È talmente “infantile” il modo di comunicare di Adesso.sm, che non meriterebbe di essere preso in considerazione. Di fronte al fatto di avere in questi mesi “enormemente” indebitato il Paese giustificarsi con la motivazione che, ammesso e non concesso, altri Governi lo hanno fatto prima di questo, è davvero il colmo della banalità e del non rispetto verso i cittadini che chiedono invece le ragioni del percorso che si vuole imprimere al Paese stesso.

La questione da porsi veramente è se il debito è sostenibile, funzionale e non uno spreco di risorse.

Nelle attuali circostanze, le valutazioni sul debito devono essere fatte considerando il complesso delle misure contenute nell’assestamento e nei tre decreti. Ed è sulla sostenibilità generale di questi provvedimenti che la Maggioranza è tenuta e chiamata ad esprimersi.

I 200 milioni, infatti, vanno a braccetto con le garanzie poste sui fondi pensioni, con le conversioni dei crediti e con tutte le garanzie offerte dal Governo e dalla maggioranza alle scelte di Banca Centrale e del Cda di Cassa di Risparmio, senza considerare i rischi derivanti da eventuali azioni promosse da Asset a tutela dei propri interessi.

Tutte insieme queste azioni portano ad un’esposizione complessiva dello Stato, che, considerando il debito pregresso, il nuovo debito e le garanzie prestate, potenzialmente può arrivare a superare di tre volte il dato a dicembre 2016.

L’altro aspetto riguarda il metodo di operare. Quando nella scorsa legislatura si sono affrontati momenti come questi, il Governo ha sempre portato la questione in Aula con la massima trasparenza, con strumenti semplici, e sempre seguendo l’iter normale del confronto consigliare in prima e in seconda lettura, senza atti d’imperio e senza rinunciare al confronto nonostante le diversità di vedute e talvolta l’impossibilità di giungere a delle sintesi.

Anche sull’abbandono dell’Aula necessita dire qualcosa. Civico 10 forse dimentica quando abbandonò l’aula in Commissione Finanze durante i lavori per la legge tributaria, quando durante la successiva finanziaria al contrario Rete rimase in aula a patto che alcune dei suoi emendamenti fossero accolti. Dimentica pure i diversi incontri nei quali, anche a Consiglio in corso, fra Maggioranza e Opposizione si confrontarono gli emendamenti al fine di trovare occasioni di condivisione.

Visti gli attestati di tutti gli organismi internazionali e i dati degli ultimi bollettini di statistica, che sono lo specchio del lavoro che è stato fatto in questi ultimi anni, possiamo dire che quell’operato che, per carità, ognuno può giudicare se migliorabile, ha contribuito a tener in piedi il Paese. Vedremo adesso se dopo le brillanti scelte di Adesso.sm, il Paese potrà dire altrettanto.

L’Ufficio Stampa del PDCS

4 agosto 2017

Ultima modifica il Venerdì, 04 Agosto 2017

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