Domenica scorsa i nostri Congressisti avrebbero fatto meno danni al Paese se fossero andati al mare! Invece con l’operazione di sistema” hanno indebitato la Repubblica per 155 milioni di euro adottando i tre decreti che convertiranno il credito di imposta, concesso dallo Stato ad alcune banche, in titoli di debito pubblico. Solo ieri siamo venuti a sapere che per il 79 sarà rinviata Ia ratifica, ma sappiamo bene che una volta emesso è in vigore.

L’art. 6 del decreto n.79 consentirà di convertire il credito di imposta, concesso agli istituti bancari in titoli di debito pubblico dello Stato, su richiesta della banca. Infatti con questo provvedimento il Governo regala a banca Cis almeno 80 milioni, trasformando il credito d’imposta, che questa ha maturato per l’assorbimento degli attivi e passivi di Euro Commercial Bank, in titoli di debito pubblico emessi dallo Stato. Ciò comporterà una minor entrata fiscale nel tempo per lo Stato, trasformandola in debito per la collettività, che genera un buco nel bilancio dello Stato. Lo stesso Segretario di Stato Zafferani ha confermato in conferenza stampa che il credito di imposta verrà convertito in debito pubblico e “cristallizzato”, visto che ogni anno si dovranno pagare gli interessi alle banche. Celli continua a sostenere che tutto questo viene fatto “nell’interesse della collettività”?? Ci vuole del coraggio a rilasciare queste dichiarazioni! Avete impegnato risorse pubbliche della collettività a favore di una banca privata, Banca Cis! Mai accaduto prima di ora! Questo Governo guidato da Banca Centrale dove vuole condurre il paese?
Le dichiarazioni sulla stampa di questi giorni vi avrebbero dovuto far riflettere! Anis ed Abs in un comunicato stampa congiunto esprimono forte preoccupazione sui possibili effetti negativi dei decreti salva banche sia sulla libera concorrenza bancaria che sul bilancio dello Stato, peraltro mai richiesti dalle banche associate ad ABS. Le associazioni rimarcano inoltre il rifiuto opposto da BCSM al piu volte richiesto confronto con le banche in ordine al processo di AQR per l’adozione di soluzioni che potessero aiutare i sistemi bancari; purtroppo anche in questa occasione il processo è stato condotto senza regole ed è stato reso privo di contraddittorio, perdendo interamente la valenza e rischia di indebolire gravemente le banche.
La CSU sempre in una nota di questi giorni ha chiesto il ritiro immediato dei decreti, in quanto essi dispongono l’esautoramento del Comitato Gestore delle risorse di Fondiss pari a 45 milioni di euro, attualmente depositate presso Banca Centrale, mentre la loro gestione viene affidata direttamente alla stessa Banca Centrale togliendole ai legittimi e unici proprietari, ovvero i lavoratori sammarinesi. Ancora la CSU in una nota sottolinea che nel decreto di acquisizione di Asset da parte di Carisp, è stato fatto un “ bail in” temporaneo, quello che neanche l’Italia ha voluto fare per sostenere il sistema bancario. Per non parlare poi dei soldi dei correntisti in Asset. viene disposto che i risparmi detenuti dai cittadini fino all’importo di 50.000 euro sono disponibili in liquidità, mentre le somme superiori sempre a 50.000 euro sono convertite in “obbligazioni non subordinate” emesse da Carisp, aventi scadenza a tre anni dalle emissione del decreto, con una remunerazione del 1,5/%.Di fatto buona parte delle risorse dei risparmiatori e delle imprese vengono rese indisponibili per tre anni. Avete considerato che cosa succederà quando quei correntisti che detengono una somma inferiore ai 50.000 euro avranno disponibile tale somma? Si recheranno immediatamente agli sportelli per ritirarli e portarli altrove, svuotando la Banca! Ma questo è un loro diritto e questo Governo si dovrà assumere la responsabilità di aver portato il paese sull’orlo del fallimento.
A questo punto chiedo se anche i 31 milioni del fondo pensioni in Asset Banca, per i quali il Governo non ha offerto nessuna garanzia, siano soggetti a questo congelamento.
Ci chiediamo se non si potevano percorrere strade alternative o soluzioni diverse: cosa certa che questo Governo sta continuando la strada intrapresa dal suo insediamento di voler favorire obiettivi privati, facendo credere al paese che si confronta e condivide con le opposizioni e con tutta la cittadinanza certe scelte incomprensibili! Una grande presa in giro Segretario Celli! Altro che “ barzellette“, come lei ha dichiarato qualche giorno fa sulla stampa; i favori a qualcuno che vi ha sostenuto in campagna elettorale, facendo credere al paese che avrebbe votato la DC, li avete fatti eccome! E solamente verso 1 istituto, come lo giustifica?
La cosa che lascia molto perplesse tutte le forze di opposizione, la cittadinanza, i sindacati, le organizzazioni di categoria è che su questi decreti non ci si è mai confrontati e nonostante anche in Ufficio di Presidenza le opposizioni abbiano più volte chiesto il ritiro immediato per aprire un confronto, il Governo ha voluto continuare ad andare avanti, senza alcun rispetto per le opposizioni, in violazione dell’art. 3 della legge 13 aprile 1976 n.12 che dice:”... l’Ufficio di Presidenza uniforma le sue decisioni al rispetto dei diritti e dei ruoli propri della funzione consigliare, della valorizzazione delle opposizioni.....”. Si parla di valorizzazione delle opposizioni, ma le nostre istanze non sono prese in considerazione. Ci chiamate sempre per comunicare decisioni adottate in altre sedi, perché la condivisione non la volete.Tutto ciò non è corretto, non è rispettoso.....
Quello che state facendo è un atto di arroganza verso il Paese che ci danneggerà e gli effetti negativi si avranno per parecchi anni! Ma questo lo diciamo da mesi, abbiamo fatto esposti, conferenze stampa, siamo stanchi di parlare solamente di banche quando ci sono tanti altri settori strategici per lo sviluppo completamente fermi che stanno morendo: ditemi che cosa state facendo per l’occupazione, il turismo, la sanità, l’industria.......La gente si aspetta di avere le risposte che avete promesso in campagna elettorale !
La dimostrazione è la gente che è venuta fin qui martedì in piazza per manifestare il proprio dissenso e per bloccare i decreti che svendono la Repubblica! Questo non lo permetteremo!
Vi ricordo che le decisioni che saranno assunte dai provvedimenti adottati in questi giorni non consentiranno più di tornare indietro alla situazione di partenza. Questo vi dovrebbe fare riflettere sulle conseguenze che certi atti comportano e non è da sottovalutare che il debito pubblico comprometterà l’indipendenza dello Stato. La presa in carico da parte dello Stato sammarinese, con il passaggio in Cassa di Risparmio di Asset, di tutte le posizioni dei risparmiatori ed investitori per salvare il sistema bancario, è stata criticata fortemente dalla nostra forza politica perché convinti che queste scelte avrebbero aggravato la situazione finanziaria del bilancio dello Stato. Vi abbiamo messo in guardia dal trasformare i buchi delle banche in debito pubblico considerate anche le esperienze di Cipro e Islanda, per non legarci per sempre alla gogna del meccanismo del debito internazionale che sta uccidendo la Grecia a poco a poco, perché sappiamo che il peso degli interessi diventa in breve tempo molto più consistente del debito iniziale. Indebitarsi non serve a nulla, solamente a trasferire il problema sulle spalle dei nostri figli, dei cittadini e delle future generazioni che per pagare il debito si vedranno tagliare i servizi, la sanità, le pensioni. Noi oggi abbiamo una grande responsabilità, quella di difendere l’indipendenza della Repubblica e la libertà dal debito. Ed è per questo martedì siamo scesi in piazza per manifestare la nostra contrarietà a questi metodi, perché dopo tanti esposti, il PDL sull’istituzione della Commissione d’inchiesta, conferenze stampa questo è l’unico strumento che potevamo mettere in atto: il coinvolgimento della cittadinanza e la protesta in piazza.
Ieri tutto il paese sollecitato dalle forze di opposizione ha manifestato. Una partecipazione a cui hanno aderito tutte le forze rappresentative del Paese, le OOSS, l’Anis per dirvi che state sbagliando e per chiedere il ritiro dei 3 decreti. Credo che a fronte a questa richiesta dovrete incominciare a dialogare con il paese e riflettere sulle scelte che state facendo e smettere di voler andare avanti perché avete i voti in maggioranza. Il Paese non accetta più le vostre imposizioni. Chiediamo che il Governo incominci a fare scelte libere in autonomia e non sempre alle dipendenze di qualcuno e di Banca Centrale. Banca Centrale deve limitarsi a vigilare sul sistema bancario e non incidere sulle scelte strategiche del sistema, come hanno fatto anche qualche giorno fa nel momento in cui hanno deciso di non condividere l’accordo in discussione con il Governo. Bene a questo punto andate avanti senza tener conto della gente che vi ha delegittimato, ma vi dovrete ritenere responsabili del debito pubblico del paese sulla testa di tutti i cittadini.
Noi non ci stiamo.

Ultima modifica il Venerdì, 21 Luglio 2017
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