La scenetta della conferenza stampa del Governo, a cui assistiamo ormai da tempo, dimostra sempre di più la debolezza di questo esecutivo che non governa e si limita a cercare di "eseguire” un compitino preparato da altri, del quale, per altro, ha capito veramente poco.

 

Ieri ci è stato detto che Cassa di Risparmio ha una perdita di 530 milioni poi, dopo qualche secondo, che questa perdita sarà spalmata su più esercizi e, successivamente, che le perdite saranno mitigate dalle azioni di recupero sui crediti.

Bastano queste brevissime dichiarazioni per farci capire che il Governo non solo non sa cosa sta facendo ma cerca di vendere fumo all’opinione pubblica. Si mischiano, infatti, svalutazioni prudenziali con perdite effettive, generando un’operazione di maquillage sul bilancio di Carisp, che non ha una logica.

Il pacchetto dei crediti Delta viene fortemente svalutato assegnandogli un valore pressoché nullo, poi però si tranquillizza la cittadinanza dicendo che in realtà un valore ce l’ha e allora con la “bad bank” si recupererà una buona parte dell’importo svalutato. Allora perché affossare il bilancio della Cassa con una perdita (che di fatto non è una perdita) così pesante?

Si è proceduto alla svalutazione dei crediti Delta perché, così svalutati, quando si venderanno si dirà che non c’è stata perdita, perché già posta a carico dello Stato?
Si vuole concedere ad una società di amici dei “manovratori” la gestione dei recuperi della bad bank, avendo già guadagnato dalla svalutazione dei crediti?

Quel che è certo è che qualcuno ci guadagnerà e non sarà la collettività che, al contrario, dovrà sopportare per venti anni la copertura di una perdita che, in realtà, è una svalutazione studiata a tavolino per creare occasioni di guadagno a qualcuno.

Chiediamo, per l’ennesima volta, ai consiglieri di maggioranza - perché il Governo è sordo o ha altri obiettivi - di fermarsi e di non distruggere Cassa di Risparmio.

Ci sono alternative alla svalutazione immediata di Delta che consentono di gestire il recupero di quei crediti senza impegnare il bilancio dello Stato per vent’anni.

Il PDCS ha presentato un proprio progetto per la gestione degli NPL. Apriamo un confronto vero, sincero, per cercare un’alternativa condivisa che, con il sostegno e il contributo di tutti, potrà portare ad una soluzione più forte e stabile.

Non possiamo continuare ad assistere all’ennesimo atto di rassicurazione della cittadinanza con le ormai note “garanzie dello Stato”, ovvero dicendo ai sammarinesi che le perdite, o i danni di queste operazioni, saranno coperte con il patrimonio statale, che sono i soldi degli stessi cittadini. Non è davvero un bell’affare!

Dopo i disastri procurati con la vicenda Asset, che ricordiamo ha prodotto una pesante fuoriuscita di depositi e a tutt’oggi crea disagi e danni non indifferenti ai clienti dell’istituto che dopo due mesi sono ancora “incastrati” nel blocco dei pagamenti, pensavamo si sarebbe adottato un approccio più cauto sulle mosse successive. E, invece, no! Rimaniamo del tutto sconcertati rispetto a quanto sta accadendo su Cassa di Risparmio.

Questo Governo sta conducendo il Paese verso una deriva incontrollata. Con la forza della sua incompetenza sta difendendo scelte illogiche a beneficio di tutti tranne che dei sammarinesi, sta cercando colpevoli immaginari, omettendo ad arte di considerare la genesi dei problemi, fin tanto da sovrapporre problemi inventati a problemi effettivi.

La Democrazia Cristiana non si arrenderà di fronte a questo scempio e lotterà fino alla fine per la difesa dei valori del nostro Stato. Ma la DC non basta, la politica non basta. E’ ora che i cittadini e le forze sociali facciano sentire la propria voce, il proprio grido di contrarietà ad una svendita colossale del nostro patrimonio pubblico. Fermiamoli! Esistono soluzioni alternative ed esistono strade più sostenibili.

L’Ufficio Stampa del PDCS

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Agosto 2017
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