Martedì pomeriggio, è stata messa la parola “fine” all’agire scriteriato del Direttore di Banca Centrale.

 

La decisione assunta dal Governo è giunta, tuttavia, con incredibile ritardo ed appare più legata al “dito medio” di Savorelli piuttosto che agli enormi problemi causati al sistema sammarinese dalle sue scelte e dalle sue indicazioni, che ci piace ricordare, fino a pochissimi giorni fa hanno potuto contare sul sostegno incondizionato del Governo, in nome di una mal compresa autonomia di Banca Centrale.

In soli 8 mesi, infatti, il binomio Adesso.sm - BCSM ha stremato il sistema finanziario producendo sfiducia, perdita di liquidità, di raccolta e di posti di lavoro. Il sistema finanziario sammarinese - che ricordiamo ha retto a tre scudi fiscali e due voluntary disclosure, la fine del segreto bancario, l’introduzione dello scambio automatico di informazioni - in questo momento soffre più che mai a causa delle scelte e delle non scelte dell’esecutivo che, fino ad oggi ha appoggiato incondizionatamente le decisioni di Banca Centrale, anche quando queste si dimostravano pericolose e insostenibili per il Paese, mentre ora tenta, come al solito, di smarcarsi e “darla d’intendere”, impersonando la scenetta del liberatore della patria.

Cari cittadini, non facciamoci e non fatevi prendere in giro... il “caso” Savorelli non ruota attorno ad un dito!!

E’ evidente che la frattura Governo-BCSM ha a che vedere con altro e che il gestaccio dell’ex-Direttore è stata solo l’occasione - servita su un piatto d'argento - per accelerare una decisione che forse era già stata presa. Se così non fosse, infatti, se il conflitto fosse solo limitato alla figura del Direttore, perché adottare un Decreto che di fatto depotenzia BCSM affidando al Comitato Credito Risparmio (CCR) il potere di adottare scelte di vigilanza?

La Democrazia Cristiana è convinta che la frattura in atto sia più profonda di quello che ci vogliono far pensare e che questa abbia prodotto crepe anche nella maggioranza.

E’ evidente che Governo e maggioranza hanno ritenuto non più sostenibile un percorso che ha prodotto forti oneri sociali e che sta mettendo in pericolo la tenuta dei pochi pilastri di stabilità del nostro sistema economico, fra i quali i fondi pensione. E’ altrettanto evidente che questo cambio repentino di rotta è, di fatto, un grosso “cartellino giallo” al Segretario Celli e a chi, come lui, ha sostenuto fino all’ultimo questa deleteria strategia fatta di commissariamenti inutili, svalutazioni insostenibili e di finte prospettive.

Non solo. Siamo convinti che il Governo non abbia soluzioni in mano, né alcun appoggio istituzionale esterno, ma che abbia puntato la sua attenzione sull'unica cosa che oggi ha un valore spendibile: i nostri Fondi Pensione. Non a caso, gli sbilanci prodotti sui bilanci di Cassa e Asset quasi si equivalgono all’ammontare dei fondi.

Prima di qualunque azione sui fondi pensione, il PDCS è convinto che occorra fermare il deflusso di liquidità e creare le condizioni per recuperare fiducia nel sistema.

Quattro, almeno, sono le urgenze da affrontare: 1. una soluzione alternativa alla mega svalutazione dei crediti Delta per Carisp; 2. aprire un confronto vero sulla possibile soluzione della questione Asset, che deve coinvolgere l’intero sistema per non gravare solo sul Carisp; 3. definire una soluzione condivisa per limitare al massimo l’indebitamento pubblico ormai generato; 4. condividere un percorso per garantire i fondi pensionistici già presenti nelle banche.

Ribadiamo che la DC non fa politica solo a parole ma ha soluzioni concrete e le vuole condividere con tutti, nella più totale trasparenza. Trasparenza che vuole passare anche attraverso la chiarezza su chi ha mosso fino ad ora le pedine.

Adesso.sm dice di non essere manovrata da nessun burattinaio? Bene, allora lo dimostri mettendosi attorno ad un tavolo per condividere tutto ciò e lo faccia iniziando con il sostenere il nostro progetto di avvio di una Commissione Consiliare d’inchiesta.

Preso atto che qualcosa negli ultimi mesi non ha funzionato, quali che siano le scelte da adottare, oggi più di prima, sussiste l’esigenza di appurare l'inesistenza di intrecci fra istituzioni e privati che possano aver condizionato e ancora condizionare le decisioni che riguardano il sistema finanziario e più in generale la tenuta del Paese.

L’Ufficio Stampa del PDCS

 

Ultima modifica il Venerdì, 01 Settembre 2017
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