Il “governo della trasparenza” ha dato, oggi, l’ennesima prova di quanto sia assolutamente incoerente nei fatti.

 

La bocciatura della Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario (8 contrari e 5 favorevoli), proposta dalla Democrazia Cristiana 4 mesi fa, è la riprova del fatto che non c’è volontà, da parte della maggioranza, di fare chiarezza sui soggetti e sulle dinamiche che, in questi mesi, hanno pesantemente influenzato il sistema bancario, evidenziate dal dito di Savorelli, dalle dimissioni in blocco del CdA di Carisp – nominato da questo Governo - e ancora di più, dall’abbraccio tra Confuorti ed il Presidente di BCSM Grais, palese conferma di quanto da noi sottolineato in questi mesi.

Le dimissioni forzate del Direttore di BCSM - al quale pare verrà data dal Governo anche una “buona uscita”, sebbene sia lui che dovrebbe restituire a San Marino quanto è andato perso a causa delle sue azioni – sembra che per il Governo siano la soluzione a tutte le questioni che, invece, restano non affrontate e problematiche.

Per citarne solo alcune, resta senza risposta il rilievo fatto dalla DC sulle nomine di alcuni esponenti della vigilanza di BCSM, direttamente legati al Confuorti. Guarda caso, proprio coloro che devono verificare lo stato delle banche e dare il via libera ai nuovi soggetti bancari.

Resta senza risposta la verifica del legame tra lo stesso Confuorti e Banca CIS, con la quale, lo ricordiamo bene, fino a pochi giorni fa, aveva rapporti aperti e che, recentemente, è stata acquisita da un investitore arabo.

Resta senza risposta la natura del rapporto tra lo stesso Confuorti e il Presidente di Banca Centrale Grais, che si sono scambiati un “amichevolissimo” abbraccio proprio al meeting di Rimini, confermando il legame presente tra loro - e con lo stesso Savorelli - già manifestato nelle “cenette estive” documentate.

Resta senza risposta “il perché” della scelta del Governo e della Maggioranza di convertire i crediti d’imposta in titoli di debito pubblico, favorendo così fortemente un istituto bancario a discapito di tutta la collettività.

Insieme a tutto ciò, non è stata fatta ancora alcuna chiarezza sulle ragioni del commissariamento, prima, e della liquidazione coatta, poi, di Asset Banca, e sulle motivazioni che, dopo le pesanti svalutazioni dei crediti di Delta, abbiano condotto alla scelta dell’assorbimento di Asset Banca in Carisp.

Per tutte queste ragioni, il PDCS riteneva fondamentale fare chiarezza, per evitare che qualsiasi scelta, passata e futura, potesse e possa essere fatta per favorire interessi di parte, tutt’altro che infondati. Ma, questo governo e questa maggioranza, non hanno voluto alcuna chiarezza.

La gravità del rischio per la nostra comunità, che si trova di fronte alla delicata situazione del riassetto del sistema bancario - che non può avvenire con queste opacità di fondo, anche in considerazione del debito notevole scaricato sulle spalle dei sammarinesi - obbliga la Democrazia Cristiana al deposito del proprio esposto direttamente in Tribunale, affinché venga fatta luce sulla situazione ed accertate le responsabilità di ognuno. Da qui passa il vero cambiamento. Non dalle semplici parole.

L’Ufficio Stampa del PDCS

Ultima modifica il Lunedì, 11 Settembre 2017
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