Grazie Eccellenza,
colleghi Consiglieri,


come ha affermato il collega Teodoro Lonfernini siamo “imbarazzati” a dover discutere oggi in II lettura il Progetto di legge sul finanziamento pubblico ai partiti doppio in caso di elezioni, perché non è di nessuna utilità al Paese in questa contingenza. Non è un provvedimento che da risposte alla cittadinanza che è in attesa di progetti di sviluppo per rilanciare l’economia. Inoltre non c’è l’urgenza di approvare un PDL straordinario sul finanziamento in occasione di tornate elettorali quando ancora mancano 5 anni.
Il presente PDL è stato discusso nella Commissione Consigliare competente il 27 marzo scorso e come abbiamo ascoltato nella Relazione di Minoranza del collega Teodoro Lonfernini, le forze di opposizione non hanno potuto condividere le modifiche apportate in Commissione, in quanto ne sono venuti a conoscenza solamente in sede di dibattito. Una incomprensione è vero, comunque gli emendamenti presentati dal Governo hanno completamente stravolto il PDL rispetto a quello presentato in I lettura e per questo in Commissione avevamo chiesto di rinviare il PDL per poter condividere anche all’interno dei gruppi consiliari le modifiche, considerato per altro che non sussistono reali necessità di urgenza visto che le elezioni politiche si sono concluse da pochi mesi. La nostra richiesta non è stata accolta dalla maggioranza ed esprimiamo il nostro dissenso per il metodo con cui è stato impostato il lavoro in commissione. Rileviamo inoltre con rammarico che la nostra forza politica non ha presentato emendamenti al PDL, completamente trasformato rispetto alla I lettura in cui c’era solamente l’abrogazione, perché non ci sono stati i tempi tecnici per predisporli. Dispiace comunque dover sottolineare questo atteggiamento del Governo che non ci ha permesso di poter condividere alcune modifiche, per altro accettabili, sul finanziamento pubblico, a garanzia di una maggiore trasparenza e responsabilità. La nostra forza politica continuerà a battersi per una politica sana, libera da ogni condizionamento e da padroni, al servizio dei cittadini e del paese, ma sono convinta che il PDL non risolva affatto questa problematica. Il finanziamento pubblico ai partiti per sostenerne l’attività politica è garanzia di trasparenza contro le ingerenze dei poteri forti.
Il PDL a nostro avviso risulta un lavoro incompleto ed affrettato rispetto all’importanza dell’argomento ed era forse opportuno farlo rientrare in un progetto ben più ampio di riforma del sistema Istituzionale ed elettorale, necessaria in quanto la legge n. 170 del 2005 era stata concepita a suo tempo per la realtà dell’epoca, che era una realtà bipolare, mentre oggi abbiamo visto nelle ultime elezioni si sono presentate 3 coalizioni. Questo è un PDL che va solo a vantaggio della maggioranza e come forza politica ci riteniamo fortemente penalizzati, in virtù di una legge che non garantisce la rappresentatività nel paese e che ha permesso alla maggioranza di governare con il 31% dei consensi!
La coalizione vincente oggi è maggioranza grazie ad un premio di governabilità equivalente ad un quarto dell’intero consiglio Grande e Generale e alcune posizioni apicali sono occupate da rappresentanti di forze politiche che senza il premio di maggioranza sarebbero rimaste fuori dal CGG. Una situazione ridicola e distorsiva. Purtroppo questa è la legge che abbiamo e ci adeguiamo, non voglio mettere assolutamente in dubbio l’esito della tornata elettorale, ma credo che ci sia un’effettiva esigenza di modificarla.
Tornando alla Legge in discussione ci saremmo aspettati un confronto con la maggioranza per trovare un punto di incontro; del resto come per tutti gli altri provvedimenti che il Governo sta portando avanti anche in questa occasione la maggioranza ha dato dimostrazione che il metodo è quello, non c’è condivisione e confronto.
La Democrazia Cristiana si asterrà sul PDL, non perché contrari ai principi della legge, ma perché come ho avuto modo di spiegare questa modifica favorisce la maggioranza, che grazie ad una legge elettorale ingiusta permette loro di ricevere più di 250 milioni di euro all’anno sottratti alle opposizioni con il premio di maggioranza.
Grazie

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