Eccellentissimi Capitani Reggenti,

a scrivere la presente sono numero 10 Consiglieri della Repubblica di San Marino, rappresentativi di una composita forza di minoranza nel Consiglio Grande e Generale.

Ciò che preme fin dal principio evidenziare è che il presente scritto non deve essere considerato (e neppure lo è) come la solita espressione ostile delle forze di opposizione verso lo status quo, quanto piuttosto un fattivo contributo allo svolgimento di un corretto rapporto tra i poteri dello Stato.

L’Ecc.ma Reggenza, specchio dell’unità nazionale di questa Repubblica, svolge il proprio ruolo super partes vigilando, presiedendo e coordinando tutti gli Organi espressione dei poteri dello Stato.

È proprio tenuto conto del ruolo di supremi garanti dell’ordinamento costituzionale della Repubblica, riconosciuti alla Reggenza dalla Legge Costituzionale, che indirizziamo a Voi, Ecc.mi Capitani Reggenti, il presente esposto, volto a segnalare la presenza di precisi e circostanziati indici che segnano l’esistenza di un disegno opaco, silente ed inarrestabile che mira ad un controllo eversivo di alcune funzioni dello Stato, verosimilmente a servizio di alcuni deteriori interessi economici stranieri.

Mai, come in questi ultimi mesi, la stampa nazionale italiana si è occupata, con assordante interesse, delle nostre vicende bancarie, riferendo fatti e circostanze coperte da segreto ed ancor prima che questi fossero conosciuti dagli organismi competenti, a dimostrazione che il tradimento viene dall’interno del nostro ordinamento e da persone che ricoprono ruoli di interesse strategico per lo Stato. La fuga sistematica di notizie fa il paio con preoccupanti anomalie che rivelano una progressiva deriva da parte di alcuni Organi della Repubblica, che si pongono al di fuori delle regole dello Stato.

Tali accadimenti, se osservati con occhi scevri da condizionamenti politici o liberi da difese partigiane di posizioni precostituite, risultano legati da un unico fine, ben lontano dagli interessi comuni dei cittadini sammarinesi: l’oscura difesa di posizioni individuali forti di pericolose aderenze istituzionali, cui non può più prestarsi omertosa e corriva complicità.

In un periodo in cui, come quello che pare stia attraversando la nostra Repubblica, gli orizzonti non presentano alcuna nitidezza, è necessario individuare ed incaricare chi (le SS. Ecc.mi Capitani Reggenti) , anche tramite un’attività al riparo da qualsivoglia tipo di conflitto, possa dare impulso alla verifica dei fatti, favorendo l’adozione delle necessarie misure e la messa in atto dei dovuti correttivi, per tutelare, in ultimo, la sovranità dello Stato e dei Suoi cittadini.

Come affermava Sinclair, la questione non è semplicemente “bancaria”: «il controllo privato del credito è la forma moderna della schiavitù».

1. Il Peso (anche politico) del Fondo Monetario: si dissipino le ombre mediatiche

La Repubblica di San Marino è uno dei 189 paesi facenti parte del Fondo Monetario Internazionale. Come noto, nello svolgere le proprie funzioni di vigilanza, il Fondo Monetario valuta attentamente le politiche economiche di ogni Stato, mettendole in relazione con l’andamento di tutto il sistema economico mondiale.

Dalle ultime visite condotte nel nostro Paese (cfr. all. documento numero 1), è emerso come sia ancora necessario proseguire nelle “grandi sfide” del futuro che, a detta del FMI, vanno ravvisate anzitutto nel risanamento dei bilanci delle banche, in particolare nella ristrutturazione della Cassa di Risparmio di San Marino e nella riduzione dell’elevato stock di crediti non performing circolanti nel sistema bancario del Paese. Il ruolo che FMI sta esercitando nella riorganizzazione del settore bancario sammarinese è sempre più strategico; a marzo 2017 ribadiva la stringente necessità di procedere alla ricapitalizzazione di Cassa di Risparmio, sulla base di un piano di riorganizzazione, da redigersi in ottica prudenziale, per riacquistare reddittività previa la ricapitalizzazione della banca, che la portasse al rispetto dei limiti normativi.

Alle indicazioni tiepidamente incoraggianti contenute nel report del marzo 2017, si contrappone la durezza delle informazioni (apparse sulla stampa) integrate nella relazione del FMI nel corrente mese di aprile 2017, secondo cui Banca Centrale comunica direttamente al FMI che sarebbero emersi fatti gravi circa la ricapitalizzazione di Cassa di Risparmio, avvenuta su “inflated value” (tradotto, valori “gonfiati” ad arte). Non meno gravi nello Statement del Direttore Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, Dott. Carlo Cottarelli, il quale avrebbe rilevato che le ispezioni condotte in loco dalla nostra Banca Centrale svelano debolezze critiche così come i difetti delle ricapitalizzazioni eseguite in passato dagli istituti finanziari.

Sono i quotidiani italiani ad “ammonirci” come sia proprio il Fondo Monetario a dettare l’agenda della nostra riorganizzazione del settore bancario (e, visti i numeri, dell’intero sistema economico sammarinese), avanzando proposte “perché il Titano accetti un salvataggio e si sottoponga alla gestione degli emissari di Washington” [fonte Dagospia del 27 marzo 2017].

Ma la schiera dei nomi di giornalisti noti alla stampa Nazionale italiana, che si interessa alle piccole banche sammarinesi, riferendo di un ruolo incessante del FMI, si arricchisce di altri nomi: alcuni avvezzi trattare le vicende del nostro sistema, altri insolitamente assai meno.

Dei primi fa certamente parte Stefano Elli, il quale, sempre sulla perizia dai valori gonfiati, scrive sul Sole 24h del 4 aprile 2017 l’articolo “Asse Fmi-San Marino sulle banche”, come sia “curioso il fatto che l’FMI, con la “sua potenza di fuoco .. si occupi di una sola operazione che riguarda un solo immobile”.

Dei secondi, meno presenti su San Marino, ma certamente non di primo pelo …, si annovera la prestigiosa firma di Federico Fubini, il quale lancia il fendente più deflagrante contro il sistema San Marino: “negli ultimi giorni lo stesso Fondo monetario ha iniziato a esercitare una pressione crescente” su San Marino, che è rappresentato “nella circoscrizione diretta dall’italiano Carlo Cottarelli” ed a cui “sono sempre più esplicite le proposte perché il Titano accetti un salvataggio e si sottoponga alla gestione degli emissari di Washington” (Corriere della Sera del 27 marzo 2017, pagina 13). Sulla “prima” di Fubini a San Marino torneremo a parlare, posto che ha fatto storcere - a non pochi - il naso la chiusura fangosa su Biagio Bossone, quantomeno distonica e fuori tema rispetto al pezzo, tutto incentrato sui valori gonfiati di Cassa di Risparmio.

Ciò che qui interessa è che se il FMI ha davvero esplicite proposte perché il Titano accetti un salvataggio e si sottoponga alla gestione dei propri emissari, allora occorre che il Titano, grazie a Voi, metta a conoscenza del FMI stesso le anomalie che motivano il presente esposto, di modo che la “ricetta” del FMI non corra il rischio di favorire gli interessi di pochi stranieri d’assalto, a svantaggio di molti cittadini ben radicati nel territorio. Questo dovrà avvenire entro la programmata visita di San Marino al FMI del 25 aprile 2017, per evitare il rischio che la soluzione del Fondo riveli una terapia pensata come severa per i soli sammarinesi, mettendo al riparo gli interessi di ormai noti faccendieri altolocati ma impastati con il nostro sistema bancario.

2. Primo Elemento Opaco: marzo 2016. Quinta Visita del Fondo Monetario Internazionale a San Marino.

Ai componenti della missione del FMI del marzo 2016, venne inserito, quale consulente esterno, il Prof. Lorenzo Stanghellini, quale esperto aggiunto.

Non è dato conoscere se sia o meno usuale, secondo le regole del FMI, fare partecipare al corpo della missione soggetti esterni, nonchè qualificati, purtuttavia ci è dato sapere che il Prof. Lorenzo Stanghellini, piuttosto che un esterno, avrebbe dovuto essere considerato un interno al sistema bancario Sammarinese. Infatti, già presidente di una Banca sammarinese (precisamente, di Banca CIS dal 2010 al 2012 – documento numero 2), non si limitò ad assicurare alla missione una maggior competenza giuridica, ma svolse all’interno della stessa un ruolo atipico e insolitamente attivo: stante delle relazioni maturate, contattò direttamente alcuni professionisti locali con cui voleva interloquire, al di là delle indicazioni ufficialmente fornite dagli Ordini professionali. La gravità del fatto fu oggetto di uno specifico riferimento in commissione giustizia in data 14 luglio 2016, che chiediamo sia acquisita.

Il primo quadro sinottico di un puzzle che andrà via via completandosi

Diapo1

Il fatto maggiormente rilevante, finanche grave, è che quell’evento venne segnalato telefonicamente da San Marino al Dott. Sean Hegan, Direttore del Dipartimento Legale del FMI, e fu solo grazie all’intervento di quest’ultimo che il Prof. Stanghellini venne escluso dalla (nel corso della) missione. Laddove si dovessero nutrire dubbi circa la veridicità di quanto poc’anzi riportato, l’Ecc.ma Reggenza potrà svolgere direttamente le dovute verifiche presso le massime Autorità (giudiziarie e statuali) di San Marino, che non solo ne vennero a conoscenza, ma che svolsero persino un ruolo attivo a difesa dello Stato. Il legame, a questo punto morboso, tra San Marino e il Prof. Stanghellini prosegue tutt’ora, posto che, l’attuale governance della Banca Centrale della Repubblica di San Marino continua ad utilizzarlo quale proprio consulente in diverse procedure, magari forte dell’appoggio di quei professionisti locali con cui, a suo tempo, avrebbe voluto privatamente interloquire. Anche questo fatto è agevolmente verificabile presso la nostra BCSM.

È innegabile: Stanghellini è prova del nesso anomalo sussistente tra Fondo Monetario e l’attuale governance della Banca Centrale.

Il nesso tra il primo (FMI) e la seconda (BCSM) merita di essere approfondito, a tutela dei ruoli e delle funzioni di entrambi, nonché di San Marino. Il corretto dialogo tra FMI e la Banca Centrale presuppone il rispetto delle rispettive prerogative e degli specifici ambiti di tutela. La seconda (BCSM) non può, dunque, essere mero strumento esecutivo del primo (FMI), atteso che l’interlocutore per entrambi (FMI e Banca Centrale) è pur sempre e comunque lo Stato di San Marino, senza che dunque l’uno o l’altra possano (direttamente ed autonomamente) travalicare il ruolo della Repubblica, di cui la Banca Centrale è una parte, e non certo l’unico protagonista.

Tale approfondimento è oggi doveroso per le evidenze documentali che comprovano come l’attuale governace della Banca Centrale abbia travalicato, ai danni dello Stato, le proprie competenze statutarie ed istituzionali, tradendo la sovranità del Paese cui pure appartiene.

La fonte è proprio il FMI.

Nelle dichiarazioni dello Staff Representative, contenute nel documento pubblicato in data 6 aprile 2017 dal Fondo monetario internazionale, Article IV, facenti seguito alle consultazioni svoltesi in data 3 aprile 2017 (già allegato al doc 1), si legge che “….The CBSM informed staff that the most recent recapitalization of the largest bank,Cassa di Risparmio di San Marino (CRSM) in 2016 entailed the use of an inflated value of a real estate asset, which brought CRSM’s capital adequacy ratio to 11.4 percent, meeting the regulatory requirement”.

Dunque è stata la Banca Centrale a riferire al FMI che nella operazione di ricapitalizzazione di CRSM sarebbe stato commesso un reato: il rispetto degli indici regolamentari (11.4) è ottenuto grazie ad una perizia asseverata, seppur gonfiata (si dice) nei valori. L’informazione avrebbe dovuto essere veicolata dallo Stato al FMI, ma solo dopo che lo Stato, con i Suoi organismi competenti (il Tribunale, a seguito di un regolare processo) ne avesse contestato l’illegittimità.

In poche parole, il FMI ci dice che BCSM ha scavalcato il Tribunale e lo Stato nelle relazioni con il FMI:

Il secondo quadro sinottico: si aggiunge Banca Centrale

 Diapo2 

I elemento opaco: v’è un fil rouge tra l’anomala presenza del Prof. Stanghellini alla missione del marzo 2016 e l’attuale Governace della Banca Centrale della Repubblica di San Marino? L’interrogativo si fonda su fatti circostanziati (Stanghellini + relazioni del FMI) e merita la ricerca di una adeguata risposta presso le sedi competenti e con l’ausilio degli strumenti e delle iniziative (anche d’inchiesta) che la legge mette a Vostra disposizione, al fine di verificare se e che rapporti vi siano tra gli uomini che conducono le visite del FMI, l’attuale Governance della Banca Centrale e alcuni soggetti vigilati.

3. Secondo Elemento Opaco: la centralità dei Confuorti nella geografia bancaria sammarinese

Come ripetutamente indicato dal FMI, a San Marino manca, da troppo tempo, la Centrale dei Rischi, ancorché il Consiglio Grande e Generale nella seduta del 20 dicembre 2016, abbia impegnato il Congresso di Stato a convocare “al più presto e non oltre il 8 febbraio 2017” (documento numero 3) la Commissione Consiliare Finanze con l’audizione dei vertici di Banca Centrale, al fine di ricevere delucidazioni in ordine al rinvio della Centrale Rischi, posto la mancata indicazione di una data da considerare quale termine perentorio di avvio, seppur ripetutamente sollecitata.

Dietro ai pericoli derivanti dalla mancanza della Centrale Rischi a San Marino si annida (forse) la più grave insidia di questa vicenda: la copertura dei grandi debitori, ossia di chi le banche le condizioni da dentro. C’è chi poi, fra questi, risulta “doppiamente” capace di incidere sulle banche creditrici, facendo leva sul proprio accreditamento presso la l’Autorità di Vigilanza, ossia presso il controllore del proprio creditore; equazione è presto fatta, quanto più il debitore è apprezzato presso il controllore del proprio creditore, tanto più potrà condizionare (a lui favorevolmente) le scelte del proprio creditore.

Tra i grandi debitori, che sono stati capaci di vantare forti aderenze nelle più alte sfere della Vigilanza sammarinese, ci sono senza dubbio i Fratelli Confuorti[1].

Non basta. Si pensi che con le società dei Confuorti hanno da tempo avuto occasione di collaborare gli uomini che oggi rappresentano il FMI a San Marino e che, con i loro report, decidono delle sorti della nostra banca di Stato. Difatti, senza voler (né dover) approfondire altrove, alle prime risultanze offerte del web risulta un intervento del Dott. Cottarelli 5° Advange Forum, organizzato in data 13 maggio 2013 dalla Advantage Financial (documento numero 4), di cui i Fratelli Confuorti sono Presidente e CEO (Francesco) e membro del Consiglio di Amministrazione (Giuseppe).

Si vedrà, le iniziative della società dei Confuorti rappresentano piuttosto un club, a cui hanno partecipato tutti i più alti incaricati della storia dell’ultimo anno del sistema bancario sammarinese.

E tra i partecipanti, come non ricordare anche il citato giornalista Federico Fubini, che il 27 marzo 2017 ha (si è detto) ammonito San Marino sulla attività del FMI, e non perso l’occasione per gettare fango sospetto sul Prof. Bossone, così rendendo ossequioso omaggio agli interessi economici dei circoli che (anche) recentemente frequenta. Il 30 gennaio 2017, Federico Fubini è intervenuto al Advantage Ecological Footprint for Economic Growth. (Roma, Sala del Cenacolo, Camera dei Deputati, 30 gennaio 2017 cfr http://www.advantagefinancial.net/federico-fubini-alladvantage-ecological-footprint-for-economic-growth , allegato al documento numero 5).

Terzo quadro sinottico: si aggiunge Confuorti, il regista delle prossime diapositive

Diapo3

L’elemento di opacità assume corpo se si tiene a mente che i Confuorti sono grandi debitori verso il sistema bancario sammarinese per oltre 30 milioni di Euro.

Tale opacità diviene ancor più oscura, se si considera che il “grande creditore” dei Fratelli Confuorti è Banca CIS: Banca di cui, come già detto, il menzionato Prof. Stanghellini è stato Presidente.

Portando alla Vostra attenzione tali rilievi, non si vuol cadere nell’equivoco di essere visti come sibillatori di infondate illazioni, considerato che possiamo riportare il contenuto di una dichiarazione resa da un Consigliere della Repubblica di San Marino, Elena Tonini, nella seduta del 17 marzo 2017 al Consiglio Grande e Generale.

Un dichiarazione per la quale ad oggi non è giunta smentita da parte degli interessati.

Il quadro iniziale, allora, si irrobustisce di un altro denso tassello.

Quarto quadro sinottico: i primi rapporti di Confuorti

Diapo4

Non basta, i Confuorti, grandi debitori, godono di una palmare considerazione nella nostra Autorità di Vigilanza, che ne nomina (e rinomina) gli avamposti nelle procedure di Commissariamento: a seguito della attività di vigilanza eseguita da Banca Centrale presso Asset Banca, è stato nominato quale commissario straordinario l’Avv. Giuseppe Pedrizzi. Pedrizzi Giuseppe è figlio di Pedrizzi Riccardo, un ex-Senatore italiano che, insieme ad altri 3 soci (Confuorti Francesco, Confuorti Giuseppe, Mariscalco Inturretta Silvestro), è a capo della nota Advantage Financial SA lussemburghese. A riprova, sempre il mai smentito Consigliere Tonnini, la quale ha dichiarato, nel proprio richiamato intervento al Consiglio Grande e Genarale, che i “fratelli Confuorti sono proprietari di un’altra società lussemburghese che si chiama Advantage financial società anonima, i cui amministratori risultano Pedrizzi Riccardo, Confuorti Francesco e Confuorti Giuseppe, Mariscalco Inturretta” e che il primo è il padre di Pedrizzi Giuseppe “che Banca centrale ha indicato come commissario dentro ad Asset banca”.

Ma le aderenze di Confuorti in Banca Centrale non finiscono qui: il Direttore della Banca Centrale di San Marino, nel proprio ruolo di capo della Vigilanza, ha contribuito a nominare in posti chiave della Banca Centrale persone selezionate dalle società di Confuorti. Anche qui, non si tratta di una illazione, ma di una dichiarazione resa da un consigliere della Repubblica di San Marino, Marco Gatti, sempre nella seduta del 17 marzo 2017. Ad oggi non è giunta smentita dalla stessa Banca Centrale.

Quinto quadro sinottico: ora il quadro inizia a prendere forma

Diapo5

Ma come mai tanta considerazione per i Confuorti nella Banca Centrale di San Marino? Eppure, i Confuorti sono tra l’altro conosciuti per aver ricevuto sanzioni dalla Banca d’Italia: in particolare dal Bollettino di Vigilanza n. 8 dell’Agosto 2014, la Banca D’Italia ha decretato sanzioni amministrative pecuniarie a carico di Francesco Confuorti, a seguito della triste vicenda di Banca Advantage di Investimenti & Gestioni, che nel 2004 era partecipata dalla holding della famiglia Confuorti (Advantage GFC LCC) e, anche, da Monte Paschi di Siena e Gruppo Generali quali partener finanziari (sub documento numero 6). Era sempre il Consigliere Elena Tonnini nel proprio intervento al Consiglio a metterci in guardia: “I fratelli Confuorti e Mariscalco erano, in Italia, anche nel consiglio di amministrazione di Baig, Banca advantage investimenti e gestioni, prima che nel 2004 venissero colpiti dagli interventi della vigilanza di Banca d’Italia per carenze nell’organizzazione e controlli nell’erogazione del credito, carenze nei controlli interni da parte del collegio dei sindaci, irregolarità di trasferimento dei titoli da parte del consiglio di amministrazione, collegio e direttore, inesattezze delle segnalazioni dell’organo di vigilanza”.

Non facciamoci distrarre, dimenticando in tutto questo il nome di Monte dei Paschi di Siena e di quelli del Gruppo Generali, su cui torneremo a parlare in occasione delle nuove nomine di Cassa di Risparmio.

II elemento opaco: assicurarsi che il FMI, che sta fattivamente contribuendo con le proprie relazioni al miglioramento della Governace di Cassa di Risparmio ed alla ridefinizione del sistema bancario sammarinese, non incorra nel rischio inconsapevole di favorire gli interessi dei Fratelli Confuorti, o di altre persone (i.e. Pedrizzi), che questi sono legittimamente chiamati a proteggere. L’interrogativo si fonda su fatti circostanziati e merita la ricerca di una adeguata risposta presso le sedi competenti e con l’ausilio degli strumenti e delle iniziative (anche d’inchiesta) che la legge mette a Vostra disposizione, al fine di verificare se e che rapporti vi siano tra Confuorti (e le Sue Società) e 1) l’attuale Governance della Banca Centrale 2) Banca CIS e 3) ed alcuni uomini del FMI.

4. Terzo Elemento Opaco: i debiti del CIS verso Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino

I grandi debitori, come è ovvio che sia, condizionano le scelte delle Banche: ma se, da un lato, Confuorti è debitore di Banca CIS, non può dimenticarsi che, dall’altro lato, gli azionisti di Banca CIS sono grandi debitori della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino.

L’Ing. Marino Grandoni, per il Tramite di Banca Partner, è divenuto proprietario di una partecipazione pari al 85,2558% del capitale sociale di Banca CIS grazie al finanziamento di quasi 13,5 milioni di Euro erogatogli dalla Banca dello Stato (ossia dalla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino) nel 2008 e di cui ancora pare non essere scaduta neppure la prima rata del piano di rientro. Il finanziamento è garantito da un pegno su Banca CIS, che quindi ricade nell’orbita del controllo delle banche pubbliche.

Per la proprietà transitiva, se Confuorti condiziona da grande debitore le scelte di Banca CIS, quest’ultima condiziona da grande debitore le scelte di Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino.

Sesto quadro sinottico: il quadro assume contorni preoccupanti

Diapo6

Ma il nome Leiton Holding ci ricorda una vicenda non meno grave: quella del Presidente di Banca Centrale della Repubblica di San Marino, Wafik Grais. In primis, come già anticipato la Leiton Holding (unitamente alla società anonima Gleinor Holding) è proprietaria di Banca Partner, a sua volta proprietaria di Banca Cis: il tutto vede come beneficiari effettivi Marino Grandoni e il Dott. Daniele Guidi (Amministratore delegato di Banca CIS).

Ebbene, dalle semplici ricerche che si effettuano on-line si arriva a scoprire, che la società lussemburghese Lupercale (di cui Grais è stato amministratore fino al marzo 2016) il giorno 18 aprile 2016 ha trasferito la propria sede da rue charles de gaulle 2 a rue jean piret 1. Questo trasferimento sede assume connotati rilevanti se si considera che sempre in pari data, ovvero il 18 aprile 2016 anche la Leiton Holding (e la Gleinor Holding) trasferiva la propria sede da rue charles de gaulle 2 a rue jean piret 1.

Settimo quadro sinottico

Diapo7

III elemento opaco: assicurare che il rafforzamento della Governace di Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino non aggravi un conflitto di interessi già immanente. Richiedere come ed in che modo verranno ripagati questi debiti per circa Euro 43.500.000 (30.000.000,00+13.500.000,00) milioni ad oggi pagati dai sammarinesi per consentire, prima, al CIS di finanziare Confuorti e, poi, per finanziare a Grandoni l’acquisto di Banca CIS.

5. Quarto Elemento Opaco: il ruolo di Confuorti nelle nomine di Cassa di Risparmio. La galassia dei Confuorti: il bacino degli ex del Monte dei Paschi di Siena e del Gruppo Generali

Il gioco è fatto.

Alla luce delle nomine dei nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio, abbiamo la oggettiva certezza che il pericolo da evitare non è stato scongiurato, anzi. È sempre più forte la convinzione che vi sia un legame tra gli Organi dello Stato e i Confuorti, o meglio che i Confuorti incidano pesantemente sulle scelte dello Stato.

Non volendo soffermarci nel passare in rassegna tutte le nuove nomine del CdA di Cassa, per quel che qui interessa si evidenzia come: il nuovo (e discusso) Presidente, Dott. Nicola Romito (ex-vice direttore di Monte dei Paschi di Siena, carica che gli ha comportato un rinvio a giudizio per usura) ha preso parte (anche lui) ad uno dei tanti convegni organizzati da Advantage Financial (allegato documento numero 7), assieme a Cottarelli.

Il cerchio si chiude: Confuorti, grande debitore del CIS, è riuscito a mettere le sue mani anche sulla Cassa di Risparmio, creditore di Banca CIS. Così Cassa non richiederà al CIS di pagare i propri debiti, così CIS non avrà bisogno di chiedere a Confuorti il rimborso del prestito ricevuto.

Ottavo quadro sinottico: il Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio

Diapo8

6. Conclusioni

I fatti ben avrebbero potuto essere rappresentati in altra sede, assumendo rilievo sotto diversi e svariati profili. Abbiamo tuttavia ritenuto, vista la delicatezza del momento, che la sede di verifica dovesse essere (almeno in un primo tempo) quella delle istituzioni super partes, ma comunque pur sempre nell’alveo della politica, perché nel distinguo tra maggioranza e opposizione c’è sempre un elemento che le unisce: la tutela della sovranità di San Marino. Non si tratta forse di un golpe politico, ma finanziario probabilmente sì. Ora non basta più (solo) favorire il ripristino di un dialogo (dovuto) tra Banca Centrale e la Repubblica di San Marino, anche se non è comunque «tollerabile (come diceva Modigliani) che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti»; ora occorre piuttosto che la Banca Centrale spieghi cosa è successo, con l’obbligo di dire la verità.

Questi fatti non sono di interesse solo per il nostro Paese, ma anche per le Istituzioni internazionali, ed in primo luogo per il Fondo Monetario che deve evitare di essere inconsapevolmente reso complice di un progetto opaco, che in quanto tale non può ne avrebbe potuto conoscere. Questo consentirà al FMI di respingere le censure del premio Nobel per l'economia Amartya Sen, secondo cui «non vi è dubbio che queste istituzioni siano ormai da cambiare. Per più motivi e perché rappresentano, seppure con pesi diversi, lo stesso potere».

Chiediamo dunque che da subito (ed in ogni caso prima della prossima visita di San Marino al FMI) si dia esecuzione a quanto segue:

1. si approvi un ordine del giorno del Consiglio Grande e Generale che impegni il Governo a proporre l’istituzione di una commissione di inchiesta che immediatamente: a) accerti e verifichi i fatti sopra denunciati; all’esito delle proprie verifiche b) sgombri il campo da ombre e sospetti, per favorire in tutti la convinzione che i numeri della AQR non saranno addomesticati per favorire gli interessi di qualcuno o peggio resi più severi per avvantaggiare le mire di qualcun altro; c) accerti se vi sono state relazioni intraprese da BCSM con altri organi internazionali al di fuori dei propri compiti istituzionali e contro gli interessi dello Stato; nel frattempo

2. in via cautelativa, si chiede agli Ecc.mi Capitani Reggenti di invitare il Governo ad esporre in una missiva rivolta alle massime istituzioni del FMI quanto disposto al punto 1.

3. Che l’operazione di AQR avviata in Cassa di Risparmio con comunicazione dell’11 gennaio 2017, venga conclusa con apposita comunicazione ufficiale e che prima di qualsiasi azione conseguente, le valutazioni emerse siano oggetto di adeguata informazione e contraddittorio con la banca e suoi organismi di gestione, nel rispetto delle regole dell’AQR stesso.

I Membri del Consiglio Grande e Generale:

Stefano Canti

Alessandro Cardelli

Marco Gatti

Teodoro Lonfernini

Oscar Mina

Mariella Mularoni

Francesco Mussoni

Massimo Andrea Ugolini

Pasquale Valentini

Gian Carlo Venturini

 

N.B.: cliaccando qui sotto puoi scaricare la versione originale dell'esposto e l'Ordine del Giorno presentato per richiedere una Commissione d'Inchiesta

Ultima modifica il Giovedì, 20 Aprile 2017
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