Dopo l’approvazione dei decreti 78 e 80, la scorsa settimana, che prevedevano il passaggio di Asset in Carisp ed il ripristino dei conti correnti ex-Asset banca fino a 50.000€, ci saremmo aspettati l’immediata disponibilità agli sportelli di Cassa di Risparmio.

Così non né stato. Dunque, forse per l’ennesima volta, qualcosa è andato storto.

Non sarà che proprio la mancanza di disponibilità della liquidità di FONDISS, ad uso di Banca Centrale, abbia tolto le risorse fondamentali per il saldo di coloro che vorranno riprendersi i propri soldi, col rischio di mettere realmente in difficoltà la stessa Carisp?

Se questa è la prima preoccupazione del PDCS, la seconda, che potrebbe avere effetti ancora più gravi, riguarda le modalità con cui verranno trattati i crediti di Delta, il famoso 1.000.000.000 di NPL in capo a Cassa di Risparmio, già svalutato alla metà del proprio valore, che se venisse ulteriormente svalutato e svenduto, davvero metterebbe in ginocchio la banca più importante della Repubblica.

Perché la Democrazia Cristiana è così preoccupata rispetto a questa questione? Solo puro allarmismo e gioco delle parti, come ci accusa sempre la maggioranza?

Per capirci meglio, provate immaginare cosa significhi avere una casa di 100 mq che vale 200.000€, e svalutarla “prudenzialmente” prima al 50% del proprio valore (la situazione odierna), e poi svalutarla ancora al 10-12% del valore, circa 25.000€. A quanti di voi, cari cittadini, non interesserebbe comprare una casa di 100 mq a 25.000€? Se qualcuno ha un po’ di senso del commercio, sa bene che rivendendola, si assicurerebbe un facile profitto! Questo è ciò che potrebbe accadere a Cassa di Risparmio.

Se il CdA svaluterà pesantemente i crediti delta è chiaro che la volontà di Romito & Co. è quella di svendere i crediti Delta ad un a prezzo irrisorio. Non vorremmo che il vero braccio di ferro sia su chi sceglierà l’acquirente (San Marino o Bologna) mentre quel che è certo è che una volta svalutati i crediti avremo perso irrimediabilmente il patrimonio della Cassa di Risparmio che è un valore fondamentale per la nostra Repubblica.

La preoccupazione della DC non è dettata da questioni di posizione o dalla volontà di creare turbative quanto, piuttosto, dalla determinazione nel voler scongiurare una possibilità che non è per niente aleatoria. I crediti di Delta fanno gola a molti e una speculazione del genere, capite bene, può valere diverse centinaia di milioni di € con la conseguenza che i sammarinesi si ritroverebbero a sopportare il costo “sociale” delle svalutazioni finanziando di fatto il guadagno di altri.

Ancora una volta, al Governo e alla maggioranza, che affermano che non abbiamo proposte, ricordiamo la nostra soluzione per il recupero degli NPL, più volte spiegata pubblicamente, che permetterebbe una gestione nel tempo dei crediti di Delta ottimizzandone le possibilità di riscossione e permettendo una ripartizione delle eventuali perdite nel tempo.

Se davvero si cerca la condivisione, chiediamo al Governo di fermarsi e avviare un confronto serio con tutta l’opposizione, le banche e le associazioni sindacali e datoriali finalizzato a individuare la via più sicura per la risoluzione dei problemi, tutelando nel contempo il nostro sistema e la nostra sovranità.

L’Ufficio Stampa del PDCS

Ultima modifica il Lunedì, 31 Luglio 2017

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