le diverse religioni e culture. Un ruolo che il nostro Paese deve continuare a svolgere accanto al mondo della scuola e dell’educazione, recependo i differenti apporti culturali, valorizzando e promuovendo le identità particolari, favorendo un confronto costante con i modelli propri di una società sempre più multietnica e universale. Proprio nella scuola la cultura del dialogo deve essere al centro dell’educazione, per inculcare il rispetto per l’altro, per offrire alle giovani generazioni una cultura capace di creare strategie per una vita inclusiva, che sappia riconoscere nell’altro un arricchimento, una risorsa e non un’aggressione ed una minaccia. Per questo, in questo momento, in cui siamo continuamente in contatto con persone di religioni diverse, è importantissimo che la politica si faccia promotore di momenti di confronto ed iniziative per aprirci all’amore per le diversità ed al rispetto dell’altro nella sua unicità e ricchezza.
Grazie

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